Non è che la foca monaca non possa essere laica

Non sono mai stato a scuola dalle suore. Le persone che ci sono state hanno tutte ricordi orribili, tra punizioni corporali e minacce del tipo «Se ti comporti così tua madre muore».  Certo, magari sono metodi educativi che io non comprendo, ma se questi che conosco da adulti si sono scristianizzati o sono diventati bestemmiatori seriali, forse qualcosa non ha funzionato. Ma il mio potrebbe solo essere un bias cognitivo.

Oggi sono andato in una scuola gestita dalle suore. La dirigente, o Madre Superiora o non saprei come altro definirla, minacciava i bambini con frasi tipo «Voi sprecate il cibo e in Africa non hanno niente. Dovrebbero rinchiudervi a vita in un collegio senza mangiare e senza bere». Il discorso era rivolto a tutti ma il dito era puntato contro uno dei bambini più piccoli, che si rendeva ancora più piccolo e stava per scomparirmi davanti. Un fenomeno fisico affascinante.

Per la mia presentazione avevo bisogno di far scorrere delle diapositive in PowerPoint. Avevo pensato di chiedere a uno dei bambini di farmi da assistente, ma la suora ha intimato loro di non muoversi, sgridandoli e invitando una maestra a mettersi al pc.

Ho chiesto alla maestra di scorrere le slide su e giù quando glielo chiedevo. Ho visto lo smarrimento formarsi nei suoi occhi. Un altro fenomeno fisico affascinante!

Le ho detto «Usa le frecce». Lei ha iniziato a muovere a caso la freccia del mouse sperando che accadesse qualcosa. Perché non lasciano fare le cose ai bambini, che ne capiscono di più?

La suora superiora con me è stata invero molto gentile. Mi ha fatto trovare il caffè, servito con il servizio buono, e i pasticcini. Non smetteva di ringraziarmi, di dirmi quanto ero buono, bravo e bello. Quando mi sono congedato mi ha abbracciato e baciato sulle guance.

E io nella mia testa pensavo che da piccolo per lei di sicuro sarei stato uno di quei bambini cui lei avrebbe prospettato di morire infilzato su uno spiedo gigante mentre dei diavoli mi arrostivano a fuoco lento, cantandomi nel mentre tutto il repertorio di Gigi d’Alessio.

Non ero un bambino scostumato né maleducato, ero vivace e avevo problemi a stare fermo a lungo e composto sulla sedia. Il più delle volte ero scomposto. Altre, decomposto (capita di svegliarsi la mattina in preda a una zombieficazione incipiente).

Eppure da grande sembra io sia diventato bravo buono e bello.

Sarà perché non sono andato dalle suore?

11 Pensieri su &Idquo;Non è che la foca monaca non possa essere laica

  1. Le suore sanno essere terribili. Ma anche un vero spasso, dipende dai tipi, un po’ come con tutte le categorie. Io le ho frequentate molto, sia da piccolo che da grande, per motivi diversi e sono giunto alla conclusione che sono donne estremizzate, nel bene e nel male

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    • Chissà se si estremizzano in “corso d’opera” (frutto del tipo di educazione) o chi decide di intraprendere la via ha già di suo una inclinazione a questi estremismi. A prescindere dalla propensione spirituale, quello è un altro discorso.

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  2. È noto che frequentare una scuola cattolica, con insegnanti suore, sia un fattore prognostico sfavorevole e abbia come ricaduta l’ateismo spinto. Il problema è che pensiamo che Magdaleine sister sia accaduto in Irlanda e la cosa non ci riguardi, poi non ci spieghiamo come mai uno a 40 anni sbrocchi e spari alla gente a c***o di cane. Chiediamolo alla suora che quando era piccolo gli chiedeva “vuoi più bene alla mamma o a Gesù?”, e vedrai che le risposte saranno più semplici di quanto si immagina

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        • Non solo loro anche le insegnanti di religione (non suore), che mi son ricordato: per carità, quella che avevo alle elementari era tanto brava, però questa cosa che qualsiasi cosa facevi Gesù piange…ma possibile non si sappia inventare un altro metodo per far capire a un bambino di comportarsi bene?

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          • guarda, nella prima scuola di mia figlia, abbiamo scoperto (appena prima di cambiarle scuola…) che l’insegnante chiudeva la bocca dei bimbi “agitati” con lo scotch di carta: “giochiamo al gioco del silenzio!”. io penso che il problema di Gesù che piange sia proprio ontologico: ha permeato l’educazione e ancora non ci si schioda da lì, perché anche quando si cerca di fare qualcosa di diverso iin una gran parte di situazioni vegono fuori dei caratteri disturbati

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            • È un po’ come l’educazione alimentare nelle scuole, ho visto oggi quantomeno si spiega l’importanza di una corretta alimentazione e non il “Mangia e vergognati perché i bambini poveri non mangiano” che mi ricordo di aver vissuto, che oltre a fra crescere un bambino con in senso di colpa viscerale gli fa vivere il cibo come una punizione.

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  3. Io ho fatto l’asilo dalle suore. Non che fossero cattive, ma ci volevano far crescere pensando che il mondo fosse un luogo di dolore e di sofferenza e che il compito di un buon cattolico fosse quello di vivere più disgrazie possibili, accumulando punti per il paradiso.
    Poi crescendo mi sono drogata come tutti e sono rinsavita. 😇

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