Quando arrivo al terzo movimento, mi sento presto agitato

Ci sono sempre dei momenti in cui si sbaglia tempistica.

Io, ad esempio, mi sento spesso l’uomo del momento sbagliato. È un momento sbagliato per dire questo, hai atteso troppo. È un momento sbagliato per fare questo errore, perché già siamo oberati di lavoro. È un momento sbagliato per rompere la macchina. È un momento sbagliato per farsi avanti con quella donna, è un momento sbagliato per dire delle cose che forse non hanno mai un momento giusto, come delle situazioni che non hanno in realtà un proprio vero momento mai.

Ci ripensavo guidando mentre tornavo a casa. Mi si erano un po’ inumiditi gli occhi, ma va bene, almeno le lenti a contatto si mantengono ben idratate. Mi pento sempre di aver cominciato tardi a indossarle, si sta una meraviglia. Sapete come ho imparato a metterle? Toccando col dito (pulito e lavato, ovviamente) la parte bianca dell’occhio. No, non fa male, non sente niente. Una volta presa confidenza, una lente appiccicata sulla cornea non mi faceva effetto, perché non avevo più un blocco ad avvicinare qualcosa all’occhio.

Era una questione di sclera, quindi.

Altre volte è questione di scleri, invece.

Sì, ho raccontato delle lenti a contatto solo per arrivare a questo gioco di parole, ma è vero che avevo gli occhi lucidi.

Alla domanda: ma ti sentiresti male ad allontanarti perché non sarebbe carino o…io interrompo prima che finisca la frase.

Perché vorrei dire: scema. Scema scema scema scema scema scema e ancora scema. Scema se pensi che sia una forma di cortesia, un doverismo. Se sono triste non è perché abbandono una persona che attraversa un grave momento di difficoltà, ma perché abbandono una persona, punto. So cosa ho detto, ero presente ai miei scleri, ma non era il momento neanche quello.

Purtroppo succede sempre così. Si conosce qualcuno, prima, ci si prende, poi. Infine arriva la terza parte, quella del redde rationem.
E io vado in agitazione.

Vado a toccarmi la sclera per verificare se sente qualcosa. E a riflettere su questa cosa della tempistica: è una gran sciocchezza, il tempo è una puttanata, si sappia. Noi umani abbiamo questa concezione di passato, presente e futuro come parte di una freccia che va avanti verso l’infinito e oltre. Non è vero niente, non esistono passato, presente e futuro ma solo delle istantanee di ogni singolo momento, come se fossero tanti “presenti” sovrapposti.

E allora perché non siamo mai sempre e comunque presenti a noi stessi? Siamo umani, dunque. E, come tali, sbagliamo istantanea. Giusto?

30 Pensieri su &Idquo;Quando arrivo al terzo movimento, mi sento presto agitato

  1. Capisco perfettamente il tuo problema con i tempi, pensa che io ancora indosso gli occhiali.
    Per me la cosa peggiore è vedere gli altri e pensare che non sbagliano mai il momento. Arrivano o vanno via sempre al momento giusto, bruciandomi sul tempo, intanto che io penso che si possa agire…

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  2. Molti filosofi hanno detto che il passato, il presente ed il futuro sono tutti fusi insieme contemporaneamente… a volte intuisco che è così, a volte mi sembra una minchiata.

    Dove sta il vero non so. So che a meno che tu non sia un rettiliano 😛 siamo umani e come tali fallaci…

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  3. Giusto! O troppo presto o troppo tardi…non è tempo per noi diceva Lucianone nostro quando ancora faceva canzoni decenti. Ma, restando alla canzone, almeno per quanto mi riguarda ho anche la fortuna di avere una donna paziente “rassegnata ai miei guai”

    P.S. Io porto ancora gli occhiali, per dire!

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  4. Poche volte mi è capitato di essere al posto giusto nel momento giusto o di fare la scelta esatta nel momento più opportuno… Ma chi può dire in fondo se ciò è vero o è solo una mia sensazione!?! E’ un po’ come fare il processo alle intenzioni non ti pare? Tante volte è il cuore a scandire il tempo… altre il proprio carattere o la propria maturità. Io è una vita che porto le lentine… ma adesso mi piaccio pure con gli occhiali 🙂

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  5. Se sbagli i tempi dovresti comperare un metronomo… regola i battiti dei movimenti in modo regolare… l’unica cosa è che il metronomo può essere regolato in lento, medio, adagio, veloce… se si potesse con il tempo… fossi in te, non mi lamenterei tanto. Ho una vita davanti e il tempo perso è solo l’occasione per recuperarne di buono, a prezzo giusto!

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  6. Io non posso portare le lenti a contatto, se non per brevi periodi, perché se no poi non riesco a staccarle. Una volta ho dovuto lavare gli occhi con abbondanti lacrime artificiali.
    È la pura verità, ma descrive anche bene il mio rapporto con le persone.

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  7. La prima volta che ho provato a mettere le lenti a contatto è stato quando avevo più o meno 15 anni: è stato un fallimento su tutti i fronti e dopo circa una settimana di lotte e battaglie per metterle, sopportarle a scuola, toglierle, alla fine ho rinunciato.
    Ho deciso di riprovarci un paio di anni dopo e nel frattempo era uscito un nuovo tipo idratatissimo, ed è vero che metterle e toglierle è stato comunque problematico all’inizio ma almeno le tolleravo molto meglio sull’occhio!
    Ora sono LAC dipendente. E le metto e tolgo senza nemmeno bisogno di uno specchio. A volte uso anche le LAC colorate e mi diverto un casino!^^
    Riguardo ai omenti sbagliati…io ho sempre sostenuto che uno dei maggiori problemi dell’umanita sia la mancanza di sincronizzazione. Che pare ridicolo detto così, ma immagina anche solo se tizio ama tizia che ama caio, però poi scopre che in realtà ama tizio ma nel frattempo tizio ha trovato sempronia. Per via di una scarsa sincronizzazione delle persone hanno sofferto e stanno soffrendo! Che poi è il tuo sbagliare tempistica.
    Ok so che ho scritto un poema. XD

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    • Mi viene in mente una scena dei Simpson:

      “sincronizzati fratello, sincronizzati!”

      Ecco credo che forse le persone debbano imparare a sincronizzarsi, ma come si fa? Cioè più che ingranaggi precisi, come le palline di un orologio che scendono e risalgono, siamo biglie di un flipper, andiamo di qua e di là a caso

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