Non è che ti serva un trapano per far un buco nell’acqua

Sono giornate convulse e di convulsioni giornaliere qui alla Spurghi&Clisteri dove lavoro. Dopo aver fatto Questo&Quello ora devo anche reinventarmi in falegname/elettricista/manutentore, giacché gli altri non possono farlo: sono stati infatti segnalati casi di gomiti che fanno contatto col piede oltre che di violenti attacchi di culopeso.

Il culopeso è una sindrome da non sottovalutare: all’improvviso senza segnali di avvertimento le terga si fanno pesanti e anche alzarsi per rispondere al citofono può risultare difficile, stancante, di grande dispendio energetico.

– Se iniziate a procrastinare gli impegni, anche quelli di rilevanza personale;
– Se iniziate a chiedere agli altri di prendervi qualcosa, perché “tu sei più vicino”;
– Se iniziate a diventare abili come Lebron James nei tiri da 3 punti pur di non alzarvi e arrivare alla pattumiera;
– Se non cambiate canale perché il telecomando è lontano e preferite sorbirvi Barbara d’Urso;

allora è probabile che soffriate di culopeso.


A chi si chiede che lavoro io faccia mai per ritrovarmi coinvolto in mansioni varie anche non conformi al mio profilo contrattuale rispondo che non lo so neanche io più: giacché fin dal primo giorno nella S&C summenzionata mi è parso chiaro che si andasse avanti all’insegna dell’improvvisazione quotidiana e del dadaismo.


Per aiutarci o per complicarci la vita nella sistemazione degli ambienti è giunta in soccorso da noi anche un’esperta e nell’allestimento di aria fritta e nella scienza della fuffa da interni. Costei, ascrivibile al genere M.I.L.F. (Magistrale Improvvisata Leziosa Fuffologa), mi ha subito inquadrato come colui che avrebbe fatto al caso suo. Io cercavo di farmi i cacchi miei fingendo di strapparmi pellicine dai pollici con grande realismo e vero sanguinamento, ma la mia propensione a mettere poi il becco dappertutto per fare il saccente mi si è ritorta contro. Dopo una mia osservazione su un’angolo a 90° la M.I.L.F. si è rivolta a me al suon “Ok parlo con te che mi pare di capire te ne intenda” e, senza manco chiedere, mi ha intimato “Ascolta, là mi devi montare e qui mi devi trapanare”.

Al che io ho acconsentito giacché non è da me rifiutare richieste così perentorie; a dire il vero mi sono però sentito un po’ in imbarazzo e in ansia perché ho sì trapanato in vita mia ma non so se la mia esperienza possa esser ciò che faccia al caso di una tal navigata fuffologa. Mi seccherebbe deludere le sue aspettative.

È un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo, però.

Comunque mi sono licenziato. Ciò non mi darà l’esonero dalle operazioni di montaggio&trapanamento per la signora, ma la mia fuoriuscita è stata accolta dall’alto con un “Ah beh comunque abbiamo intenzione di chiudere i rubinetti giù da voi”.

Spero non intendesse dire che mi toccherà fare pure l’idraulico prima del mio ultimo giorno di lavoro!

16 Pensieri su &Idquo;Non è che ti serva un trapano per far un buco nell’acqua

  1. Si parte come “direttore responsabile del nulla cosmico” e si finisce, inevitabilmente, per essere quello che “fa un po’ tutto, male e senza averne capito bene la ragione”.
    Io trascendo, ormai ho capito che non ho capito e, schiudendosi il terzo chakra, sono diventato lullologo di professione.

    "Mi piace"

Si accettano miagolii

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