Non è che tu debba tenere un colloquio per assumere una responsabilità

La gente dovrebbe pensare più spesso al sudicio. Io ci rifletto molto.

Non che le persone non facciano pensieri torbidi e sozzi, questo è un altro discorso. Ma quando si tratta di sporcarsi le mani, nel senso di prendersi le proprie responsabilità, fuggono o si nascondono.

Lo scorso weekend ero in treno, tornavo a Milano da Bologna. Il capotreno annuncia che, a causa dell’incidente di un paio di giorni prima – quello in cui hanno perso la vita due macchinisti – il treno avrebbe proseguito per una deviazione che avrebbe comportato 40 minuti di ritardo.

Una tizia nella fila di fianco all’udire ciò esclama:

– Quaranta minuti? Oddio, voglio morire.

Fallo. Assumiti la responsabilità della stronzata che hai detto. Se pensi che i tuoi quaranta minuti di vita sono più importanti di un incidente mortale, dovresti sporcarti allora un po’ le mani. Col tuo sangue.

Ovviamente immagino non avrà riflettuto su ciò che diceva. È una cosa che succede sempre: uno spara una cazzata, ma poi non voleva dirla realmente. Oppure, minimizza dicendo che era una goliardata. O ancora, che le vere persone negative sono quelle che gli fanno notare che ha detto una cazzata.

Io appartengo a questa schiera di persone che ridimensionano le proprie colpe. Ho detto cose che non pensavo, che sono state decontestualizzate e poi comunque ero stato attaccato.

Credo che la paura più grande dell’ammettere completamente la colpa sta nel fatto poi di uscirne macchiati. Certo, alla fine non è che ti puoi fare una doccia e uscirne immediatamente lindo e pulito, questo è vero, come quando da piccolo giocavo nel terreno. E con “nel” intendo che proprio ci scavavo con le mani. Poi mi costringevano a passare sotto l’acqua, tipo doccia con l’idrante da penitenziario.

Devo dire che secondo me però questa cosa del contatto con la terra avrà fatto bene al mio sistema immunitario.

Ecco, se nell’ammettere di essersi sporcati con le proprie cazzate poi non ci si può ripulire agli occhi altrui immediatamente, quantomeno penso che internamente alla lunga ne usciamo rafforzati come persone.

Si, secondo me la gente dovrebbe proprio buttarsi un po’ nel fango e rimanerci.

5 Pensieri su &Idquo;Non è che tu debba tenere un colloquio per assumere una responsabilità

  1. È un meccanismo strano, quello che porta molti pendolari al cinismo (una persona che si getta sotto a un treno non è un dramma, è un ritardo sul lavoro). Io faccio davvero fatica a capirlo, eppure temo non sia nemmeno un movimento di nicchia: è questo il vero imbruttimento (milanese?).

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    • È una dinamica che si ripresenta in diversi frangenti, il bias cognitivo alla base è il pensare che la propria dimensione immediata e contingente sia il centro dell’universo, quindi il ritardo nel treno, la coda, la cassiera lenta, sono una congiura che si mette tra noi e la nostra meritata vita. In quel momento il cervello si blocca in maniera unidirezionale. Penso che una mente consapevole – e quindi non imbruttita – è quella che sa fermarsi a vedere le due strade. L’una è quella dell’esser stronzi, l’altra è quella che ti fa pensare Aspé forse le mie sono stronzate.
      Ovviamente questo non vuol dire annullare i propri bisogni, ma saper quando evitare di essere imbruttiti

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Si accettano miagolii

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