Non è che per smaltire il cibo spazzatura tu debba chiamare la nettezza urbana

Siamo i nati negli ’80. Forse la prima generazione che ha realmente usufruito della cultura ‘pop’ senza troppa vergogna e stigmatizzazione.


Tralasciando i conflitti generazionali – che sono sempre esistiti e sempre esisteranno – su quanto tutto fosse migliore al tempo dei genitori e su quanto facciano schifo i gusti dei figli.


Negli anni ’80-’90 abbiamo ciucciato dalla enorme tetta della civiltà dei consumi a volontà e voluttà come se ci fosse dovuto. Tanto vivevamo senza incubi.

Il mondo sembrava entrare in una lunga era di pace – sì va be’ la Guerra del Golfo, quella in Iugoslavia, il conflitto israelo-palestinese: scaramucce provinciali! – e l’economia con le nuove tecnologie sembrava proiettarci ad atterrare su Marte negli anni 2000.

Cartoni giapponesi, merendine, videogiochi, sticker puzzolenti, cibo spazzatura, i primi passi in internet, Willy, il principe di Bel-Air e Beverly Hills 90210, Cioè, le Spice Girls. Una palla di fuffa plasticosa e di minchiate pop con la quale abbiamo giocato come gatti credendo di vivere a Bengodi.

Poi un giorno ci hanno tolto la tetta e ci hanno messo di fronte la verità. G8 di Genova, 11 settembre, la crisi economica, lo stage gratuito, il precariato, niente mutuo e niente pensione, le rate intestate ai genitori, la carne rossa fa male. Stop, Bengodi è finita. Anzi, non è mai esistita e se è esistita l’hanno occupata e saccheggiata prima di te.

Prima che riuscissimo a capirne qualcosa e trovare la quadra, sono arrivati quelli della generazione dopo di noi e ci siamo anche scoperti vecchi.

È un po’ come vivere la propria educazione sessuale col porno e poi ritrovarsi un giorno ad avere un tête-à-tête nel mondo reale. Il porno non ti ha mai raccontato che ci sono gli odori corporei e che tu avrai l’ansia di puzzare e ti sarai spruzzato l’Axe pure tra le cosce, cosa che ti ha causato un’irritazione che ti fa camminare a gambe larghe come un lottatore di sumo. Il porno non ti ha mai detto che dall’altra parte c’è una persona che ha più ansie di te (ma la tua ansia è autoreferenziale e ti fa concentrare solo su te stesso) e teme più di te di puzzare e si sarà fatta un bidet con lo Svelto. Il porno non ti ha mai raccontato che non è detto che troverai davanti a te un’autostrada tre corsie ove si accede comodamente: spesso, è più che altro una via di un borgo dove cozzi gli specchietti e il parafango. E il porno non ti ha mai detto che mentre tu, homo erectus mononeurale, sei solo preoccupato a come far passare il tuo mezzo (mezzo…non esageriamo, facciamo un quarto), chi detiene il borgo ha paura che tu gli possa danneggiare le pareti sottoposte a vincolo artistico.

Sessualmente parlando è facile rendersi subito conto di quale sia la realtà e adattarvisi – parlando di adulti funzionali, s’intende. In tutti gli altri campi della vita sembra invece che la mia generazione sia rimasta traumatizzata dalla perdita della sua tetta. Chi più chi meno, vedo che i miei coetanei vivono uno stato di smarrimento e frustrazione come un bambino cui hanno tolto il ciuccio.

Negli anni ’90 credevo che entro il 2020 l’uomo sarebbe andato su Marte.

Oggi spero che non avvenga mai e che ce lo lascino in pace.


* Da questo articolo inizia una collaborazione con ludovicamanfredi_art che presterà la sua opera illustrando i miei post. In questo modo spero di intercettare il pubblico che guarda solo le figure.



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43 Pensieri su &Idquo;Non è che per smaltire il cibo spazzatura tu debba chiamare la nettezza urbana

  1. Questo è un articolo ottimo. Ci hanno mentito e continuano a farlo… e sai una cosa? Io vivo su questa prima menzogna (no, non quella del porno, non faccio la pornostar…), io sono la prima menzogna.

    Per quanto riguarda il porno, hai pienamente ragione.

    Io dico solo questo:

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  2. Bravo GattonGattone, con queste righe ti rimeriti le crocchette tolte per il post precedente 😀
    Sembra ci abbiano lanciato ai mille all’ora e improvvisamente infilato un cordino invisibile proprio all’altezza delle caviglie, non è da infami?

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  3. Per l’ambiente che ho frequentato negli anni 90, i 90 mi sono sembrati molto reazionari nei confronti del pop edonistico, con tutta quella smania di sembrare veri, di cercare il suono acustico, di inscenare un impegno politico (stanco e puramente formale). Cioè, per come la ricordo il pop faceva benissimo quello che deve fare, ma fingendo di essere superiore a se stesso. Questo almeno è il passato che ho inventato.

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