Non è che se ti rimborsano tutto ma sei a disagio allora sei sp(a)esato

Il bello di fare nuove esperienze è fare nuove esperienze, disse una volta un saggio.

Non avevo mai avuto il piacere di fare una trasferta tutta spesata e, citando DFW, è una cosa divertente che non farò mai più.

Le persone che incontro sono tutte gentili e disponibili. Anche troppo. Ho la sensazione di essere in ostaggio. Il mio referente, l’uomo che parla al telefono anche se la persona all’altro capo non è in linea (vedasi post precedente), non ci – io e una collega – lascia un secondo. Me lo sono trovato pure che mi attendeva fuori dal bagno.

È il secondo pomeriggio consecutivo che insiste chiedendo se abbiamo bisogno di compagnia per la sera. È la seconda sera che decliniamo gentilmente con mille inchini e genuflessioni sperando di esser lasciati liberi.

Ho stretto così tante mani che ho la tendinite e quando tornerò a casa penseranno io abbia ripetutamente omaggiato la memoria di Onan in albergo.

Ricordo un nome ogni 5 mani, il che è una buona media, solo che il conto non torna perché a qualcuno ho stretto la mano più di una volta e il nome che avevo imparato l’ho dimenticato alla stretta successiva.

Ogni persona di ogni reparto/ufficio che incontro mi dà depliant, brochure, cartelle, riviste. Non è impietosito dalla pila di materiale che ho sottobraccio e me ne rifila altro.

Una tizia ci ha messo davanti due scatole piene di penne. Pensavo fosse l’invito a prenderne una a testa, cosa che abbiamo fatto.

Lei ci ha guardati e ha spinto le scatoline in avanti. Era chiaramente un’intimidazione e un “invito” a prendere le scatole intere. La mia l’ho portata in giro sotto l’ascella e ora le penne non scrivono più perché inzuppate di sudore.

Penne all’ascellana, una ricetta di mia invenzione (non posso mostrar direttamente le penne perché sennò qualcuno potrebbe dalla foto copiarmi la ricetta!)

La mia collega sembra una persona a posto. A parte che quando ci sentiamo su whatsupp sembra un’analfabeta funzionale.

Esempio di conversazione:

(in viaggio)
Lei: Ti va un caffè?
Gintoki: Certo
G: In che carrozza sei? (eravamo saliti in città diverse)
L: Ci vediamo al vagone dove c’è il bar
G: Ok
L: 5
G: Ah l’ho appena superata
L: Ho una camicia blu (non ci si doveva vedere al vagone-bar?…Ok torniamo indietro…)
G: Arrivo
G: Fatti vedere
L: Sono seduta e ho una camicia blu (non mi sembra corrispondente al “fatti vedere”)
G: Ma sei nella 5?
G: Vediamoci direttamente al bar, non ti vedo
L: Ok
G: Scusa ma su che treno sei?
G: Io sto sul 9616. Mi fai venire il dubbio che siamo in treni diversi
L: 9518
L: Che dubbio? (ma come che dubbio! L’ho appena scritto! E ti ho dato il numero del treno)
G: Siamo su treni diversi
L: Infatti (ma infatti cosa! L’ho detto io prima!)

Ho ancora un giorno e mezzo di tutto ciò avanti a me e comincio a temere di non poterne uscire. Se sparirò ricordatemi come un gatto di pace.

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26 Pensieri su &Idquo;Non è che se ti rimborsano tutto ma sei a disagio allora sei sp(a)esato

  1. Se i francesi portano bellamente sotto l’ascella il pane, non vedo perché tu non possa ostentare sotto l’ascella una scatola di penne, con il vantaggio che puoi anche variare: una scatola di scarpe, una scatola di caramelle, una scatola di biscotti. I francesi invece solo la baguette. Te li immagini c’ o’palatone sott’a’ scella?
    Forse alla tua collega il caffè serviva prima di scriverti su uozzap…la caffeina però non fa miracoli.

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      • Quando viaggiavo all’estero anche io ho incontrato diversi cuggggini d’oltralpe che meritavano ‘nu bello paliatone. Costoro ti buttavano un’occhiataccia solo perché sentivano parlare italiano, ti passavano vicino e bofonchiavano con supponenza mista a spregio “les italiens…”. Io gli ripassavo accanto canticchiando:
        We are the Champions
        We are the champions
        No time for losers
        ‘Cause we are the champions of the world
        Al termine di “world” gli piantavo gli occhi addosso e sfoggiavo un bel sorriso di cortesia.
        Una volta in un ascensore di un albergo fu davvero imbarazzante…per loro!
        La capicciata di Zidane non l’hanno mai digerita 😉

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  2. Fortuna che non mi spesano mai niente, se no sarei anche io in imbarazzo costante. Non avendo nessun rimborso, pacca sulla spalla o altro, posso girare molto Renegade.
    Cosa che mi farà continuare a girare non spesato e incazzato come un coyote.

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