Non è che se una cosa ti salta subito all’occhio poi devi disinfettarti col collirio

Venerdì mentre stavo dando la calce ai tronchi degli alberi uno schizzo mi è finito nell’occhio.

Come, non usi una protezione, mi si dirà. Certo, avevo gli occhialini, ma quando stavo ormai finendo e mi mancava solo l’ulivo erano così appannati che non vedevo più se stavo realmente pitturando il tronco o stavo spennellando a caso nell’aria, così li ho alzati, tanto, mi son detto, ormai ho terminato e sinora non è schizzato niente.

Bravo merlo.

Mi sono subito sciacquato con abbondante acqua fresca e ho rimosso la puntina di calce dall’angolo della sclera, poi sono andato dal medico perché, pur non riscontrando problemi a parte un po’ di bruciore, non si può mai sapere. Mentre andavo a farmi vedere la mia preoccupazione era se mi avesse mandato al Pronto Soccorso: non perché ciò avrebbe voluto dire che era grave ma perché immaginavo il personale sanitario guardarmi male per rubar loro del tempo a causa della mia superficialità. Non so voi ma ho l’impressione che oggi non ci si possa più permettere di rompersi una gamba o tagliarsi un dito.

Vedevo già il Presidente della Regione che, in un video, tra un lanciafiamme e un altro, mi rivolgeva un pensiero, apostrofandomi come quell’imbecille che in un momento di gravità come questo ha deciso di intasare il sistema sanitario perché gli pesava troppo tenersi gli occhiali, poverino. “Glieli vado a cavare io di persona gli occhi”, concludeva.

Ci stava bene pure un titolo di Libero, che, con la proverbiale eleganza, titolava “Terrone e pure coglione”.

Comunque niente di serio, il medico mi ha dato solo del collirio da utilizzare.

Mentre tornavo a casa, osservando le strade, ho notato una cosa.

I tabaccai sono i nuovi bar. Gli anziani, col pretesto di far la fila, li usano come punti di ritrovo.

Qualcuno griderebbe allo scandalo, ma, riflettendoci, tecnicamente dove sta il problema per loro?

Il contagio non si è capito bene come è arrivato in Italia ma forse è stato uno che è tornato dalla Cina che poi è andato a cena fuori, ha organizzato partite di calcetto, eccetera. E non era anziano.

Al Sud sembra un contributo importante l’abbiano dato quelli che sono scesi dal Nord. E non erano anziani.

La gente poi ha cominciato a prendersela con quelli che vanno a correre. E non sono di certo anziani.

Sarà che, sotto sotto, gli anziani abbiano semplicemente capito che il problema non sono mica loro a essere a rischio ma che siamo noialtri a essere rischiosi?

Come si dice: i giovani sono il futuro. Se non riusciamo a fermarli prima.

Sagace.

5 Pensieri su &Idquo;Non è che se una cosa ti salta subito all’occhio poi devi disinfettarti col collirio

  1. Bravo! La maggior parte degli incidenti avvengono proprio così, perché “Tanto solo un attimo e ho finito”. Ora che hai dimostrato la cosa, evita di ripeterla in futuro, virus o meno. Così magari potrai partecipare anche tu alle riunioni degli anziani e salvarti da questa epidemia.

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  2. Vivo nel terrore che la mia secondogenita, in uno dei suoi abituali tuffi sul divano, dia una capocciata più forte del solito e ci tocchi andare al pronto soccorso spiegando che tipo di incidente ha avuto.
    Comunque gli anziani faticano a stare in casa, ma qui al nord è davvero difficile scherzarci su, specie se uno degli anziani che non riescono a starsene a casa è tuo padre…

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    • Il problema secondo me è che a differenza nostra gli anziani già di loro fanno una vita “ritirata” o isolata – genericamente parlando, poi ci sono quelli che viaggiano, vanno a teatro ecc. ma sono piccoli casi – quindi credo che l’isolamento dell’isolamento per loro sia una fonte di malessere e depressione che non riusciamo a cogliere. Chiaramente al momento esisterebbero altre priorità, ma, anche qui, è difficile farli entrare nel meccanismo del “da oggi questo non puoi farlo”, soprattutto per chi ha impostato la propria vita su una routine quotidiana, che sia la passeggiata per andare a prendere il giornale, il passaggio al baretto, ecc.

      Mio nonno tornato a casa dall’ospedale dopo aver avuto un ictus che l’aveva reso invalido voleva arrampicarsi sulla scala per potare il limone. Per dirti.

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Si accettano miagolii

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