Non è che in Ungheria tu possa dire Pest e corna di qualcuno

Coltivavo ancora una speranza che dalla Federazione Autisti Operai potessero farmi sapere qualcosa nelle settimane a venire (puntata precedente). Ma lo stare così parcheggiato come un panchinaro mi gettava un po’ nello sconforto.

Percepivo di nuovo quella sensazione di spegnimento che accuso in alcuni periodi della mia vita e che necessita di un riavvio a spinta. O a calci.

L’anno scorso, in un periodo simile, venni a sapere che una ragazza che conoscevo si era uccisa. Avvenne il giorno della sua laurea o presunta tale: in realtà aveva mentito sugli esami ad amici e parenti fino a quel giorno.

Non la vedevo dalle scuole elementari, ma la cosa mi sconvolse gettandomi in una profonda inquietudine. Continuavo a chiedermi, nei giorni successivi, cosa pensasse, come si sentisse in una vita che probabilmente le era sfuggita di mano.

Qualche giorno dopo andai dalla mia ex (ora ex al quadrato) a dirle che pensavo ancora a lei. Pur sapendo che non ne avrei ricavato niente. Ma ero terrorizzato dall’idea di morire da un momento all’altro senza togliermi un peso.


Non so perché pensassi di morire da un momento all’altro ma lo pensavo.


Settimane dopo, mandai il cv a una ong che cercava qualcuno per un lavoro in Albania. Non era così campato in aria, anzi sarebbe stata la cosa più attinente alla mia laurea che avrei fatto sino a quel momento.

Ovviamente non mi presero, perché ero senza esperienza.

Quando raccontai questa cosa a due ex colleghi di università, loro si scambiarono un’occhiata sorniona e sarcastica come se avessi detto che da quel giorno avrei cominciato a girare in gonna e autoreggenti.

Mi resi conto che gli ignoranti cominciavo a non tollerarli più. Ma non ignoranti nel senso di persone senza cultura o conoscenze: ognuno di noi è ferrato su alcune cose e su altre no, quindi l’ignoranza è sempre relativa. Per la serie “Lei è ignorante nel senso che ignora e lei è imbecille nel senso che imbelle”.

Poi non ho più riprovato questa strada sino a quest’anno: nel frattempo ho fatto un lavoro che mi teneva impegnato 45 ore a settimana sino alle 22 di sera per poche centinaia di euro e che mi ha procurato una gastrite, un incidente stradale e l’avvicinamento all’ignoranza forse assoluta.


Se qualcuno mi scrive “via Leonardo d’Avinci” io comincio a dubitare seriamente del sistema scolastico.


Venendo al sodo o all’occhio di bue, dalla Federazione Autisti Operai non ho ancora saputo nulla e a questo punto credo mai lo saprò: oggi ho sostenuto un colloquio per andare a Budapest. Mi vogliono lì dal 1° dicembre.

Quando venerdì mi hanno detto di quest’opportunità, le prime cose che ho pensato sono state:

  1. Oddio lì non c’è l’euro.
  2. Oddio hanno una lingua non indoeuropea.
  3. Oddio come farò a vedere il nuovo Star Wars al cinema?

Ora sto lentamente cominciando a fregarmene. Della partenza improvvisa, delle difficoltà, di tutto.


Anche se la cosa di Star Wars è difficile da digerire.


Perché sono stanco. Forse lo spiegherò in un altro post.

Mi dispiace lasciare Roma. Mi ha fornito tanti spunti interessanti.

Quest’oggi l’ultimo: mi siedo nell’autobus. Di fronte a me si siede un tale che sembrava Edward Nygma 10 anni più vecchio. Anche gli atteggiamenti ansiogeni sembravano quelli del personaggio.

