Non è che il pescivendolo per liberarsi della folla invochi lo sgombro

Vivo un conflitto interiore. Come felino sento di incarnare la perfezione. Come essere umano sono conscio che mi mancano ancora tante cose per realizzarmi.

Una di queste è riuscire a chiudere l’asse da stiro senza schiacciarmi le dita (l’asse da stiro batte dove il dito duole, si suol dire). C’ho rimesso più volte delle falangi. Non avendo più dita da schiacciare, ho iniziato con le arti marziali. Un calcio ben assestato alle gambe dell’asse e queste si piegano che è un piacere.


Può aiutare accompagnare il gesto atletico con qualche frase di intimidazione.


Un’altra cosa che non mi riesce è rifiutare con decisione. Mi dispiace deludere gli altri, quindi oppongo sempre strascicati e cortesi rifiuti: Mmmh no ti ringrazio. I più magari pensano che faccia complimenti o mi tragga indietro per imbarazzo. Quindi insistono. Molti altri semplicemente non ascoltano e insistono perché non sono abituati a sentirsi dire di no.

In Giappone costoro sarebbe considerati delle persone malvagie. Lì dato che non è gentile dir di no e deludere il prossimo, alle richieste non gradite le persone rispondono con un malcelato senso di imbarazzo aspettandosi che sia l’altra persona a comprendere che insistere è molto scortese. Pensate che vita d’inferno quando si incontrano due tizi che non vogliono fare una cosa e si vergognano a dirsi di no per non deludersi a vicenda. Ci sono persone sposate da trent’anni solo perché non sono mai riuscite a dirsi di odiarsi.


Forse questo però accade in tutto il mondo.


inchino

Infine, ciò che vorrei per me stesso è trovare una giusta collocazione.

Non nella vita. Intendo proprio una posizione fisica. Quando mi trovo in un luogo affollato, dovunque io mi piazzi cercando di non esser d’intralcio, spunta sempre qualcuno che deve passare proprio dove sto io. Questa cosa mi fa sentire d’ingombro.

Tranne ai concerti. Ai concerti è una cosa che invece mi caga proprio il cazzo. Domando scusa per la ripetizione della parola concerti. Quando mi trovo a un concerto all’estero, ho cominciato a dire alle persone che devono passare intraducibili espressioni di disprezzo e malaugurio in dialetti vari. Con un sorriso sulle labbra.

Lo so perché accade tutto ciò: essendo io refrattario al contatto fisico, tendo a crearmi bolle di spazio vitale intorno. Dove lo spazio c’è, la gente si vuol incuneare. Il mondo è tutta un’incuneata.

66 Pensieri su &Idquo;Non è che il pescivendolo per liberarsi della folla invochi lo sgombro

  1. Sì, questa cosa della gente che dovunque uno si metta, c’è sempre qualcuno che deve passare da lì è un problema esistenziale non da poco. Fammi sapere se trovi una soluzione, perché anch’io passo dal sentirmi d’ingombro all’odiare il mondo intero…

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  2. A parte per lo “stirare” (anche se le dita me le so chiudere tranquillamente altrove tipo nell’asse stendipanni) e per i “concerti” (perchè odiando la musica ad alto volume e la calca di gente e il contatto fisico -e la gente-….rappresentano per me il male in terra al punto che penso esista un girone infernale creato apposta per me “concerti di musica ad alto volume per ragni e matematici”..) a parte questo… per il resto capisco in pieno. Io uso sempre la via diplomatica quando devo rifiutare (talmente diplomatica che talvolta non sembra nemmeno che io stia rifiutando) e poi la parte di “trovare una giusta collocazione”.. beh questo è un argomento che mi sta a cuore, essendo io una specie di puffo (specialmente qui in Australia dove l’altezza media è superiore a quella consueta italica) spesso la gente non mi vede e mi schiaccia… insomma io sono una specie di smart quando sei al supermercato e cerchi parcheggio… quindi non mi posso nemmeno troppo lamentare…

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  3. Io sto problema che ‘faccia da perno’ ce l’ho sempre, e dire che non sono nemmeno minuta…. boh si vede che alla gente piace girarmi intorno (prendermi in giro?)… io stizzita li guardo e poi osservo lo spazio che avrebbero per girarmi al largo…

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  4. Dire no è un’arte che va imparata da piccoli. Purtroppo i genitori tendono a reprimere questa naturale inclinazione e se chiedono: “metti a posto” e dici no tendono a tirarti uno scapaccione. Adesso meno di una volta, devo dire, però il ricordo ancestrale rimane.

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Si accettano miagolii

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