Guarda quanti mondi. Guarda, mondi di quanti. E tu cosa cerchi?

Dal punto di vista della meccanica dei quanti potrebbero esistere gli universi paralleli. O forse no. O forse sì. O forse esistono e non esistono contemporaneamente, perché nella mia ignoranza ciò che ho capito di fisica quantistica è che tutto è vero e tutto è falso insieme. Un po’ come la storia di Schrödinger  e dei suoi gatti.

Una volta rimasi colpito da questa frase:

La bugia, finché non la scopri come tale, è verità.

Bella vero? È Coelho.

Falso.
Ergo Proxy (sta cominciando a piacermi questo gioco. Attribuisci anche tu citazioni a caso a personaggi tra i più citati in rete).

La frase poi continuava così
Scoprire la verità che si cela nella bugia forse è giusto ma non è detto che ciò ti dia la felicità

Che un po’ quel che diceva Caterina Caselli, la verità ti fa male lo so. Sembra che molte persone siano spaventate dal venire a contatto con la verità, preferendo rimanere nello stadio precedente di non conoscenza. È anche questo un mondo parallelo, una realtà a parte in cui ci si rinchiude.

D’altro canto, una cosa può quindi essere ritenuta reale fino a quando non si interviene per appurarne la veridicità: ma nel momento in cui lo si fa, potremmo riprendere, si è compiuta una manipolazione del sistema, invalidando la verifica.

Se questo sia sempre vero, non lo so.
So che ad esempio se sono in coda e c’è la fila di fianco che sembra scorrere più veloce (il più delle volte è solo un’impressione), se mi sposto, la fila che ho lasciato sembrerà prendere a scorrere essa stessa più veloce. Lo avrebbe fatto lo stesso se fossi rimasto al mio posto? Magari sono io a rallentare il traffico?

Ecco, sarebbe bello trovare delle risposte sulla piccola realtà quotidiana con degli esperimenti di fisica. In realtà penso che già qualcuno li faccia, basti pensare al fatto che esistono i Premi Ig Nobel per premiare le ricerche scientifiche assurde o improbabili.

Io vorrei ad esempio qualcuno che studiasse il metodo migliore per entrare in auto quando piove, bagnandosi il meno possibile. Io non ho ancora capito se

1) Con l’ombrello aperto, apro la portiera, chiudo l’ombrello, entro in auto
oppure
2) Con l’ombrello aperto, apro la portiera, mi siedo tenendo con la mano sinistra l’ombrello fuori, lo chiudo, chiudo la portiera

cambi qualcosa.

Quindi in virtù di ciò, oltre all’esempio fatto sopra, avrei qui una lista di suggerimenti per ricerche scientifiche che, anche nel caso non portassero vantaggi all’umanità, almeno soddisferebbero la mia curiosità:

  • Il modo migliore per staccare lo scotch trasparente evitando che il pezzo appena tagliato si attacchi o attorcigli su sé stesso o che si pieghi attaccandosi sotto al bordo del tavolo
  • Se esiste un fondamento scientifico al fatto che una persona, di spalle, se osservata, si giri
  • Un modello matematico che spieghi la percentuale di calzini che si perdono durante il lavaggio
  • Il tasso di scomparsa tra le mura domestiche degli oggetti inutili che improvvisamente ti servono e non trovi più
  • La popolazione umana che tra 50 anni avrà la gobba da smartphone e il peso che avrà tale patologia sulla spesa sanitaria
  • Uno studio maxillo-genetico sulla popolazione maschile bianca statunitense che trovi le cause della mascella ipertrofica di cui sembrano affetti molti uomini adulti (e anche qualche donna, direi)
  • Il motivo per cui un gatto se ne sta immobile per ore davanti a una porta chiusa o una ciotola vuota e, poi, una volta aperta la porta o riempita la ciotola di cibo, se ne va voltandoti le spalle

Come sempre, sono ben accetti suggerimenti. C’è qualcosa che vorreste la scienza vi rivelasse?

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10 Pensieri su &Idquo;Guarda quanti mondi. Guarda, mondi di quanti. E tu cosa cerchi?

  1. Il metodo e sequenza migliore per lavarsi i denti. Per quanto io sostengo ed utilizzo una buona spazzolata di circa venti secondi su ogni lato della dentatura seguita da una spazzolata veloce all’interno guancia, lingua e palato. Dopo aver reso ben pulita la bocca mi taglio un po’ le gengive con il filo interdentale e finisco il tutto con del buon collutorio, il più forte che ho trovato, cosi da disinfettare per bene il tutto. Ma ogni volta il dubbio persiste: ci sarà un metodo migliore?

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  2. A molte spiegazioni c’è la classica legge di Murphy, ma hai sollevato un ottimo punto. Bravo, la soluzione scientifica può aiutarci a superare le nostre più grandi difficoltà. Persino capire perché mi appresto sempre all’ultimo a fare le cose.

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  3. Mi ha anticipato Tiols con le inossidabili leggi di Murphy. Dove c’è anche quella che: se provi a dire una cosa, la dirà un altro un attimo (o anche un giorno, vabbè..) prima di te.
    E funziona con tutto quello che non ti funziona. Cioè con la stragrande maggioranza delle cose, degli avvenimenti e dei propositi.
    Ciò non significa per forza prenotare sempre le Filippine durante tsunami e terremoti, ma eleggere a Regola Infallibile le Piccole Contrarietà. Dal parcheggio introvabile, alla pioggia del weekend, alla febbre a Natale (anche se quest’ultima non lo so quanto è classificabile nelle contrarietà.. eheh..)

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  4. In famiglia da anni ci poniamo un quesito, anche noi sulla pioggia: quando piove conviene correre o camminare normalmente? Se corri passi meno tempo sotto l’acqua; ma spostandoti più velocemente può essere che ti colpiscano più gocce di quelle che ti spetterebbero se andassi più piano…

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Si accettano miagolii

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