Mi fa, a un certo punto:
– Scusi, sa…se questo autobus ferma in qualche posto…
– Come?
– Se si ferma in un qualche posto…un deposito…cioè un posto…
– Al capolinea?
– Sì! Al capolinea.
– Certo, arriva sino a xyz.
– Ok, grazie.
– Però non è un deposito di autobus, cioè è uno spiazzale e basta, eh.
– Sì sì, sta comunque fermo 2-3 minuti e poi riparte, vero?
– Sì, certo.
– Grazie.

Giuro sulle mie 7 vite che è tutto vero. E per questo vi prego.
Vi scongiuro.
Spiegatemi il significato di questa conversazione.

Forse ho incontrato davvero l’Enigmista?
Un Enigmista dall’accento barese, tra l’altro.


Poi dopo mi ha detto altre cose, che cerca casa a Roma ma è difficile. Cerca lavoro a Roma, ma è difficile. Io mi son limitato a commentare “Sì, è difficile”.


 

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44 Pensieri su &Idquo;Non è che in Ungheria tu possa dire Pest e corna di qualcuno

  1. Aahahahahah ma tutti tu li incontri i matti?
    Dispiace anche a me che lasci la capitale, ahaha anche se tu non sai chi sono io e io non so chi sei tu too. sto notando che piano piano se ne vanno tutti da questo posto ormai in prossimità alla rovina. budapest è bellissima: ha un atmosfera romantica e gotica al contempo, è economica anche se con quei cazzo di fiorini its un pó difficult all inizio …ma basta entrare nel meccanismo. E poi ci sono le terme per rilassarsi alla grande. ……ma mi raccomando, non ci accannare il blog 😉
    Jeniferfrommain

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  2. Sono davvero felice per te (anche se un po’ piango…il mio promesso sposo parte!!) e ti auguro davvero il meglio!
    Comunque il tizio dell’autobus è alquanto inquietante…o è uno che si diverte a interrogare i passeggeri per vedere quanto sono ferrati in fatto di autobus o è un serial killer che uccide gli autisti durante i tre minuti al capolinea, oppure sto sparando un mucchio di minchiate perché sono le due del mattino e ho sonno…chissà….

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  3. Sono stato intercettato sulla Vesuviana da un signore occhialuto sulla sessantina, qualche mese fa. Vedendomi in abiti da lavoro ha esordito con “Eeeh, l’ATP dell’SCMT é un bel sistema, molto recettivo, ma il BAcc é più robusto…”

    Il SUO problema (o forse anche il mio) é che sapevo di cosa stava parlando. E così il magico cerchio della sociopatia si chiuse su di noi.

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  4. tesi di laurea dal titolo: “Epistemologia del fenomeno della conoscenza da parte dell’utente medio dell’orario e delle linee dei servizi pubblici della propria città”.

    (che vicenda triste quella che hai raccontato. ne ho conosciuta, bene, una identica, esami nascosti fino all’ultimo. fortunatamente non conclusasi in tragedia)

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    • Avrebbe allora almeno potuto chiedermi il permesso di partecipare a questo studio scientifico…

      Sì, non sono rari casi così, ne conosco un altro, ma era più dal comportamento fancazzista e perdigiorno. Infatti la cosa finì molto in filosofia.

      C’è chi invece si ritrova prigioniero di una bugia, magari detta a fin di bene o per non deludere delle aspettative e, purtroppo, non ne esce più.

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  5. Scusa, non capisco, considerando che la conversazione è avvenuta a Roma, da dove nasce la tua incertezza, il tuo stupore? Devi sapere che a Roma in principio c’era S. Maria della Pietà (alias manicomio di dimensioni galattiche). Ora invece c’è l’Atac.

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  6. Io lo so…. scriverai dei pezzi bellissimi da là, solo per il fatto che non vi capirete, e tu capirai qualcosa che non hanno detto e loro diranno cose che tu non capirai, non come qui che dicono cose che capisci ma chiede che cosa ha voluto dre

    (il mio commento da leggersi tutto di corsa, è senza virgole, indi da leggersi senza respirare)

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Si accettano miagolii

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