Spiegai le vele al vento, ma il vento non le capì. E il pollo disse: “Anche io non so se mi spiedo”

Ho visto al cinema il film dei Cavalieri dello Zodiaco. Tralascio ogni tentativo di recensione, limitandomi a commentare che il connubio tra operazione nostalgia e innovazione mi ha soddisfatto a metà. È stato comunque un piacere ascoltare i vecchi doppiatori, anche se:
a) hanno insistito con l’usare ancor oggi, nel XXI secolo, i nomi delle costellazioni per i personaggi (e dire che da piccolo non sapendolo mi dicevo “Toh, guarda quello lì: si chiama Pegasus e ha ottenuto l’armatura di Pegasus! Coincidenza? Io non credo”)
b) i dialoghi non erano di stampo epico-cavalleresco (una soluzione voluta dal doppiaggio italiano all’epoca) come quelli di un tempo.

Qual magniloquenza a quel tempo nel sublime eloquio di Milo di Scorpio!

Detto questo, ciò che mi ha colpito negativamente è stato l’immancabile spiegone a inizio film che, immagino per esigenze di durata, è stato barbaramente affidato a una breve conversazione in auto tra Lady Isabel e il suo maggiordomo-tutore-tuttofare.

Insomma, immaginate la scena: voi siete una ragazzina 16enne che, con lo sguardo perso verso l’esterno del finestrino, ve ne state a pensare ai saldi da Desigual e Tezenis, quando interrompono il vostro flusso di pensieri dicendovi: “Signorina, lei lo sa che è una divinità e che fin dai tempi antichi dei baldi giovani si ammazzano di botte perché a lei non piace combattere in prima persona?”.

Semplicemente assurdo.

E poi ho riflettuto sul fatto che gli spiegoni sono un grande tallone di Achille della cinematografia in generale. Sono necessari, ma non si sa mai quando e dove infilarli. Io li odio a prescindere e vorrei avere un telecomando col tasto skip per saltarli. Sono un nazista seguace del Show, don’t tell. Anche perché trovo del tutto irreale che qualcuno, di punto in bianco, si fermi a dare spiegazioni dalla A alla Z.

Riflettendo, sono invece giunto alla conclusione che alcune volte anche le persone nel mondo reale agiscono in tal guisa. Si prodigano a dare spiegoni del tutto fuori luogo, cosa che ti fa desiderare il famoso telecomando col tasto skip da puntare contro il proprio interlocutore.

In molti casi lo spiegone non è affatto richiesto e assume toni vagamente autogiustificatori (excusatio non petita, accusatio manifesta?).

In altri, lo spiegone è un insieme di panzane tese a mascherare una realtà più negativa, perché spiegando le cose a modo mio posso cercare di trovare un senso a ciò che è accaduto quando in realtà senso logico se ne fa fatica a trovarne. Stordita dallo spiegone, una persona si illude che invece una logica ci sia.

Alla luce di ciò è meglio affidarsi a ciò che si vede, piuttosto che a ciò che si ascolta.

Eppure ancor oggi lo spiegone sembra necessario al prosieguo delle trame delle nostre vite.

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29 Pensieri su &Idquo;Spiegai le vele al vento, ma il vento non le capì. E il pollo disse: “Anche io non so se mi spiedo”

  1. Nemmeno a me piacciono gli spiegoni perchè nei film sono pure troppo perfetti per sembrare reali e nella realtà invece, secondo mia personalissima esperienza, finisconk con incasinare ancora di più le cose. Poi ci vogliono altri spiegoni. E così via.
    Comunque anche io devo andare a vederlo al cinema!

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    • Siete un placido vichingo che sta tornando a casa pensando a una bistecca di cervo e un corno di birra, quando vi distraggono dai vostri pensieri dicendovi “Ehi, ma lo sai che tu sei la reincarnazione di Thor e che stanno venendo dei cavalieri di Loki a menarti di brutto per questa cosa?”

      Funziona meglio? 😀

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  2. A parte che film come come The prestige ad esempio, senza spiegoni, prevede gente incartata alla poltroncina tutta la vita.. e comunque, il “non so se mi spiego” appartiene esclusivamente alla dialettica del paracadute, in spassionata confessione al passeggero cui è indissolubilmente e saldamente legato.

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  3. Più ti leggo e più mi dico che sicuramente non sei di questo pianeta e quindi devi per forza entrare nel mio club. Io sono una stella nera nel cielo bianco e mi manca un buco bianco nel cielo nero. Allora, ci stai?

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