Non è ghe se non ho nulla da dire poi mi bloggo/Non è che il pescatore non abbia dei polpi da maestro

Leggo più blog di quanti io ne commenti o lasci un mi piace. Ognuno parla di sé in un modo: chi si racconta molto, chi poco, chi per niente, chi crede di non dire nulla e dice molto.

Io considero il blog come un diario e, quindi, racconto di me. Sono il tipo che può costruire un intero post sul fatto che è entrato in un Caffè. Ma non dirò che sono entrato in un Caffè, ma che sono entrato in un Caffè e ho fatto Splash!.

Perché questo è  il modo in cui io vedo la realtà: cioè io realmente quando entro in un Caffè penso Ehi, ho fatto Splash!.


A scanso di equivoci, so anche essere normale. Non penso cose deliranti tutto il giorno. Va bene che la stramberia oggi è cool, ma a tutto c’è un limite.


Anche se forse è passata di moda. Oggi è figo dire di avere l’ansia. Da ansioso chiedo: cosa ha di bello l’ansia? Perché forse non l’ho mai guardata con occhi giusti.


Non racconto proprio tutto tutto. Ad esempio, non scrivo di quante volte mi metto le dita nel naso al giorno.


E Dita von Teese le metterà le dita nel naso? Quindi sarebbe dita al quadrato (le dita di Dita)?


Non per pudore (non avrei problemi a dirvelo se me lo ricordassi), ma perché rientra in quelle cose di poco interesse perché facciamo tutti ma che fingiamo di ignorare. Un po’ come voi donne fingete di ignorare le cose ignobili che fanno i vostri uomini.


Sapete a che mi riferisco. Tipo che stanno sempre a grattarsi tra le gambe. Che io ho una mia teoria: non è per scarsa igiene (spero) o per indumenti scomodi (la grattata non va confusa con la sistematina, dovuta al fatto che le cose spesso non stanno ferme e, un po’ come un politico trasformista, possono passare da destra a sinistra al centro con facilità). È semplicemente come per gli animali che si strusciano sulle cose per spandere il proprio odore. Secondo me grattarsi lì sotto serve a liberare degli ormoni nell’aria. Tant’è che dopo l’uomo si annusa la mano, con vivo compiacimento.


A prescindere da quel che racconto, non vi sto comunque dicendo nulla.
È come mostrare una fotografia che mi ritrae a cavalluccio su un dondolo. Non è che la fotografia dopo non sarà più mia una volta che qualcuno l’ha vista oppure che qualcuno possa ricavare un’idea di me aderente alla realtà soltanto per quella foto. Lo stesso dicasi per il condividere un’idea, un pensiero, un ricordo o un’esperienza.

Lasciare tracce di sè è come distribuire delle molliche agli uccelli. Potrà il piccione ricostruire la forma del pane dalla singola briciola che ha ingerito? Tanto di becco se ci riesce, portatemelo questo volatile che poi mi ci scatto un selfie perchè oggi se non mi scatto non esisto.

Tutto questo preambolo (la conclusione sarà molto più breve, garantisco) è per dire che se questo vale per un blog, varrà anche per la vita reale. Le persone possono realmente conoscersi l’una con l’altra?

Ogni giorno interagiamo in contesti diversi e con persone diverse.
Il mio me stesso al lavoro, il mio me stesso a casa, il mio me stesso col partner, il mio me stesso in fila alla posta. Tutti questi noi stessi che lasciamo in giro come peli di gatto siamo noi stessi?

Vorrei conoscere il vostro pensiero.


Minchia, come ti è venuto questo pippone?
Semplicemente parlando di tentacle porn giapponese con la CR.
Dopo mi son chiesto che cosa poi potesse pensare lei: che sono uno dedito alla visione di tentacle porn? Avrò fatto una faccia sufficientemente disgustata mentre lei cercava esempi su Google immagini per dissuaderla dal pensare una cosa simile?
E poi ho pensato: me ne importa realmente qualcosa dell’immagine che possa formarsi in lei di me?


