Non è che Conversano sia una città dove si parla molto

Nelle mie vite lavorative, che cominciano a essere in numero discreto, mi sono sempre trovato più a mio agio stando a contatto con le colleghe invece che con i colleghi.

Il motivo è semplice. Durante 8-9 ore è necessario distrarsi e scambiare una parola con qualcuno, se non altro per staccare gli occhi dal monitor e fare una pausa dalle sessioni di videogiochi online.

Essendo una persona che si annoia con facilità, necessito di conversazioni stimolanti. In questo le donne sono più propense a fornire input di riflessione.

A parte discorsi su vestiti e oroscopi. È un rischio da correre e per il quale ho delle contromisure.

Nel primo caso, conscio di essere uno che sceglie come vestirsi in base a ciò che l’armadio gli pone sotto gli occhi in quel momento (discorso che varia in base al numero di capi in fase lavaggio/asciugatura o alla pigrizia nel mettere ordine), utilizzo la psicologia inversa per fornire pareri.

– Ti piace questo vestitino?
– Uhm…tu che ne pensi?
– Non lo so, lo vedo troppo chiassoso
– Sono d’accordo, lo vedo troppo…caotico, ecco
– Poi non so in che occasione andrebbe mai bene
– Infatti, poi resta chiuso in armadio
– Quindi dovrei prenderlo o no?
– Beh, lo prenderesti sapendo di non metterlo?
– Hai ragione, grazie!
– Prego!


Questo breve scambio è un esempio di applicazione di maieutica socratica. Le persone in genere hanno già in sé la risposta, basta farla emergere.


Nel caso degli oroscopi, mi capita sempre qualcuna che voglia da me l’ascendente. La prima volta che mi fu chiesto pensai Uhm, intenderà del sesso?.

In genere rispondo che non lo conosco e fornisco sempre un orario di nascita a caso per il suo calcolo. Mi hanno quindi attribuito decine di caratteristiche diverse e confliggenti ma che sarebbero tutte tipiche di quelli nati il/quando come me, a detta loro.

Con gli uomini la conversazione è un po’ più complessa.
Quando si ha un rapporto soltanto professionale ci si tiene su argomenti comuni.

Calcio e figa.

Il calcio diventa un problema se non si tifa per la stessa squadra, cosa che capita spesso. Il rischio di non trovarsi d’accordo è alto. Anche opinioni che sembrano disinteressate possono essere scambiate per sfottò e gufate:


E probabilmente lo sono.


– Dai, stasera vincete facile

Mi disse una volta uno juventino. Al che quando andai in bagno prima di lavarmi le mani mi accinsi a eseguire un rituale apotropaico intimo. In quel momento il Team Leader stava aprendo la porta, poi la richiuse appena si accorse che c’era qualcuno.

Non so se mi abbia visto o meno, ma quando rientrai fece-con tono canzonatorio:

– Gintoki, dov’eri?
– In bagno
– A fare?
– Eh, quel che fan tutti!

Ho sempre avuto il sospetto che mi avesse visto e frainteso e che da allora mi abbia considerato un onanista compulsivo.

L’altro argomento, la figa, si rivela a volte noioso.

Chiariamo, la figa in sé non è noiosa, ci mancherebbe. Essa non ha alcuna colpa e, anche se tra le tendenze social del momento vien messa in ombra da gattini e ricette istantanee, è sempre un fenomeno evergreen da quando è stata scoperta.

È l’uomo che parla di figa che dopo un po’ si rende noioso. Perché i discorsi di figa vanno privati di una tara di spacconate e vanterie che, come da Convenzione delle Nazioni Unite sulle Divagazioni intorno la Figa, poi non vanno neanche messe in dubbio. Almeno non di fronte l’interessato:

– E quindi poi mi trovavo a Ibiza c’era questa della Papuasia in viaggio studio per una ricerca sui calamari orfani che appena le ho detto che ero italiano non ci ha visto più allora le ho detto Ma quale calamaro ma beccati ‘sto gamberone e lei mi è saltata addosso non ti dico tre giorni chiusi in stanza poi mi ha detto Vengo in Italia mollo tutto per te io le ho detto Sì sì lasciami il numero poi mi faccio vivo guarda se la chiamassi adesso correrebbe subito dalla Papuasia peccato che non c’ho credito mannaggia…

E quindi io stavo pensando di sviluppare una app di intercalari per annuire nei discorsi, dimodoché si possa proseguire con le proprie attività mentre dallo smartphone partono commenti come Ah! Eh! Wow! Grande! Davvero? per gestire simili conversazioni.

