Non è che l’animale che non si riposa mai sia il mai-a-letto

Da bambino mi è capitato di venir deriso per il mio essere goffo e impacciato e, a tratti, sempliciotto.
Non che oggi io sia meglio, ma l’età adulta ti insegna a mascherare, dissimulare, riderci sopra.


Uno stato d’impasse può benissimo venir camuffato da momento introspettivo: “Non mi sono bloccato, sto riflettendo sul da farsi”.


Ricordo una volta col nonno andai dal tizio che ci vendeva i conigli. Non ricordo il suo nome, per me era solo il tizio che ci portava un coniglio appena giustiziato e ancora caldo che il giorno dopo sarebbe finito sulla nostra tavola.


Lo so, è una immagine orribile, ma si può sopravvivere non pensandoci: il genere umano non ha messo a punto forse il più sofisticato strumento di adattamento ambientale, e cioè l’ignoranza selettiva¹?


¹ Come ci ha ricordato il celebre monologo di Quinto potere:
[…] Ce ne stiamo in casa e lentamente il mondo in cui viviamo diventa più piccolo e diciamo soltanto: “Almeno lasciateci tranquilli nei nostri salotti per piacere! Lasciatemi il mio tostapane, la mia TV, la mia vecchia bicicletta e io non dirò niente ma… ma lasciatemi tranquillo!” […].


La fattoria del tizio era sulla montagna che copre il versante interno del Vesuvio.


Come ho già raccontato in passato il cono del Vesuvio è sorto all’interno di un vulcano preesistente e che se un versante – quello del lato marino – è collassato, quello che dà sull’entroterra è rimasto in piedi. Il profilo tipico del Golfo mostra il cono del Vesuvio a destra e sulla sinistra uno sperone che appartiene al cratere del cono vulcanico precedente: ho scoperto che molti non Campani si confondono e pensano che l’intera struttura sia il Vesuvio e che addirittura l’avvallamento centrale sia la sua bocca! ¹


¹ Ma anche vari Campani non hanno ben presente la cosa, a riprova del fatto che la geografia oggigiorno sia un’opinione, tant’è che è opinione che non sia il caso di farla studiare a scuola².


² Va detto che se parliamo di conoscere soltanto se la Dora Baltea sia un affluente di sinistra o di destra del Po o quali siano i prodotti tipici di Andorra, forse è limitante. Sarebbe magari utile anche insegnare a Gennaro e Ahmad, compagni di banco, qualcosa sui rispettivi posti di origine.


Di quella scampagnata ricordo soltanto la visita al recinto dei maiali.
Non ne avevo mai visto uno dal vivo e l’incontro fu per me agghiacciante. In primo luogo, non pensavo fossero così grossi. Credo che quelli che vidi avessero le dimensioni di una 500 o almeno nei miei ricordi li rivedo così.
L’odore era nauseante e pur provando a non respirare ti entrava dentro e attivava i recettori dell’olfatto per farsi sentire lo stesso.
Sapeva di vomito stantìo, seppur privo di quell’afrore acido tipico dei succhi gastrici.


David Foster Wallace fu molto più creativo (del resto era David Foster Wallace!): “Pare che la morte in persona si stia facendo una cacata”. Anche se la frase la attribuisce al padre di una sua amica, così almeno racconta in un saggio presente in Tennis, tv, trigonometria, tornado (e altre cose divertenti che non farò mai più).


E io di vomito me ne intendo, avendo in passato nella mia vita perso di vista delle volte il limite oltre il quale la sbronza finisce nel punto di non ritorno.


È un gioco di equilibrio funanbolico sulla lama di un rasoio: un goccio in più, un’emozione forte, un sussulto e finisci poi a implorare che ti aprano il torace con un’incisione a Y per estrarti tutte le viscere e gettarle via.


Insomma, l’esperienza non era delle migliori.
Ero nauseato e terrorizzato da quei rosei esseri e non facevo nulla per celarlo. Avevo paura che saltassero fuori dal recinto e potessero aggredirmi anche perché avevo sentito storie orribili di persone azzannate dai maiali. Ad esempio un operatore ecologico raccontò a mio padre che c’era qualcuno che portava a pascolare i maiali nei dintorni di una discarica; un giorno, dopo aver sversato, mentre era fuori dall’automezzo fu inseguito da uno degli animali che riuscì ad afferrarlo al polpaccio prima che lui si mettesse in salvo al volante.

I nipotini del tizio della fattoria – due bambini all’incirca della mia età – che erano anch’essi presenti al mio rendez-vous suino, ridevano di me. Si facevano beffe dell’imbarazzo di un cittadino ignorante.

E io sarei voluto andare a casa per la vergogna, chiudermi nella mia stanza lontano da loro che sapevo essere migliori di me perché temprati su cose sulle quali io ero un semplice verginello.

