Non è che non presti attenzione perché hai paura che non te la diano indietro

Nella vita di un figlio una componente importante assumono le raccomandazioni.


Anche nella vita di un lavoratore, se ha santi nelle istituzioni. Ma questo è un altro discorso che, per fortuna o purtroppo, non mi riguarda.


Madre è una donna apprensiva.

Madre è una donna apprensiva del Sud.

Madre è una donna apprensiva del Sud con un unico figlio.

Madre è una donna apprensiva del Sud con un unico figlio, maschio.

Con questa combo di caratteristiche, Madre ha contrassegnato la mia vita con molteplici, svariate, ripetute e ridondanti raccomandazioni.

Finché non ha appreso il dono della sintesi. Anzi, del troncamento delle frasi.
Così, dal “Stai attento quando attraversi la strada”, è passata all’universale e generico “Stai attento”, troncando a metà e lasciando il resto sottinteso. È stato un grande passaggio per me, perché significava che cominciava a ritenermi capace di intendere e di volere e in possesso di capacità di interpretazione.

La mia vita quindi è stata contraddistinta da 50 sfumature di Stai attento.

Nel prendere l’auto: Stai attento, nel senso di Non correre.
Quando la prende un altro e io sono il passeggero: Stai attento, nel senso di Presta attenzione che il guidatore sia prudente e non dedito all’alcolismo.
Nel prendere il treno: Stai attento, anche se questo non l’ho mai capito bene. Stai attento a non cadere sui binari? Una volta però in luogo della solita raccomandazione mi disse Non correre, al che feci notare che io non andavo a fare il macchinista.
Nell’andare a calcetto: Stai attento, nel senso di Non ti rompere niente che già ti abbiamo dovuto ingessare due volte.
Nel vedere una ragazza: Stai attento, nel senso di Non portarci sorprese a casa. Anche ora che ho superato i 30, se viene a conoscenza del fatto che vedo una persona, mi sento dire Stai attento, seppur io abbia un’età in cui dovrei metter su famiglia. Forse il fatto che io non abbia entrate fisse e certe è un lievissimo punto a sfavore. Dovrei far presente che il Ministero della Salute mi incita invece a essere creativo e non far scadere gli orologi biologici altrui.

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