Siamo finiti a parlare di ciò discutendo di come i giapponesi siano repressi sessualmente ma, in contrasto, grandi pervertiti e dove l’industria del porno è sviluppatissima.
Un esempio è avere sviluppato tutto un filone pornografico sul porno coi tentacoli, partendo come fonte ispiratrice dalla famosa stampa di Hokusai Dream of the Fisherman’s wife.

Lei si è mostrata molto interessata e ha subito voluto cercare su internet esempi.


Siamo finiti a parlare di sessualità giapponese parlando di convenzioni sociali e morale pubblica, facendo considerazioni su come all’estero ti guardino male per determinate azioni, tipo non stare dal lato giusto della scala mobile ecc.


100 Pensieri su &Idquo;Non è ghe se non ho nulla da dire poi mi bloggo/Non è che il pescatore non abbia dei polpi da maestro

      • Scusa mi ero distratta a guardar anime jappo e tentacoli….

        Stavano dicendo? Ah si… la mia opinione.

        Certo che se leggo io il tuo post e tu vuoi sapere che penso che penso, prima devi sapere quello che ho scritto nelle mie “istruzioni per l’uso” (di me medesima, ovvero:
        “Come far auto psicoanalisi scrivendo negli anni e in qualche modo cavarsela nonostante i continui litigi tra le proprie personalità multiple con divergenze caratteriali tra loro.
        Da una delle mie personalità multiple ho appreso a non prendersi mai troppo sul serio e di non concedere a nessuno questo privilegio, tranne quando l’altra personalità multipla mi confonde e prende possesso di me, ma dura poco, perchè la terza personalità, amica della prima, ubriaca la seconda.
        Delle altre vi parlerò un’altra volta ”

        Siamo tante, e quindo ognuna ha personalità diverse e pensa in maniera diversa. Una salta fuori solo ogni tanto, una più spesso, una fa la boss, una faceva un sesso sfrenato… una volta (scusa ricado sull’argomento sesso, colpa dei polipi), ma ognuna è un aspetto di me. Quindi vera, anche se non le conosci tutte e quante (che diciamolo non è che la mia personalità maiala posso farla vedere a tutti).

        Quindi per concludere (oggi mi hai attaccato il pippone scribacchino):
        Si le persone possono realmente conoscersi l’una con l’altra, ma magari non hanno il tempo di conoscere tutte le personalità, un pò perchè i rapporti orami son mordi e fuggi e un pò perchè credo che una vita non sia abbastanza.

        Quando sei fortunato, però, conosci un sacco di personalità, e quando sei super fortunato solo le più pheege e belle e simpatiche.

        (ok smetto di scrivere)

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        • Mi sono perso in mezzo alle personalità.

          QUindi mi immagino se uno ti vuole conoscere, in realtà chi è che vuole conoscere? Non lo sa! Oppure sei tu che decidi chi è che deve conoscere? Ma corrisponde a chi vuole conoscere lui?

          Che casino.

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          • Chi mi vuole conoscere in realtà non vuole conoscermi, questo l’ho capito da un sacco di tempo. Vuole frequentarmi che è diverso (quindi problema risolto alla radice).

            In verità qualcuno che vuole conoscermi accade… chi lo fa, non si fa problemi, sa che pian pianino le conosce tutte

            (si un casino a volte, specilamente quando parlano tutte insieme)

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    • Sai non penso sia necessariamente questione di recitare. C`e` chi lo fa, di proposito, va in giro recitando un ruolo a pro di che non comprendo. Anche perche` lo troverei faticoso da gestire, ma forse quando ci si abitua diventa automatico.

      Parlo proprio del fatto, forse in maniera pirandelliana, tutti andiamo in giro con delle maschere, volenti o nolenti. Ma le maschere rappresentano noi stessi?

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      • Maschere? preferisco nel mio caso dire compromessi onesti per la sopravvivenza. Posso rivelare meno, ma fingere di essere altro no. sarò presuntuosa? non credo.. forse è anche un mio limite.

