Avevo un titolo, poi è svanito in un lampo oltre il muro del tuono

foto presa da internet

La punta del naso si appiattisce contro il vetro, che si appanna di una condensa ovale. A volte ancora mi perdo a giocarvi facendone disegni. Osservo l’acqua che scende copiosa da nubi cineree. Anche l’atmosfera sembra appannata. Sullo sfondo, alberi, colline e tessuto urbano sono soltanto delle opache figure. Il cielo si illumina all’improvviso. Vedo il fizz e conto i secondi che mancano al kaboom. Seguo con lo sguardo le gocce che scorrono lungo le maglie romboidali di una rete. Immagino che stiano gareggiando le une con le altre. Punto su una di esse, scommetto che scenderà prima dell’altra. No, invece: è precipitata a metà strada. È un vero peccato.

Penso.

Ti piace la pioggia? mi chiedesti inclinando la testa, sorridendo.
Mi piace nella misura in cui non comporti il bagnarsi e prendere freddo. Se sto al coperto, al caldo. Altrimenti, è solo un gran fastidio.

Non è sempre tutto così fascinoso come in un quadro del Romanticismo tedesco. Ma stabilendo le opportune distanze, io di qua e le intemperie di là, si può andar d’accordo.

Ci sono persone che si deprimono durante un temporale. Altre che sono terrorizzate da lampi e tuoni. Un po’ come il mio gatto, che quando infuria la tempesta gli viene il pelo sulla schiena a pinna di squalo e vuole accucciarsi addosso a qualcuno.

Io invece mi rilasso. Seguo il cielo che si scarica e percepisco fuggir via anche i pensieri. Le tensioni si allentano. Non amo le giornate con il cielo coperto da una cappa grigiastra, senza pioggia. Mi opprime il cuore e mi crea attesa d’altro. O che si apra svelando il Sole o che lasci scorrere l’acqua, purché si decida prendendo una strada.

Come spesso dico a me stesso. Prendi una strada.

Nel cielo mi rifletto come se fosse il mio specchio d’acqua.

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16 Pensieri su &Idquo;Avevo un titolo, poi è svanito in un lampo oltre il muro del tuono

  1. A me piacciono i tuoni che spaventano.
    Ti prendono alla sprovvista, di solito nei momenti in cui sei così tra le nuvole che a riportartici per forza di cosa sarà il cielo stesso.

    Cosa disegni sui vetri appannati?

    Mi piace

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