Non è che il negoziante che vende film a luci rosse quando si assenta scriva “porno subito”

Devo andare negli uffici di un importante bene culturale. Mi reco all’ingresso laterale e non a quello principale – dove entrano anche e soprattutto i turisti. Chiedo alla guardiola:

– Chiedo scusa, per accedere agli uffici?
– Eh ormai sei venuto qua
– …
– …
– No perché avevo letto che l’ingresso al pubblico per gli uffici era da questo lato
– Eh!
– Eh?
– Comunque puoi passare di là dove c’è quel cancello e poi l’ingresso a sinistra, attraversi il cortile e di nuovo a sinistra.

Io non so perché ma spesso quando vado a chiedere qualcosa mi fanno sentire o mi sento io sempre come se stessi chiedendo della droga.

Tra l’altro non ho mai acquistato droga e non so se funzioni con le stesse dinamiche: forse è tutto molto più semplice e immediato come si vede nei film.

Va anche detto che i film mostrano una realtà falsata – soprattutto i film porno – ma anche gli spot pubblicitari non scherzano.

Presentano prodotti in grado di trasformare cose e persone e permetter loro prestazioni eccezionali.

Io vorrei uno spot che presentasse un prodotto che rende normali.

Con il rasoio mezzalama Juliette avrai una rasatura normale, come quella di un qualsiasi altro tizio che decide di radersi la mattina e a cui non frega un cazzo a nessuno che si è rasato né qualcuno andrà a toccargli la faccia per verificare se si è rasato.

Così almeno un giorno potrei barattare le performance incredibili garantite dai miei acquisti, l’olio che lubrifica la mia auto permettendole di fare dei perfetti 360° sgommando, lasciando segni per terra che pulirò con una sola passata del fantastico detersivo per superfici, sotto gli occhi entusiasti della ragazza – ipotetica eventuale – ansiosa di sperimentare prove estreme tanto si sente sicura e tranquilla coi suoi tamponi magici che infila con un dito, con una giornata di tranquillità e chiedere Scusi per andare dove devo andare per dove devo andare? e sentirmi rispondere Di là, prego e nient’altro.

21 Pensieri su &Idquo;Non è che il negoziante che vende film a luci rosse quando si assenta scriva “porno subito”

  1. Le pubblicità sono il massimo livello di menzogna, gli shampoo che ti fanno dei capelli morbidi come seta, poi li uso io e sono paglia… le pastiglie contro il mal di testa che agiscono in pochi minuti, mentre ce ne mettono 300… i cornetti del Mulino Bianco che sembrano usciti dal fornaio, mentre se apri la confezione sono schiacciatine 😅

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  2. La pubblicità non inganna, sei te che hai aspettative alte vedendola. Io vedo l’incredibile spray che tira via il calcare solo a mostrargli l’etichetta e, al massimo, mi aspetto che dopo 600 spruzzate non debba più usare lo scalpello e sentirmi a Postumia.

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  3. La pubblicità del tampone supermagico che si infila con un dito mi lascia perplessa. Perché non è l’assorbente di per sè a dare fastidio ad una donna. E’ tutto quello che riguarda quel periodo: mal di testa e mal di schiena, nervosismo, fiacchezza, nausea, ecc… Che mi chiedo perché non sperimentino qualcosa che possa rendere fisicamente accettabile un fardello che dobbiamo portarci almeno fino ai 50 anni. E non parlo della medicina miracolosa che fa passare i dolori last minute ma che creano l’ulcera all’intestino dopo pochi secondi. Parlo di qualcosa che sia accettabile, non faccia male e aiuti la donna a sentirsi bene.
    E poi, te la ricordi la pubblicità dei fidanzati che spiegavano come infilare un tampone?

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Si accettano miagolii

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