Sto comodo in pantofole ma non datemi del pantofolaio.

Stamattina ho fatto un giro nel negozio di una nota catena d’abbigliamento giovanile per trovare qualcosa da mettere il prossimo sabato. Devo andare all’inaugurazione della galleria di un amico. Potrei dire che ho un vernissage, che fa tanto figo e tanto radical chic.

In effetti è capitato che mi dessero del radical chic. Senza conoscermi, sulla base di poche, frammentarie informazioni tra l’altro re-interpretate a piacimento.

Un po’ come se mi dessero dello psicopatico se vedessero la katana che ho a casa, dello sportivo se vedessero le scarpette da calcetto e la panca coi pesi, del nerd se vedessero i fumetti di Spider-Man, del disoccupato vedendo la laurea e così via.

Ogni individuo è uno e centomila.

Oppure, se vogliamo – che è poi la stessa cosa – esistono due diversi sé stessi. Il sé stesso che è soggetto osservante e il sé stesso che è oggetto osservato. Ogni oggetto di osservazione ha però natura molteplice, ed esistono quindi molteplici sé stessi dentro tutte le persone che conosciamo e con le quali ci relazioniamo.

Bel pensiero, vero?
È Osho.

Sbagliato.
Evangelion (il solito giochino che diverte solo me di attribuire citazioni a caso).

Più che dagli altri esseri umani tendo a essere spaventato dai miei me stessi sparsi in giro. Non da tutti. Alcuni altri mi infastidiscono soltanto.

E vorrei dir basta. La meiosi di me stesso ha stancato. Estinguetevi, derivati dell’Io. Solo che non si può farlo senza dire basta anche all’individuo che ospita il mio derivato.

Comunque pensavo di tornare nel negozio e far ricadere la mia scelta su questo abbinamento giacca e camicia che mi sembrava tanto giuovine e trend e casual e parole a caso (No di solito non ho l’abitudine di farmi le foto davanti allo specchio – uno specchio parecchio sozzo, tra l’altro – mi serviva per chiedere pareri in giro)


2014-12-15 18.21.36

Il mio problema è non aver trovato una giacca a quadrettoni.

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64 Pensieri su &Idquo;Sto comodo in pantofole ma non datemi del pantofolaio.

  1. L’abbinamento è molto giovine-radicalchic-casualtrend-alternativerock-indiepop (altre parole a caso XD) comunque a me piace e quindi pollice in sù se vuoi comprarlo!
    A me hanno detto che sembro di tutto, dall’intellettualoide figlia di ad una appena uscita da un centro sociale ma ancora mica l’ho capito chi sono in realtà, meno male che ci sta gente che pare di saperlo meglio di me!

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  2. Oggi anche io sono andato in un negozio molto giovane e, pulendomi il monocolo, mi sono comprato un giaccone perché il mio aveva troppi strappi!
    Non so aiutarti perché ti direi che l’abbigliamento adatto per un’inaugurazione è un asciugamano in testa e basta.
    Fai bene a fornire false citazioni. come diceva il Grande Puffo!

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  3. Mi piace scovare certe frasi nei tuoi post: sembra solo che tu la stia buttando sul ridere, e poi così, di punto in bianco, salta fuori la paura dei se stessi sparsi in giro. Ci perderò il sonno, a ragionarci sopra…

    Mi piace anche l’olutfit, comunque. È “we, belli, sono un figo, sono al vernissage!!”, ben stemperato dalla camicia Tata Lucia.
    Micio, ma che ti hanno fatto di male, le camicie?? Ancora porto nei recessi della mente quella meraviglia a quadri. 😉 (scherzo, lo sai)

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  4. 1. Non mi ricordo mai nulla (e tu lo sai bene), ma ieri ho avuto un’epifania su tale vernissage. Rendiamoci conto.
    2. Lascia perde le catene per giuovani e ruba la giacca al datore di lavoro.
    3. Bei calzini.

    Comunque ti sta bene, signor radical-chic.

    Ps: 20 febbraio? No..23..PORCAPUPATTOLA.

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  5. So che può essere una tortura, ma per farti aiutare a fare acquisti sull’abbigliamento può venirti incontro il tocco femminile. Seppur ci metta quei 2 giorni per decidere se il blu è della tinta precisa che anche col riflesso lunare si abbina perfettamente con il filo di lana beige della camicia, ma solo quel filo lì. Per non parlare dell’acconciatura. Eh, mica puoi andare vestito bene ma coi capelli a cazzo. E le scarpe?! E le mutande? Ma sei matto con quelle mutande verdi con su Hulk? E se qualcuno te le vede che non sono abbinate con il resto del vestito? No no…IMPENSABILE.
    Ok, ho cambiato idea. Fidati del tuo istinto se vuoi acquistare vestiti.