L’inadeguatezza è una sensazione che ho provato e provo spesso nella vita e che oggi potrei personificare nella sindrome da Jon Snow: la condizione di non sapere niente.

Però ogni tanto provo a saper qualcosa.


Che è già qualcosa.


60 Pensieri su &Idquo;Non è che l’animale che non si riposa mai sia il mai-a-letto

  1. Mi hai ricordato un episodio della mia infanzia.
    Ero piccola, circa 6 o 7 anni, ed ero nella stalla di mia zia (che abita accanto casa mia) dove c’erano dei maialini piccoli nati credo da appena un mese. Uno di loro ad un certo punto ha cominciato a corrermi incontro ed io terrorizzata sono corsa a casa e mi ci sono chiusa dentro fino a sera…

    L’inadeguatezza io la provo praticamente ogni giorno…anche solo quando esco con i miei amici tutti laureati o laureandi e io purtroppo non ho potuto andare a studiare una mazza….quindi ecco ti capisco mooolto bene ma non credo assolutamente che tu non sappia niente, anzi, sei una fonte inesauribile di cultura!

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  2. io quando sento salire quel senso di inedaguatezza, mi invento un mondo nella testa meraviglioso e divertente e ci vado di corsa… e dopo più di trent’anni mi hanno fatta sindaco!… non me ne vado più!🙂

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  3. I maiali danno paura anche a me, quelli degli allevamenti sono molto più grossi di quelli che si trovano nelle fattorie didattiche e non sono neppure troppo buoni (infatti non li lasciano tutti insieme come le mucche)

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  4. Volendo far sparire un cadavere, uno dei modi migliori è di lasciarlo in pasto ai maiali, che sono veramente onnivori….
    Quindi la paura ha il suo senso, in genere i maiali d’allevamento sono ben pasciuti ed abituati alla presenza umana, quindi pacifici.
    Io mi sento spesso inadeguata. Poi ripenso a tutta la gentaglia che ho intorno, e mi ricordo che sono eccezionale! (nel bene e nel male) E’ un esercizio che ti consiglio: siamo circondati da ignoranti, stupidi, maleducati, saccenti…

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  5. A proposito di maiali, a militare c’era un certo Franz… detto tre gambe. Facendo la doccia insieme mi sentivo inadeguato, e per questo cercavo di stargli lontano e con la schiena vicino al muro.

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  6. LA mia è terra di maiali è una parente aveva una porcilaia (di quelle enormi). Fanno impressione i maiali, hai ragione e leggenda vuole che un mio prozio cadde da una scala nel recinto dei maiali che sentendo odore di sangue lo attaccarono… Forse sono un po’ vampiri

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  7. Ciao sono Rita e mi sento inadeguata nell’80% delle situazioni in cui mi trovo.
    *ciaaaao Rita*
    Forse, però, più che inadeguatezza si tratta di turbe psicologiche. Avrei dovuto sottoporre la questione alla mia psicologa prima di abbandonarla per altre turbe psicologiche. Mmmmmh.

    Ad ogni modo, il tanfo pestilenziale dei maiali in vita è direttamente proporzionale all’inebriante profumo sublime della loro forma ultraterrena, più comunemente conosciuta come “mortadella”.

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    • A una prima lettura avevo capito che la psicologa avesse le turbe😀

      Alla fine è soltanto questione di percezioni. Ci preoccupiamo degli altri, facciamo paragoni e tendiamo a sottostimare i difetti altrui ed enfatizzare i nostri. Autoinganni della mente.

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      • Ahahaha forse le sono venute dopo avermi avuta in cura😄

        Comunque per colpa di sti autoinganni della mente per me è difficile pure entrare in un bar in cui non sono mai entrata prima😐

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          • Eh…è un bel casino. O cedo per disperazione oppure “faccio a meno”. Due esempi concreti:
            Esempio 1 – tempo fa dovevo comprare un biglietto per il bus. Prima di entrare in un tabaccaio a comprarlo ne ho saltati 3 perché in ognuno avevo trovato qualcosa che mi metteva a disagio alla sola idea di entrarci (robe tipo “oddio c’è gente dentro” o “oddio non c’è gente dentro”).
            Esempio 2 – Tempo fa avevo voglia di qualcosa di dolce mentre ero in giro per altre cose. Son passata davanti a non so quanti bar e pasticcerie, ma non ho avuto la forza di entrare in nessuna. Alla fine son arrivata a casa a stomaco vuoto.

            Rettifico. Non è un bel casino, è una vera e propria merda😐

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  8. Ci vado a braccetto, con l’inadeguatezza, sperando che gli altri guardino lei e non me…
    I maiali fanno davvero impressione, specie quelli enormi, e puzzano, altroché, ma quando arrivano in tavola già “trasformati” non pensiamo affatto a queste cose: belli questi trucchi della mente, già.🙂

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Si accettano miagolii

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