Non è che per far svagare gli studenti la scuola organizzi viaggi d’istrazione

Un amico mi ha scritto oggi chiedendo se ascoltare tutto l’unplugged degli Alice in Chains sia nostalgia o desiderio di morte.

Ho risposto che, considerando che quando 20 anni fa ero nel pieno della fase del loro ascolto provavo desiderio di morte, suppongo che questa sia nostalgia di desiderio di morte.

Mi aveva pure inviato una curiosità, secondo non so quale studio – l’università della Pennsylvania, ci scommetterei – quelli che si definiscono gattari sono più intelligenti di quelli che si definiscono canari.

Io ho dei dubbi: vale anche se si hanno dei gatti palesemente stupidi?

Il secondo dubbio: vale anche se si insiste nell’arrecarsi danni domestici? Salve, sono Gintoki: forse vi ricorderete di me per post come Non è che se una cosa ti salta subito all’occhio poi devi disinfettarti col collirio, in cui raccontavo come provavo a rendermi orbo.

L’occhio è a posto, nel frattempo però ho una spalla fuori uso da 5 giorni a causa di una contrattura, originatasi per un esercizio fisico evidentemente svolto in maniera incauta al termine della mia ora di “muoviamoci un po’ così sembra che impiego in modo costruttivo il tempo”.

Questa storia dello stare a casa e del fare cose per riempire il tempo sta avendo evidenti effetti negativi. Sinceramente io da oggi mi propongo un impegno concreto: invece di #restoacasa, lancio e aderisco alla campagna #casoalresto: a forza di pensare all’isolamento e alla pandemia stiamo prestando poca attenzione al fare attenzione. Facciamo più caso alle cose: #casoalresto!

Lo slogan poi potrebbe venir riciclato anche per un eventuale domani in cui si tornerà a una vita più o meno normale. Io sono uno di quelli che ha difficoltà a contare i soldi (sarà che sono poco abituato non avendone mai avute grosse somme). Quando si è in tanti a tavola a mangiare fuori e bisogna mettere la propria quota vado sempre in crisi nel calcolare quanto dovrei lasciare e quanto prendere. Per risolvere, faccio sempre così: tiro fuori la/e banconota/e e, poggiandola sul tavolo con gesto ampio e lento, esclamo Allora, io metto 20 e prendo… lasciando dei puntini di sospensione aspettando che qualcuno faccia il conto per me.

Non parliamo poi di quando pago alla cassa mi chiedono “Hai x euro?” per arrotondare, a quel punto vado in crisi nel capire quanto resto mi sia dovuto e quando mi danno le monete anche se le contano davanti a me non riesco a tenere il conto. Potrebbero avermi imbrogliato per anni coi resti e io non ne sono conscio.

Ecco, per tutti gli impediti come me, una campagna di sensibilizzazione e attenzione #casoalresto.