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    • Sottoscrivo quello che ha scritto Urania! Boo sarà che nel mio blog non parlo mai di me, ho comunque non mi modo esplicito, ma come appaio lì, sono nella realtà…. Posso omettere, giocare un po’ su alcuni aspetti, ma non inventarmi cose non vere tanto per attirare pubblico.
      Ma mi sto accorgendo che molti blogger lo fanno o comunque sono molto diversi da come appaiono sul blog: hanno tante facce differenti… questo lo posso dire per un blogger che ho “conosciuto” un po’ fuori dal blog scritto… ma penso che sia anche normale, nessuno appare completamente com’è… ma c’è un limite. Non sopporto chi è completamente finito… per farsi bello sensibile e interessante…
      (ok, non so se sono andata furori tema, se questo era il senso del post e se mi sono spiegata)
      P.s. i manga non mi piacciono né porno né non. Una volta ho provato a leggerne uno, perché una mia amica era in fissa, ma nulla… non fanno per me! 😀

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  1. come polpi abbiamo tanti tentacoli, con i quali dare piacere, divertire … magari dando fastidio da un altra parte… ma tutti quei tentacoli hanno una testa, un qualcosa che li tiene insieme… bisogna risalire i tentacoli e arrivare a quel punto lì…
    ma non è detto si abbia voglia di farlo e ci si ferma all’estremità di un solo tentacolo….
    ( si capisce cosa mondogattahoscritto?)

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    • Mondogatta, che metafore!

      Si, ho capito che intendi. Non siamo noi il singolo tentacolo, pero` avendo la volonta` di risalirlo e conoscere il polpo che c`e` dietro ci si puo` conoscere…in questo sta alla volonta` della persona…

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  2. Il tuo discorso sui “noi stessi” mi ricorda Uno nessuno centomila di Pirandello, la teoria delle centomila maschere che tutti noi portiamo e che cambiamo in base ai luoghi e alle situazioni.
    In ogni caso vorrei tanto avere il tuo talento di tirare fuori un post bellissimo dal semplice entrare in un caffè, se ne fossi capace io farei 3 post al giorno!

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    • Si infatti come dicevo sopra nel commento a Urania il discorso e` proprio sul fatto di girare in maschera. Lasciando poi delle tracce di sé negli altri, come immagini residue di noi.

      Sapessi quanti post non produco perché mi sembrano toccare il fondo, quindi se questo è cio` che pubblico figurati allora che deve essere il resto ahaha XD…meno male non ci sono psicologi tra voi. Vero?

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  3. Anche questa volta il tag che hai scelto mi ha fatto sorridere. Io ho scritto qualche giorno fa un post proprio sul non mostrarmi mai al 100%, per mancanza di fiducia, per paura di essere troppo vulnerabile o giudicata. Non mi interessa il giudizio di tutti, sia chiaro. Mi interessa solo il giudizio di chi mi è caro, ovviamente, ma a quello tengo. Ammiro chi si abbandona agli altri e da loro si lascia guidare, curare e a volte anche gestire. Io non potrei mai (o almeno credo dato che non ci ho mai provato).
    Non commento la cosa di odorarsi la mano dopo la ravanata perché mi è risalito il cornetto di stamattina!

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      • Sì, imporre ha un’accezione che potrebbe essere vista come negativa ma descrive bene modalità ed effetto. Diciamo che il mio problema (che poi io non lo reputo un problema, a dire il vero) è che io non mostro le mie debolezze e il mio dolore o almeno non interamente e comunque solo a selezionatissime persone e questo fa sì che chi mi vuole bene fatica a starmi vicino in momenti di difficoltà perché io mi chiudo a riccio e non condivido finché non ho elaborato e metabolizzato. Chi poi reputo conoscente o anche collega credo pensi che io viva in una sorta di mondo fatato perché io sorrido sempre a tutti e alla domanda “come stai?” rispondo, con convinzione, “benissimo!”. Sempre. Anche ora, con la vita che va a rotoli. Non so se sia collocabile nell’avere una doppia faccia o semplicemente desiderio di privacy.
        Scusa, ho sproloquiato!

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        • No, non ti scuso. Adesso ti mando contro la mia squadra di gatti d`assalto!😀

          Scherzo, scherzo. Io non so se rientri nell`avere una doppia faccia. Io non credo. Ritengo che avere una doppia faccia significhi avere del dolo dietro le proprie intenzioni. Cioè io assumo una faccia per ottenere qualcosa. Un vantaggio, le simpatie altrui, ecc.

