Non è che il ragioniere sia famoso solo perché è uno che conta

Vicino la scuola elementare che frequentavo c’era una tabaccheria. Rammento a malapena il viso della tabaccaia. Ho un ricordo però vivido della massa di capelli che aveva in testa, simile a un nido di rondine.

Madre mi mandava lì a comprare la merendina prima di entrare a scuola.
Nulla più che un pacchetto di crackers. È probabile non fosse molto salutare come merenda ma all’epoca non si badava molto all’alimentazione scolastica.

Avevamo cose più serie cui pensare, tipo invasioni periodiche di zecche nell’istituto o i rubinetti dei bagni che vomitavano fango.


Che comunque era più pulito della pelle di noi alunni.


Madre mi metteva la Mille Lire in mano e mi attendeva fuori. Un utile esercizio per imparare il valore del danaro e come fare i conti.

Ero un po’ riottoso all’apprendimento visto che puntualmente la tabaccaia mi inseguiva fuori agitata, perché

– Avevo dimenticato di pagare
– Avevo dimenticato il resto
– Avevo dimenticato i crackers
– Avevo preso tutto. Compresa la Mille Lire che avevo in precedenza posato sul bancone.

Il problema della distrazione durante le interazioni mi è rimasto dentro anche una volta cresciuto. Forse ce l’ho da quando sono nato ed era impossibile da correggere.

Adesso non dimentico più di pagare nei negozi. Anche perché non essendo più un bambino credo che mi rincorrerebbero con una spingarda.

Però magari lascio indietro un grazie quando andrebbe dato.
Non mi prendo un complimento quando meriterei.
Fallisco uno scambio di opinioni.

Una volta ho pure lasciato un preservativo in una ragazza. La cosa si risolse in breve tempo dopo un esame speleologico.

Adesso lei lavora per la SISAL, estrae numeri – da dentro di sé – per il SuperEnalotto, mentre il condom recuperato ha un programma su DMAX: Com’è fatta.

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27 Pensieri su &Idquo;Non è che il ragioniere sia famoso solo perché è uno che conta

  1. … mi pare di vederli questi ” grazie” che arrancano con le gambe corte a correrti dietro e i complimenti seduti su un bancone che allungano la mano come i bambini quando vogliono essere presi in braccio…

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  2. Adoro scoprire altre persone distratte. Ieri mi chiedevano: ma uno quindi lo sa, di essere distratto? Beh, alla settecentosettantesima volta che ti dimentichi qualcosa, forse, se non capisci di essere distratto vuol dire che non sei solo distratto. La distrazione è una di quelle cose (non la sola) che mi ha inquinato l’adolescenza. Le note che prendevo ogni volta… le incazzature, le prese per il culo… poi bene o male ho imparato a conviverci e quasi a vederla con affetto. Dopotutto, come dici tu, ci nasci. Se ti stressi meno migliora, ma non si “corregge”. Ho sentito dire che la distrazione è segno di intelligenza, perché si pensa a tante cose insieme. Consoliamoci così…

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  3. Alla fine del post sono morta di risate! La storia del preservativo è semplicemente meravigliosa.
    Anche io prima facevo come te. Non so te ma io andavo sempre in giro con una faccia troppo seria e limitavo le interazioni con il prossimo all’indispensabile. Poi non lo so, ho provato a fare altro. Ora ringrazio e faccio pure dei sorrisi e forse mi piace di più così. Mi godo di più il contatto umano anche se non con tutti eh! Perché quelli che erano insopportabili sono rimasti insopportabili… Ah poi ovviamente, il contatto umano sempre a piccole dosi!

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Si accettano miagolii

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