Non è che la ginecologa con dei disturbi legati al lavoro abbia le turbe di Falloppio

Non ho mai ricevuto un’educazione sessuale, se si esclude una precoce iniziazione con Postalmarket proseguita poi con l’anime di Lamù.
Senza andare poi a scomodare le pagine della finta posta del Cioè rubato alle compagne di classe.

Fin dal primo episodio evidenziava il proprio potenziale formativo.

Fin dal primo episodio evidenziava il proprio potenziale formativo.

Quel che ho poi imparato in maniera più seria l’ho appreso di mia iniziativa sui libri. Un po’ per desiderio di conoscenza, un po’ per quella pruriginosa curiosità che può avere un ragazzino.

La prima reazione fu quella di pentirmi del prurito. Insomma, uno dovrebbe poi infilarsi in un posto umido, a volte maleodorante, dalla dubbia estetica e pieno di batteri? In pratica è come entrare in un ristorante cinese.


Beata ingenuità infantile.


Gli insegnanti non hanno mai offerto molto supporto, seppur i vari testi scolastici trattassero l’argomento, con differenti modalità.

Il sussidiario di scienze delle scuole elementari spiegava in un paio di pagine la riproduzione, anche se senza alcun riferimento anatomico: ricordo i disegni di una cellula uovo (stilizzata) e di uno spermatozoo che vi si appropinquava. Quest’ultimo era raffigurato come fosse un biscione nero.


In pratica sul libro avevo il logo dei Queens of The Stone Age:


Il libro di educazione fisica delle scuole medie era molto più dettagliato e completo.

Peccato che un libro di educazione fisica in una classe sia cosa più inutile di un frigorifero in Groenlandia.

Le due ore scarse – il professore aveva divorziato dalla puntualità – di lezione a settimana erano dedicate soltanto a calcio (i maschi) e pallavolo (le femmine). E se eri masculo non giocavi con le femmine: oggi dicono che ci si ammala di gender, allora ti davano del ricchione.


E qui che si capisce che non serve alcuna educazione sessuale: non si deve inculcare ai ragazzi l’idea che non sia normale dare del ricchione a qualcuno.


Qualche volta, quando si era in pochi in classe, abbiamo permesso alle femmine di giocare a calcio con noi. Loro potevano fare cose riservate all’altro sesso ma solo per gentile e temporanea concessione da parte nostra, revocabile in qualsiasi momento.

In genere la partita finiva quando una ragazza rimaneva acciaccata da una pallonata sul petto o sul basso ventre. Quella fu un’altra lezione di anatomia: le parti intime femminili sono delicate e sensibili anche al Super Santos.

Ricordo una sola occasione in cui aprimmo il libro di educazione fisica, in un giorno di pioggia e con le palestre inagibili.

Il professore lesse un capitolo riguardante la pubertà. Finita la lezione chiuse il libro senza aggiungere una parola di spiegazione, della serie Questo è, il mio dovere l’ho fatto.

Quella si potrebbe avvicinare a essere stata una lezione di educazione sessuale avuta a scuola.

A casa invece l’unico insegnamento ricevuto fu quando Madre mi disse “Non portarci nessun dispiacere a casa, capisci a me“, alludendo al prestare attenzione a non impollinare improvvidamente qualche fiore.

Mi sono tornati in mente questi ricordi dopo aver visto un video su Internazionale in cui una giornalista e una regista si interrogano su quanto le persone, in particolare le donne, conoscano la struttura dei genitali.

I risultati sono un po’ sconfortanti. Saranno magari casi estremi ed estrapolati da un contesto, anche se a volte mi chiedo quanta educazione intorno certi temi ci sia tra la gente.

Se molti devono istruirsi da sé – e io almeno avevo l’interesse verso libri di divulgazione – non posso allora considerare inusitato che ci sia chi confonde vagina e vulva o che pensi che l’uretra sia una cantante soul.


La famosa Urethra Franklin.


In realtà tutto il post era teso ad arrivare a questa battuta.


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27 Pensieri su &Idquo;Non è che la ginecologa con dei disturbi legati al lavoro abbia le turbe di Falloppio

  1. ma da questa intervista cosa viene fuori? Consolati Gin, la mia educazione sessuale e di anatomia è stata sempre frutto delle mie ricerche e del caso, e nel caso ci metto anche i vari Skorpio che passavo in rassegna a casa dei miei cugini maschi!

