Non è che devi far riposare gli oli esausti

Ho un problema, sì, uno dei tanti, ma uno di questi non è che proprio mi appartiene. Oppure sì, forse me lo pongo solo io. Il fatto è che noto parecchio esaurimento nelle persone che mi circondano, vedo le loro nevrosi, le loro schermate blu di Windows in cui Razionalità.exe ha smesso di funzionare.

Anche io sono un esaurito. E ho un altro problema, molto probabilmente connesso al primo. Mi destabilizza l’insofferenza altrui. L’insofferenza verso il cameriere che tarda ad arrivare, l’insofferenza verso il semaforo rosso, l’insofferenza verso la pioggia, l’insofferenza verso gli insofferenti.

E seppur io non sia responsabile né parte in causa del fastidio altrui, ciò che gli altri provano ed esternano mi causa malessere. La negatività si spande per l’aria come una fuga di gas ed è contagiosa. Mi consuma le energie e mi rende esausto.

C’è un romanzo di John Kennedy Toole intitolato Una banda di idioti; in questo romanzo il protagonista è Ignatius, un uomo di trent’anni con l’irriverenza di John Belushi – che infatti avrebbe dovuto interpretarlo nel film tratto dal libro – la stupidità di Homer Simpson e l’impeto battagliero di Don Chisciotte. Una sua caratteristica, o frase che ripete spesso, è che in contesti di conflitto lamenta che gli si sta «chiudendo la valvola dello stomaco».

Ecco, nei contesti di malessere e negatività diffusa come una profumazione d’ambiente io sento che mi si sta chiudendo la valvola e vorrei dire basta, smettetela, finitela di svalvolare, ma chi sono per bloccare le valvole altrui?

Sono esausto.

13 Pensieri su &Idquo;Non è che devi far riposare gli oli esausti

  1. Potrebbe essere una forma di ansia da prestazione perchè sai che non sarai in grado di risolvere queste insoddisfazioni? Immagina di essere un vigile….se potessi far scattare il verde per gli altri, non saresti soddisfatto? Peccato che tu non sia vigile. Ma è da quando ti conosco che non lo sei. Quindi tranquillo!

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    • p.s. adesso il commento serio: ti capisco e condivido. faccio fatica a sopportare l’insofferenza. mi piacerebbe che a volte si relativizzasse maggiormente. che si pensasse che un camerire che tarda ad arrivare NON ha, e non può avere, lo spesso valore di una costa che tardi ad arrivare, o di un soccorso che forse non arriverà mai mentre sei in alto mare e la barca su cui sei sta per affondare

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      • Il problema è che stiamo sempre con il fucile spianato pronti a fare fuoco sugli altri, è la mentalità dominante online ma anche offline. Viviamo nell’era dell’immediatezza – voglio tutto e subito e come lo voglio io – e dell’egoismo, quindi io vengo prima di tutto. Bisognerebbe accendere il cervello e capire che se tutti volessero ragionare con la mentalità del “prima”, allora diventa una gara a incularsi tutti, chiedo scusa per il gara.

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  2. Pingback: 5 consigli non richiesti per vincere l’ansia da prestazione | Viaggi Ermeneutici

Si accettano miagolii

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