Non è che all’orologiaio nervoso si sia rotto il Casio

Avevo due post in mente quest’oggi ma che non vedranno la luce perché la serata è svoltata in negativo e, come mi accade in questi frangenti, mi trovo ad aver a che fare con la rabbia che monta e si accresce livello su livello. Costruisco castelli di rabbia.

Non so se sia un bene o un male ma mi trovo sempre da solo con i miei scatti di nervi e non so come sfogarmi. Allora cammino per la stanza, mi fermo, guardo fuori la finestra, agito i pugni per aria, cammino di nuovo e poi mi fermo e respiro gonfiando la pancia più che posso. È tutto inutile perché vorrei qualcuno con cui litigare e forse potrei prendermela con me stesso ma il problema è che dopo non posso dividermi.


E meno male che non mi trovo in Scandinavia: sennò avrei i nervi a fiordi pelle.


Comincio inoltre a mal sopportare questo Paese e le paranoie dei suoi abitanti.

Ad esempio, sono quasi quattro mesi che vivo qui e vado a comprare cose almeno 2-3 volte la settimana allo SPAR sotto casa, perché anche se devi comprare solo una cipolla per il soffritto è comodo.


Tanto poi finisce sempre che compri altre cose. E ovviamente dimenticherai la cipolla.


Ovviamente, non possono ricordarsi di me, visto che ogni giorno sarà frequentato da un centinaio di persone come minimo.

Ma almeno una volta a settimana mi capita di essere spiato da un sorvegliante. Inizialmente pensavo fossi io paranoico, ma dato che questa sensazione l’ho avuta più volte e con diversi sorveglianti e, soprattutto, soltanto in questo supermercato – in altri, seppur presente sorveglianza, non mi sono sentito a disagio – ho cominciato a pensare che fosse reale la mia impressione. Forse a volte è sospetto il mio girare avanti e indietro per una stessa corsia più volte, ma è soltanto perché, come accennavo in un altro post, qui la merce è esposta secondo il principo del “Dog’s Dick” e delle volte non trovo ciò che mi serve.

Già un po’ mi avevano rotto il Caucaso, come disse Stalin quando la Wehrmacht dilagò sul fronte orientale.

Quest’oggi siamo andati oltre.

Per comodità, io non prendo carrello o cesto ma uso la mia borsa della spesa personale, perché a me piace quando una cosa è sporta.

Nessuno mi ha mai detto nulla né lì né altrove né in altri supermercati che ho frequentato nella mia vita.

Questa sera, dopo che ero stato spiato da quello che credo sia il proprietario – un tipo che somiglia a Bob Kelso il primario di Scrubs -, un sorvegliante mentre ero in fila alla cassa mi ha avvicinato e prima voleva ispezionare il contenuto della borsa, poi mi ha chiesto se io avessi lo scontrino.


Ovviamente la conversazione è avvenuta tramite un’altra cliente che ha tradotto in inglese.


Devo dire che sono sempre più sorpreso da quanta gente qui, di diverse fasce d’età, parli un inglese quantomeno di livello base.


Io gli ho fatto presente che dovevo pagare prima per avere uno scontrino! Al che è stato chiarito l’equivoco: mi ha detto di non usare la borsa ma il cesto perché sennò si potrebbe pensare che io abbia con me merce presa all’esterno e la cosa poi genererebbe equivoci spiacevoli.

Ha senso e gli do ragione. E quindi non lo farò più.

Anche perché non entrerò mai più in quel supermercato.

Il lavoro intanto in questi giorni non sta procedendo bene.

Poi si è aggiunta la padrona di casa.
La vera padrona di casa, tornata di recente dalla Spagna. Fino a ora avevo avuto a che fare con la sorella minore, da lei delegata.

Padrona di casa ha deciso di attentare alla stabilità del sacco scrotale.
E io comincio a essere un po’ stanco di padrone di casa freakkoborghesi (borghesi freak) e dei loro modi impeccabili e signorili ma che sembrano celare tentativi di pegging non richiesto.


Cioè l’atto tramite il quale una donna penetra un uomo.


 

44 Pensieri su &Idquo;Non è che all’orologiaio nervoso si sia rotto il Casio

  1. Odio lo stalking dei sorveglianti.
    Soprattutto quando ti pedinano per tutto il negozio e poi quando ti giri fanno finta di niente. E appena muovi un passo ti si riattaccano producendo un fastidio simile a quello dell’etichetta che hai dimenticato di toglierti dalle mutande (l’etichetta in questione è chilometrica come quelle dell’Ikea).

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  2. Uno dei miei rimpianti storici è non aver mai fatto polemica in uno dei supermercati che frequentavo: a me chiedevano immancabilmente di depositare lo zaino all’ingresso, mentre le signore dall’aspetto perbene potevano entrare con ogni sorta di borsetta o borsone. Mi ripromettevo che mi sarei rifiutato la volta successiva, che avrei fatto casino, li avrei accusati di sessismo, ma la verità è che dopo molti tentativi morti sul nascere ho solo cambiato supermercato, odiandomi :’-(

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  3. Mi spiace leggerti così malmostoso… Mi spiace perché ti capisco appieno se non che io quando sono davvero nervosa ho il bisogno fisico di restare da sola. E chi lo sa mi evita accuratamente perché nuoccio gravemente alla salute.
    Una delle leggi di Murphy dice che quando una cosa va male, iniziano ad andare a male anche le altre come in un gigantesco effetto domino [ok, forse non è nelle leggi di Murphy, ma lo sarebbe stato se solo lui ci avesse pensato] e quindi l’unica soluzione è correre in avanti per bloccare questa caduta in qualche punto strategico in modo da evitare il tracollo.
    In bocca al lupo nella tua ricerca del tassello da bloccare e non dimenticarti di sorridere.
    Buona giornata

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  4. Dovresti provare come faceva Shalom Auslander nel suo “Il lamento del prepuzio”. Dopo vari tentativi di tacchegio nel supermercato decise di entrare vestito da ebreo ortodosso. Nessun sorvegliante ferma un religioso. Potresti vestirti da prete e fare la tua spesa in tutta comodità.

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    • Sai che è una idea stupenda. A parte che forse mi hai fatto scoprire un libro: l`ho cercato su internet e sembra interessantissimo.

      Adesso con un po` di carta mi fabbrico un collarino bianco. Anche se con la barba potrei passare per francescano, solo che i sandali preferisco usarli solo d`estate.

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  5. in caso di rabbia… alzare la musica a volumi “menefottodichistaquavicino”, e prendere a pugni il cuscino e il materasso… sembra da matti, in effetti lo è… ma aiuta…
    in alternativa… ti lascio qua la coperta morbidosa promessa tempo fa, direi che serve ora… l’ho allargata su tuo giaciglio… arrotolati… ffffrrrrrrrr

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  6. Che poi io mi sarei incazzata in italiano come una brava italiana media. Perché poi se uno ti dà del ladro… Eh.
    Ladro ciu rici a soreta.
    Io lo faccio spesso, con gli stronzi fiamminghi che presuppongono che io sia wallons perché parlo francese e non olandese.
    No testa di minchia con la faccia da cavalla. È solo che la vostra lingua è più cacofonica di un rutto fatto in silenzio.
    Sempre brillante cmq, anche quando esprimi rabbia e disappunto.

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Si accettano miagolii

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