Non è che il borgo sia un suino per un tizio raffreddato

Nei paesini montani o di campagna dimenticati dall’odontoiatria c’è sempre un bar, anonimo, con l’intonaco esterno che resta attaccato con lo sputo e su cui è appeso il cartellone blu (una volta) dei gelati Motta. Accostate al muro, tre sedie di plastica, rosse. Su quelle sedie trovano posto degli anziani, rinsecchiti dal rancore verso l’umanità e con una produzione salivare incontrollata che li porta a frequenti raschiate di ugola che terminano la propria corsa sul marciapiede.

Il forestiero che attraversa la strada davanti a quegli anziani sarà oggetto di sguardi indagatori e poco accoglienti che metterebbero a disagio persino il clown Pennywise. Anche svoltato l’angolo e usciti dal raggio visivo di quei vecchiacci, si avvertiranno i loro gli occhi puntati addosso.

Poco più avanti, fuori la porta di una casa ci sarà sempre una vecchina seduta su una sedia semi-sfondata di una paglia grezza che una volta era gialla ma ora è ridotta a un color piccione esausto. Un vestito nero come l’infamia, delle calze 90 denari e degli zoccoli ortopedici deformati addobbano la gentil signora. Superati gli sguardi degli anziani del bar, non con un certo imbarazzo, sarà il turno di subire le sue occhiate di disprezzo, mentre con la mascella sembra ruminare un pezzo di verza rimastole in bocca dal ’74.

A differenza dei guardiani seduti fuori al bar, la megera non ti disapprova in quanto forestiero (e per questo non benvoluto) ma per il semplice fatto che tu esista e sia più giovane di lei.

È in queste occasioni che l’uomo di città si rende conto di quanto conti poco la propria boria metropolitana e tutta la prosopopea con cui si accompagna nella squallida esistenza urbana che conduce.

Io, confesso, amo prendermi una pausa dalla mia solita vita e inoltrarmi in questi contesti per il solo gusto di emendarmi.

L’anziano di paesino è lo squarcio nel velo di Maya che mostra la realtà per quale è: cioè che a prescindere di chi tu sia e cosa faccia, farai loro schifo.

gruppo-al-bar

(immagine presa da internet) Riesci a sentire il disagio colarti addosso?

 

Annunci

25 Pensieri su &Idquo;Non è che il borgo sia un suino per un tizio raffreddato

  1. Sono vissuto per molti anni in paese, il rapporto che hai con quella realtà si può descrivere con “se startunisci in camera tua, sottovoce e senza troppo rumore, hai una buona probabilità che, uscendo, qualcuno ti dirà salute”.
    Non c’è privato, tutto è concepito come i BORG in Star Trek. Non c’è io, solo noi. E tutti gli altri sono stranieri… anche quando vivono ormai da 30 anni nello stesso paese (il fatto è che non vivono in quel posto da 400 anni).

    Mi piace

Si accettano miagolii

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.