Non è che non sai quel pregiato caffè quanto mi sia tostato

Qualche volta dovremmo prendere un caffè insieme.

Intendo proprio un locale, coi tavolini e le sedie e tutto.

Io e te.

Il posto si chiamerà proprio Io e Tè. Con buona pace del dizionario. E della Crusca. La useremo per qualche beverone salutare per Vegane.

Purché dimostrino la reale appartenenza a Re Vega. Non chiameremo Actarus.

Ordineremo prodotti biologici certificati e garantiti. Per chi è religiosamente devoto a bio.

Avremo poi caffè equo-solitario. Per chi ha bisogno di sedersi a riflettere da solo.

Unica regola: non produrremo caffè fatto coi chicchi d’orzo. Non voglio rendermi complice dell’aborto di una birra.

A metà pomeriggio serviremo spuntini. Di riflessione.

Ci saranno libri da reggere. Per chi ha poco tempo per la palestra.

Gli scrittori in erba avranno un angolo dove leggere i propri scritti. Purché lascino l’erba a casa perché, purtroppo, non siamo in Olanda.

Sarà concesso criticare, non demolire. Altrimenti chi demolisce dovrà ricostruire tutto con le proprie mani.

Ci sarà il wifi ma si potrà utilizzare soltanto se ci sarà una risposta convincente alla domanda Why-fai così? È proprio necessario che tu stia connesso ora?.

Ci dovrà essere un’adeguata musica in diffusione in sottofondo. Mi assumerò tutti i dischi del caso.

Dei gatti gireranno in libertà nel locale. A chi non piacciono, non saranno gatti che lo riguarderanno. Gatti chiari, micizia lunga.

Ho cambiato idea. Lo chiameremo Starmeows perché suona più internazionale e attira turisti.

Ne faremo una catena. Di S. Antonio. A chi pubblicizza il locale ad almeno 10 amici, un caffè omaggio.

I turisti verranno e non se ne vorranno andare più. Diverranno tu-resti?.

Gestirai tu i conti. E tutti gli altri nobili che verranno.

Sì, dai. Prendiamoci un caffè.

Ne avrei bisogno.

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