Il Vocaboletano – #30 – Fittiare

Test clinici dimostrano che d’estate è cosa comune far nuove conoscenze sentimentali e dedicarsi ad approcci anche invadenti quando le altre persone magari vorrebbero soltanto rilassarsi in pace.

In termini di invadenza, il napoletano, in tempi passati quando il corteggiamento si svolgeva soprattutto (o soltanto) a distanza come in un romanzo di Jane Austen, ha sviluppato una forma di approccio interessato molto particolare: il fittiare.

Fittiare vuol dire guardar da lontano, in modo continuato e con intenso desiderio. Lo scopo è quello di rendere palese il proprio interesse all’altra persona e attendere che, una volta inviato il messaggio telepatico, si riesca a combinare qualcosa (magari finire con l’ammoccarsi ->vedasi).

La fittiata in genere andava avanti finché la donna, infastidita, si alzava e se ne andava oppure quando accorreva qualche giovane a lei legato da parentela o relazione per far capire, senza tanti giri di parole (->paliatone), che si stava fitteando la donna sbagliata .


Un tipico sguardo intenso e conturbante proprio di chi sta fitteando.


In quei rari casi in cui la persona fittiata ricambia gli sguardi di chi fittea, si può dire che quelle due persone si fitteano/si stanno fitteando.

L’espressione può anche riferirsi a un oggetto inteso come obiettivo da raggiungere: si può fittiare ad esempio un telefono visto in un negozio. Vuol dire che lo si è puntato e si aspetta di poterlo prendere alla prima occasione (quando si avrà disponibilità o quando scenderanno i prezzi).

Etimologia – È opinione comune che sia ricollegabile al latino figere, “colpire da lontano”. Proprio come chi sta fitteando, che spera di far colpo a distanza.

O, al contrario, potrebbe riceverlo lui un colpo (in fronte) dalla distanza per l’attenzione troppo molesta.