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    • Guarda il video e dimmi che ne pensi. Dovrebbe essere una sorta di miniserie sull’argomento, in questo primo episodio si concentrano sull’anatomia e sulla scarsa conoscenza che ne si ha. Poi prendono in esame casi estremi, come una che va a farsi una plastica labiale, qui mi è sfuggito un po’ il senso, infatti lo spunto per me è rimasto sull’ignoranza in materia di anatomia.

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  2. I frutti della mancata educazione sessuale si vedono quotidianamente, soprattutto per quanto riguarda voi maschietti che confondete i pertugi in cui infilarvi con la scusa del “eh ma sono così vicini…”

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  3. Allora questa potente stoltaggine del calcio / pallavolo ha un suo fondamento popolare? Ora pubblico una vecchia considerazione in proposito…
    Mi hai fatto ricordare la mia prof di biologia del liceo, lezione sui metodi contraccettivi “Il più efficace è l’astensione dai rapporti” ha sentenziato e con questo ha chiuso l’argomento…

    Fantastica Uretra Franklin 😂😂😂

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  4. In effetti l’educazione sessuale, a scuola, lasciava a desiderare… l’unica cosa che mi è rimasta in testa, e vedi te che testa che ho, è quando la professoressa ha detto, alla classe, che lo sperma è appicicoso e ha un sapore un po’ così.
    Al tempo non si capiva la cosa (l’ingenuità si tagliava con il grissino), adesso avrebbe tutta un’altra inclinazione.

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    • Beata ingenuità, è il caso di dirlo. Ora sarebbe facile scadere nel pecoreccio, ma io vorrei rimanere sul profilo educativo: ecco, una simile informazione che rilevanza dovrebbe avere? Attente/i ragazze/i a Masterchef potrebbero non accettarlo come decorazione per piatti gourmet?

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      • Esatto. Adesso si scenderebbe al pecoreccio, un po’ come leggere adesso e allora la frase detta dalle ragazze “mi piace il Calippo”. Ingenuità e malvagità.
        Rimanendo sul percorso formativo del post. Che rilevanza potrebbe avere? Forse spregio verso i canoni imposti dalla Chiesa? Non so. La ribellione degli anni ’60 si nasconde ovunque!

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        • Maledetti ribelli! Ci hanno privato della ribellione perché hanno insinuato ribellioni ovunque! No sul serio, che rottura. Qualsiasi cosa vuoi fare “Eh, ti credi alternativo? L’hanno già fatto…”. Oppure, fai una cosa che credi normale e passi per ribelle perché l’hanno usata come ribellione.
          Ribelliamoci a ciò.

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          • Ribelliamoci alla ribellione, ribellandoci a chi si ribella entrando nel flusso della ribellione? Praticamente, se fai due conti, finisci per essere un bigotto conservatore.
            Ormai non c’è più niente da fare, ti credi “outsider” e ti hanno già rubato il posto, un po’ come quando ti alzi mezzo secondo sul bus.

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            • E poi i più agguerriti sono i più insospettabili. Sapessi che scatti fanno le vecchiette per salire per prime, per non parlare dei gomiti ossuti che ti piantano tra le costole per farsi largo. Signora io la farei accomodare lo stesso, non mi picchi per favore.

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              • Esatto. Il vero ribelle è quello che sembra inoffensivo. Comfort is the new rebel. Una cosa così.
                Il caso limite, da me, è stato quando mi sono alzato per fare entrare una signora nel posto accanto al mio (io uscivo prima di lei) e, sfruttando la mia alzata, la tizia ha fatto sedere la sua amica al mio posto.
                Ammetto che, in un primo momento, ci son rimasto anche male ahah

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  5. la battuta valeva il post!

    Io ho avuto una rigida e molto ben fatta educazione sessuale. Nel senso che la mia prof. di Biologia, al secondo anno di scuola, ci insegnava bene e pretendeva che sapessimo l’educazione sessuale anche meglio della cellula. Ma lei era una eccezione e mi rendo conto che faccio parte di un’elite…
    Mio figlio non sa cosa sia una proteina, ma l’educazione sessuale l’ha imparata… Altri tempi questi!
    Tu sei nel limbo di mezzo.
    Però l’ignoranza è una brutta bestia, molto diffusa. Quindi non stupirti. Ci sono anche medici che ignorano l’anatomia!

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Si accettano miagolii

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