          Celarsi è difesa delle mura del proprio animo. Non ci trovo dolo in questo.

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  4. La figura del piccione e delle mollichine di pane è molto bella. Tutti lasciamo tracce di noi, nella vita reale e nella rete. E’ un po’ forse come gli specchi deformanti del lunapark. Inutile dire che il porno giapponese è un argomento che mi sta particolarmente a cuore🙂 eheheheh

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  5. personalmente già trovo complesso sapere con esattezza chi sono io e quindi pensare che qualcuno solo guardandomi o ascoltandomi possa saperlo non credo mi sia dato sapere.
    forse non sapremo mai esattamente cosa sappiamo su quello che crediamo si possa sapere. o forse no.
    esemplifico il mio non sapere … se tra 2 secondi uccido il mio collega sarò un assassino. ma lo ero già da prima? e da quando? qualcuno lo poteva sapere? sappiatelo, che io non ne so nulla e anche se lo avessi saputo non vi avrei mai detto di saperlo.

    mi fa piacere sapere che chi leggerà questa cosa saprà ben poco di ciò che io so e quindi direi che sia molto meglio tornare a non sapere.

    miaooo

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  6. Proprio ieri ho fatto un post in proposito, per me il blog è proprio una sorta di diario personale, sia un modo per autopsicoanalizzarmi, sia un modo per “fissare” i ricordi… dato che non ho voglia di riassumere il post ti ieri ti rimando a leggerlo se ne hai voglia

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  7. Credo che in tutti i “me stesso” che ci creiamo ci sia una parte “vera” [ovvero che ci appartiene] e una costruita in base ai vari ambiti della nostra vita.

    Non è falsità, non è un inganno, sono solo piccole parti di noi stessi che si adeguano in base a chi abbiamo di fronte, che messi assieme formano il nostro vero “me stesso”, come pezzi di un puzzle [anche se mi vedo più come un Transformer…di quelli che si assemblano per formare un unico Transformerone, hai presente?].

    Io personalmente sono sempre stato consapevole dei vari me stesso che impersono durante la giornata: il me stesso a casa, il me stesso in ufficio, il me stesso con gli amici, il me stesso con i compagni di allenamento, il me stesso con la mia lei, il mio stesso col mio gatto [bisogna comportarsi in un certo modo per aver a che fare col mio gatto], il me stesso con mia nipote [altrimenti noto come il “babysitter aggratis”]….
    Da oggi comunque credo che darò vita ad un nuovo me stesso: il “me stesso interessato ma non attratto, più pudicamente incuriosito dai porno giapponesi tentacolari”😀
    Perché la curiosità c’è ma non posso certo mostrarmi troppo interessato a suddetto prodotto d’intrattenimento! Che poi la gente pensa male! Che uno pensa chissenefrega ma invece frega e quindi conviene crearsi una personalità apposita per quando si affrontano certi argomenti in pubblico 😀

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    • I gatti sono molto esigenti e selettivi. Non a caso infatti si dice che siano loro a scegliere il padrone (che poi ci sarebbe da discutere anche sul concetto di padrone: loro non concepiscono il rapporto in questo modo. E a tratti sembra che i padroni siano loro). Occorre quindi una personalità adeguata.

      Concordo che le parti di noi che distribuiamo in giro (a me era venuta in mente l`immagine del Megazord dei Power Rangers, che poi c`era quella trasformazione finale dove arrivava anche il terzo Zord a forma di brachiosauro per formare l`Ultrazord, un carrarmato dall`apetto pesantissimo e lento che fisicamente non si sarebbe potuto muovere da terra) non siano finzioni (a parte il caso delle persone che volontariamente fingono, ma li è patologico).

