Non è che alla Finanza bastino due automobiline per vedere uno scontrino

Conosco, nella misura di un rapporto di conoscenza medico-paziente, questo specialista dell’alta-bassa maremma maiala.

La prima volta che sono andato da lui, al momento di compilarmi la ricevuta, nell’udire la mia provenienza mi ha chiesto di una nota industria locale.

E poi ha aggiunto, ridendo: “Sappiamo tutto, adesso. Eh? Degli operai con la caffettiera sulla catena di montaggio durante il turno, ormai è venuto tutto a galla non potete più nasconderlo” chiudendo il tutto con un sorriso sardonico e rivolgendosi a me come se dovessi io direttamente rispondere di operai e caffettiere.


A scanso di equivoci, io non so nulla di caffettiere.


Un paio di mesi fa, quando sono tornato in Italia e sono andato da lui, al termine della visita mi ha fatto, mentre riponeva dei fogli nel cassetto, con l’indifferenza di quello che prende due caramelle invece dell’unica che gli spetterebbe dal vassoio delle sale d’attesa:


So che l’avete fatto.


“Fai la ricevuta o vuoi lo sconto?”.

Io, senza pensarci, ho chiesto la ricevuta. Poi il mio cervello mi ha avvisato che aveva detto sconto e per un attimo confesso di averci pensato perché, diciamoci la verità, non siamo puri e casti e nella mente pensieri sporchi ci vengono.
Poi ovviamente ho preso la ricevuta.

E andandomene immaginavo la Finanza che gli fa un accertamento e, mentre gli compila un verbale da qualche migliaio di euro, gli dice “Sappiamo tutto, eh. Ah Dotto’, lo volete un caffè, il collega l’ha appena fatto?”.


Tra le FdO la percentuale di meridionali mi sembra preponderante e quindi l’accento è verosimile.


E ho scosso la testa dicendomi di smetterla con i voli di fantasia.

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