Non è che se sei partenopeo e sostieni il Papa puoi atteggiarti a guelfo di Napoli

2015-08-26 16.30.12

Mentre scattavo questa foto sono stato bonariamente preso in giro per essermi comportato da turista. Avrò visto questo panorama migliaia di volte – da diverse angolazioni – e chissà quanta gente avrà scattato la medesima foto.

Eppure c’è un meccanismo perverso in tutto ciò, la voglia di rubare un qualcosa che è di tutti ma vorresti far tuo.


DIDASCALIA GEOLOGICA
Ho constatato che, erroneamente, da parte di molti non Campani il Vesuvio viene associato a questa forma che ricorda un po’ un cappello da cowboy – che in realtà poi sarebbe un serpente che ha divorato un elefante come ci hanno insegnato ne Il Piccolo Principe:

È un’identificazione erronea, in quanto il Vesuvio vero e proprio è il conetto alto sulla destra, mentre l’altra punta è ciò che resta del Somma, un antico cono vulcanico al cui interno poi sorse il Vesuvio e il cui versante dal lato del mare è poi collassato.

Molti ignorano che il versante opposto, quello che dà sull’entroterra, è rimasto invece in piedi, cosicché ciò che noi entroterranei vediamo è questo:

Un frastagliato tronco di cono, in pratica.


Fin quando si tratta di rubare con una foto, va bene. Penso a quelli che invece si portavano via la sabbia dalle spiagge della Sardegna, o i sassi dalle montagne nei parchi naturali. O al turista tedesco di cui parlai che in una cisterna romana a Chiusi voleva staccare un pezzo di muro.

E ripensavo quindi oggi al post in cui diamanta poneva la differenza tra turisti e viaggiatori. Il turista alla fine vuol solo dire di esserci stato e vuol “rubare” una qualche testimonianza della propria presenza.

Il viaggiatore non è una presenza, non timbra un cartellino: il suo è un flusso, o forse più propriamente un’onda che viene e che va. E l’onda conosce tutte le coste su cui si infrange e collega con un filo invisibile tutti i posti che ha visto.


DIDASCALIA-FREDDURA
Ma un ornitologo timbra il cardellino?


Non so dove volessi arrivare con questo post se mai si possa dire che io cerchi di giungere a qualcosa, di sicuro però a dispetto del titolo non mi sono cimentato in dissertazioni su papi, imperatori o cesaropapismo, per quanto interessanti sarebbero state.


Per cesaropapismo si intende il fenomeno dell’unione di potere temporale e potere spirituale concentrati nella persona del sovrano. Un esempio odierno potrebbe essere rappresentato dal Regno Unito, dove la Regina è capo di stato e capo della Chiesa anglicana.


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44 Pensieri su &Idquo;Non è che se sei partenopeo e sostieni il Papa puoi atteggiarti a guelfo di Napoli

  1. Detto che adoro i tuoi titoli perché sono storie a sé, aggiungo che la didascalia geologia del cappello/elefante che mangia serpente/Vesuvio mi ha arricchita davvero di nozioni interessanti!

    *Magari da adesso la smetterò di ignorare le didascalie e noticine varie che troverò nei libri 😁 *

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  2. Son sincera (davvero) già il fatto che tu mi abbia citata… WOW (sai che con i gatti ho un sempre un debole e una predisposizione che mi scioglie),

    poi che tui mi abbia citata scrivendo esattamente quello che intendo io per differenza tra viaggiatori e turisti (sia in senso fisico che metaforico)… WOW WOW

    Sappi che sul vesusio io ci son stata, secoli or sono, a piedi e mi mi ricordo quattro cose (oltre la bellezza del luogo), gli affitta bastoni alla partenza, il camminare su quella ghiaia nera che fai due passi avanti e tre indietro e i lustrascarpe per la polvere al ritorno. La quarta che invece era la prima, prima di arrivare proprio sotto sulla “piana” fiori gialli (che non ricordo che fossero) con questo profumo che permeava l’aria fortissimo, avvolgente e stordente, ma così intensamente… intensamente.. non mi viene l’aggettivo, ma ti faceva pensare che essere vivi era una bella cosa.

    PS: l’elefante sotto la montagna non l’ho visto, magari la prossima son più fortunata

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  3. Il Vesuvio lo vedevo dal balcone di mia zia, quando andavo a trovarla ^^
    Io no scatto moltissime foto, perché è molto difficile che riesca a trovare un’inquadratura che mi piaccia. E scattare a caso, sperando che salti fuori qualcosa di buono, non mi piace. Però, credo che una fotografia come forma di “ricordo” sia molto meglio del portarsi via un pezzo. Io fotografo persino i fiori perché non voglio coglierli.

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