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      • Il pezzo finale dell’Ultrazord era un brontosauro [o “collolungo” come direbbe Piedino] pignoleria a parte credo che d’ora in poi mi riferirò ai vari me stesso come ai dinozords! Invece del “me stesso da lavoro” ci sarà il “me stesso tigre dai denti a sciabola” e via dicendo. Fa molto più effetto!🙂

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          • Faccio ammenda, la mia superficialità mi ha spinto in errore!
            C’è da dire comunque che gli stessi paleontologi per anni si sono “litigati” la scoperta della/e creatura/e arrivando a definirle “sinonimi” [il Brontosauro addirittura veniva considerato una specie di sotto categoria dell’Apatosauro]. Dopo anni di scientaggine sono arrivai alla conclusione che si trattassero di bestioni distinti [ebbene si, ho fatto i compiti😀 ].

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            • Ottima precisazione! Prima che questa storia venisse alla luce per un po` mi sono bullato con gli amici sostenendo che “Sapete che in realtà il brontosauro non esisteva?”, sperando di destare in loro ammirazione. Cosa che non avveniva mai.

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  8. Quando facevo la promoter di caffè, al negozio in cui lavoravo c’era un ragazzo omosessuale. La cosa che mi faceva rabbia era che era un tipo fighissimo. Ben curato, messo bene sotto ogni punto di vista. Sembrava un modello. Tra me e me dicevo “quanto ben di Dio che va sprecato”, però poi un giorno si ferma da me e mi chiede un caffè.
    Io gli chiedo che gusto vuole.
    Lui mi guarda con occhi sensuali e mi dice: “Decaffeinato, preferisco qualcosa di simile al caffè americano”
    Gli chiedo se lo vuole lungo o espresso.
    Lui mi risponde: “Ovviamente lungo!”
    Non so a cosa si riferisse effettivamente. Però non sapevo che dietro all’octopus ci fosse un mondo pornografico. Gin, ecco perchè sei dedito al mondo manga!

    P.S. Tra manga e menga. Conosci la legge del menga? Se no, trovatela su google e poi dimmela!

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  9. Oggi sto leggendo diverse considerazioni sull’ansia. Va tanto di moda che chi ne soffre soffre l’ostentata falsa sofferenza, a quanto pare.
    Come ho preannunciato io sono favorevole al porno tentacolare. Mi gratto il giusto ove giusto deve leggersi la misura entro la quale mi va di grattarmi e la tua considerazione sul mondo dei blogs è giusta.
    Hai provato a rifarla al contrario, cioè se la vita fosse lo spechio dei blogs? Secondo me viene fuori una cosa bella.

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    • Sí, chi è ansioso finisce disperso nel mare magnum dei finti ansiosi che si vantano delle proprie finte ansie come fosse uno status da sbandierare. Mentre l`ansioso se ne vergogna.

      Ritengo sia giusto ritenere come misura del giusto quella che riteniamo ci sia di gradimento. Come quando nelle ricette dicono “quanto basta”. Come sarebbe il quanto basta? Quand`é che basta? Quanto mi aggrada? Allora dite quanto vi aggrada.

      La considerazione mi spiazza: nel senso non ci avevo pensato. Le persone escono di casa come se si stessero approcciando a postare qualcosa. Scrivono loro stessi e si metotno in lettura da parte degli altri. Non lo so, ci devo pensare. Appena sfuggo dai tentacoli del porno.

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  10. Io sono dell’idea che probabilmente non si potranno mai conoscere realmente le persone.
    Io, per esempio, sento di essere davvero me stessa solo con me stessa e penso sia così un po’ per tutti. Ci sono alcune persone che ci conoscono meglio di chiunque altro, come il partner, ed altre che non ci conoscono per niente, però solo noi possiamo davvero conoscere noi stessi.
    Le “briciole” che lasciamo di noi, inoltre, possono essere molto spesso “contaminate” da influenze esterne.
    Io, tra l’altro, sono in perpetuo cambiamento, non sono mai quella che sono stata l’altro giorno. Certo, non è che mercoledì sono una donna-lupo e sabato sono una donna-gatto, intendo dire che ho spesso la tendenza a mettere in discussione me stessa ed anche le mie opinioni o i miei comportamenti, per cui è probabile che questi cambino anche nell’arco di breve tempo.
    Lo faccio finché non trovo un equilibrio, che però può durare alcune settimane, come interi anni.

    Essendo anche io un po’ giappominkia, devo assolutamente fare qualche ricerca sul tentacle porn, mi ha incuriosito…….

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