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38 Pensieri su &Idquo;Non è che Conversano sia una città dove si parla molto

  1. Concordo sul fatto che le donne ti riescano a intrigare di più quando parlano. Nei vestiti tronco la discussione con “ma tu vedi come sono vestito io?” “sì” “allora direi che la materia vestiti è chiusa”. Sugli oroscopi mi trovo in difficoltà… perché quando mi arrivano ascendenti e discendenti e antenati, io mi trovo spiazzato e vengo risucchiato nel turbine del “boh”.
    Su calcio e figa concordo:
    – il calcio, dopo un po’, è noioso… ma riesco a parlarne senza problemi (ma stacco il cervello).
    – quando si parla di figa è sempre divertente, ma dopo un po’… chissà perché… va a sempre a finire con il discorso “eh, ma quel negrone etc etc” (e via battute su centimetri, treppiedi e via dicendo). Si inizia parlando di figa (alé) e si finisce in lidi diversi…

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      • Esatto. Si parte dalla gnocca e si finisce a parlare di treppiedi. Un collegamento ardito.
        Comunque il collegamento “giocatore africano”, “doccia” e “velina” è un grande classico della conversazione moderna.

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    • Dieta poche volte, ovviamente di quelle stravaganti, la dieta punti, zona, la dieta del gruppo sanguigno, la dieta dissociata, la dieta asociale e via dicendo.

      In un’azienda comunque avevo una collega alla mia sinistra che mangiava l’impossibile ma si manteneva come Olivia, un’altra che invece mangiava l’impossibile e basta. Quindi di diete non si parlava.

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      • La dieta offre la possibilità di essere falsamente comprensivi. “Sai, devo togliere quei rotolini…” per farsi dire ma dai, ma quali rotolini? “fra un pò andrò in piscina, con questa pancetta..” ma no, ma che dici, pancetta tu, scherzi? Però adesso che ci penso dipende da quello che si vuol fare con l’interlocutrice. Se niente, tanto vale dargli ragione. E si, quei rotolini proprio non ci volevano… e già già, meglio che compri un costume intero. Ti odieranno molto e non ti parleranno più per un bel pò.

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  2. Io al contrario lavoro tra uomini. Non sento la mancanza di discorsi tipo ricette / figli / ultime tendenze della moda. La mia presenza argina i racconti delle proprie prodezze erotiche.
    Risultato: silenzio, o politica, o commenti sulla cronaca (un tedio, la sagra del qualunquismo!!!), previsioni del tempo, automobili.
    🙄
    Insomma per forza di cose al lavoro si parla di lavoro.

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  3. ma non ti è mai capitato un maschio che non parli di calcio?
    ed uno gay?
    Ma che noia!!

    Io con la collega parlo dei pazienti: infinito e cangiante oggetto di conversazione! E poi si fa un po’ di gossip sul capo, naturalmente.

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    • Ho sempre avuto calciofili intorno o gente che magari non era tifosa ma parlava di scommesse. Il Team Leader, quello che mi sorprese in bagno, era gay ma con lui c’era un rapporto da superiore a dipendente quindi non si parlava se non di lavoro.

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  4. Con il mio collega maschio dividiamo un ufficio piuttosto stretto, il dialogo è incentrato su: figli, casa, vacanze. Non gli va così male, in fondo! Con me, riusciresti più facilmente a parlare di figa e calcio che non di vestiti e oroscopi… 😀

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Si accettano miagolii

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