Non è che ti serva il galateo per scegliere un vino perché devi badare all’etichetta

C’è una coppia clandestina che si ferma la sera tra le 19 e le 20 sotto casa mia.

Abito in fondo a una strada chiusa e tranquilla, sempre stata meta di coppiette in cerca di privacy.

I due di adesso son convinto siano amanti clandestini sia per gli orari sia perché arrivano con due auto diverse. Lui con la sua berlina nera, nuova di pacca. Lei con una utilitaria celestina.

La prima sera che li ho visti stavo tornando a casa. Fermo l’auto, sul lato opposto dove si trovavano loro ma di fianco in linea d’aria. Probabilmente devo averli allarmati. Lei è scesa di corsa dall’auto di lui, è salita sulla propria e tutti e due son partiti sgommando.

Poi son ritornati altre sere e ora non fanno più caso a me quando rientro.

Chissà da quanto tempo va avanti la storia. Chissà quanto tempo andrà avanti. Chissà se desiderano fermare il tempo di adesso in un attimo, distillato, di felicità.

C’è una canzone di Jim Croce che si intitola Time in a bottle:

If I could save time in a bottle
The first thing that I’d like to do
Is to save every day till eternity passes away
Just to spend them with you

If I could make days last forever
If words could make wishes come true
I’d save every day like a treasure and then
Again, I would spend them with you

But there never seems to be enough time
To do the things you want to do, once you find them
I’ve looked around enough to know
That you’re the one I want to go through time with

If I had a box just for wishes
And dreams that had never come true
The box would be empty, except for the memory of how
They were answered by you

But there never seems to be enough time
To do the things you want to do, once you find them
I’ve looked around enough to know
That you’re the one I want to go through time with

Ma anche le bottiglie prima o poi finiscono, quindi cosa fai? Le tieni in cantina, in esposizione, per guardarle ogni tanto e darti delle arie con gli ospiti a casa? «Guardate, questo è un Vadàviaelcù del ’78, ottima annata». Tanto oggi ospiti non puoi averne più e per chissà per quant’altro ancora sarà vietato o da evitare. Resti solo tu e la tua etichetta sbiadita e impolverata a ricordarti qualcosa che sarà pure inacidito.

Oppure le svuoti tutte, precipiti in una sbronza di pensieri col rischio di rimanerci sotto?

Uno dei fenomeni più interessanti è l’ubriacatura di momenti mai vissuti. Un fenomeno che si verifica soprattutto, per non dire esclusivamente, con il nostalgismo politico.

Un amico una volta disse: «Il mio partito non esiste più». Quando il “suo” partito si è dissolto lui portava il ciucciotto.

Per non parlare di quelli che vanno ancor più indietro nel tempo. Capisco in vendita esista il vino del camerata, ma credo che la sbornia abbia fatto loro proprio male.

Amenità a parte, alla fine dei conti forse il tempo sta bene come e dove sta. Imbottigliarlo, renderlo prigioniero a nostro uso e consumo toglierebbe un po’ di fascino alle cose. La bellezza di un attimo sta proprio nella sua unicità.

E qualsiasi bottiglia, pur se esclusivissima e a edizione limitata, non potrà mai essere unica.

Chissà se sono astemi o bevitori i due amanti clandestini.

 

3 Pensieri su &Idquo;Non è che ti serva il galateo per scegliere un vino perché devi badare all’etichetta

Si accettano miagolii

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