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  6. E infatti giunta alla fine i miei occhi veggono una camicia a pois e non a quadrettoni, prima ancora di leggere l’ultima frase, il mio cuore ha un sobbalzo “ommiodio dai quadri ai tondi che è successo!??! I bacelloni (*) lo hanno trasformato!”.

    Ma a parte ciò, fai molto figo, nonostante il cartellino del prezzo ancora attaccato

    (*)ndr: L’invasione degli Ultracorpi, ma versione originale anni 50 non anni 70)

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  7. A parte il fatto che persino Gin ha rotto il tabù dei selfie (cosa di cui sono shockato), io non saprei darti una mano in tema di vestiti neanche ad impegnarmi di brutto. Già la camicia mi renderebbe dubbioso perché presenta dei colori. Io quando vedo colori entro nel panico e non perché sono colorati, ma perché non so come abbinarli. Ed allora punto tutto sul nero.
    Nessuno mi ha mai invitato ad un vernissage. Si vergogneranno!? 😀

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  8. bell’abbinamento…. i pantaloni sono leggermente lunghi e larghi, oltre a comprarli occorre la arta per la piega… opta per un paio di jeans tenendo la giacca e la camicia!!!!

    ah, ma sbaglio o intravvedo una barbetta incolta che va molto di moda????????
    :(|>– (omino con la barbetta…)

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  9. Sappi che tra i vari gremlins che hai involontariamente generato ci sono il Gintoki-fisico (grazie alla citazione del gatto di Schrodinger di qualche post fa) il Gintoki-biologo (per via della meiosi) e il Gintoki-filosofo (per l’essere osservante e l’essere osservato), il Gintoki-giovane (per il quasi imbarazzo nell’accennarti tale)

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  10. io son dubbiosa, te lo dico. la fettuccia sulle maniche è ni. i bottoni automatici a tondino della camicia, mh.
    sì, sono una rompiballe. e ora tu mi vedrai così e non ci posso fare nulla.
    comunque ho spesso la fortissima tentazione di chiedere ai miei amici un aggettivo e uno solo che mi descriva, giusto per il gusto di conoscere le mille versioni di me.
    (sarò megalomane?)

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  11. mai le definizioni frettolose sono state così fuorvianti. quindi anche se la tua foto ti fa somigliare a un radical chic, mi asterrò dal dare giudizi, un po’ per esperienza…La settimana scorsa, a casa di un amico di amici ho visto una grande libreria piena di libri (ho pensato: wooow che lettore), poi ho scoperto che ha comprato libri al metro. ma tu sapevi che esistevano i libri al metro? come la pizza al metro!

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      • mi informo e ti dico. ma credo che tu possa scegliere anche il genere. tipo mi dia un metro di filosofia, grazie. credo anche che il metro sia rigorosamente in ordine alfabetico, non sia mai che quello che li compra debba anche leggersi i nomi degli autori.

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        • UPDATE: ho trovato questo annuncio su internet: “Volete decorare una stanza? Avete intenzione di mettere su una biblioteca? State per allestire una scena di teatro? Progettate una scenografia? Avete bisogno di riempire un palcoscenico? Vi necessitano un centinaio di metri di libri? Non fatevene un problema. Venite da noi. Ci occupiamo noi dei libri di cui avete bisogno. Su qualsiasi argomento: arte, consultazione, legge, musica, teatro, letteratura classica e moderna. Allestiamo biblioteche per istituzioni pubbliche o private. Nostri clienti sono l’Hotel Plaza di New York, Steven Spielberg, Polo Ralph Laure, Michael Jackson, Bono. Pensiamo noi a tutto davvero”

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          • Questa cosa mi inquieta assai. Cioè ok è di utilità, metti che per un film o uno spettacolo ci sia bisogno di qualcosa di più corposo dei libri di cartone che hanno solo le costine laterali, ma il fatto che uno possa farsi una libreria finta a pro di qualcosa mi inquieta assai

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            • a pro di cosa poi? forse di giudizi frettolosi (persona-di-un-certo-spessore-culturale), a pro di selfie-davanti-alla-libreria… non so gintoki, poi tu sei un gatto e io una giovane neo-leopardiana, che ne sappiamo noi? sospendiamo il giudizio e godiamoci questa domenica. Il mio gatto, grasso e rosso, diffida dei libri, tu?

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              • Io mi ci strofino il muso sugli angoli dei libri, così poi posso dire ecco sono miei e se pure un domani qualcuno li dovesse prendere a peso per farci una libreria su misura poi sapranno sempre di gatto e quindi avranno una personalità che non si può comprare, perché ci sono cose che non si possono comprare. Per tutto il resto c’è Gattopard

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Si accettano miagolii

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