Non è che se conduci le pecore in modo polemico sei un pastore protestante

Per la serie Una cosa non divertente che spero di non fare mai più, per lavoro ho avuto un colloquio con un prete.

Mi sono recato sul luogo dove esercita, la chiesa del “Buon Pastore”. Un nome che richiama umiltà.

La chiesa è di recente costruzione, delle umili dimensioni di una cattedrale. Il sagrato si estende quanto tre campi da pallacanestro affiancati in modo umile. Ulivi secolari piantati lì dopo l’inaugurazione fanno placida mostra della loro umiltà.

A corredo, ai lati della struttura si ergono due umili statue di bronzo 1:1 che raffigurano Kareem Abdul-Jabbar e Sandra Bullock. Quando mi sono avvicinato ho visto poi che erano Padre Pio e Madre Teresa.

Su un muro perimetrale ci sono cartelli che invitano a scegliere la vita e la famiglia. E forse anche un maxitelevisore del cazzo (cit.).

Un altro cartello invece ricorda che “Il consumismo ti consuma”. Santa Bullock annuiva compiaciuta.

La collaboratrice che era con me, del posto, mi ha raccontato che tale umile prete è una celebrità: lo invitano in giro perché dove va lui si crea pubblico e quindi lui funge da richiamo come guest star per manifestazioni politiche, sociali, religiose.

Per parlare con lui c’era una lunga fila. Quando finalmente stava per arrivare il nostro turno, due donne che eran dietro di noi hanno chiesto di passare avanti. Ho spiegato che la mia fosse una missione – non per conto di dio – di tre minuti cronometrabili, davvero.

Non sembravano convinte.

Una delle due ha poi chiesto, rivolta a entrambi:

– Ma voi siete madre e figlio?
– No…anche se potrebbe essere, lui – indicando me – ha l’età di mio figlio
– Ma siete comunque parenti?

Ero tentato, purtroppo non ero così in confidenza con la persona che era con me da farla prestare al mio gioco, di replicare con umiltà

– No, io sono il suo toy boy e ora vogliamo la benedizione per la nostra unione prima di scappare insieme a Santo Domingo.

Il prete ci ha accolti nel suo ufficio, umile quanto lo Studio Ovale della Casa Bianca.

Il nostro colloquio è durato realmente tre minuti – mantengo le mie promesse -, nei quali ho dovuto vincere la sua resistenza iniziale in quanto, a detta sua, “Non abbiamo mai ricevuto un supporto da voi”. Ci è voluta tutta la mia umiltà per convincerlo a darmi ascolto e portare a casa il risultato che mi ero posto.

Spero questa breve parabola possa illuminare la via per l’umiltà a quanti mi leggono.

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