Bridge over troubled water (un gatto in calzamaglia)

Ammetti che vorresti una calzamaglia e un cavallo bianco.
Sì, certo. Come no.

È stata il mio incubo da bambino. Ogni Carnevale ero costretto a indossare travestimenti ridicoli esibendomi in calzamaglia con le mie gambette secche che pure se non fossero state due stuzzicadenti come le gambe di Lupin, sarebbero stato ridicole lo stesso.

E poi suvvia, come si fa a prendere sul serio eroi conciati in questo modo?
E ammesso e non concesso che voglia sentirmi eroico, il cavallo lo preferirei nero.

E allora vuoi fare Zorro?
Sì, mi garba. Primo perché indossava i pantaloni. E poi perché era tutto vestito di nero.

Si fa per dire, comunque. Non voglio certo fare l’eroe. Tanto per cominciare non ne ho la stoffa, quindi non posso farmici il vestito. Di tessuto ne ho giusto un quadrato, al massimo potrei ricavarci un fazzoletto.

È tutto quello che ho da offrire. Te lo porgo, se hai lacrime da asciugare. E pure se non le hai o non le mostri, tieni lo stesso il mio fazzoletto. Facci un nodo, se vuoi. Che tu possa ricordarti di me.

E io come farò a ricordare senza fazzoletto? No, non c’è problema. La mia testa immagazzina sempre tutte le cose, anche troppo. Infatti vorrei chiamare un architetto e fare un po’ un restyling degli ambienti per fare spazio. Vi ricaverò qualche stanza luminosa e accogliente. Oh, no, non è per me. Già ho le mie, di stanze, in cui mi ci infilo. No, questa sarà una stanza dove poter fare quello che pare e piace. Pure danzare, perché no. Senza téma magari di cadere, perché ci sarò a prenderti.

E poi voglio una piscina. La metto al piano di sotto, all’altezza del petto.
Per ogni volta che al cuore verrà voglia di farsi un tuffo. Pare che stia accadendo di frequente, da quelle parti.

(va bene Simon & Garfunkel, ma il Man in Black è il Man in Black)

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25 Pensieri su &Idquo;Bridge over troubled water (un gatto in calzamaglia)

  1. Ad una rrecita natalizia all’asilo per la natività chiesi di fare Erode. Lo pretesi. Ero il narratore.. senza me niente recita. Dovettero accogliere la richiesta. Il problema è che a Carnevale, l’anno dopo… ero un re senza scettro, un genocida di massa!

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  2. Mia madre da piccola mi fece vestire da papero. Da allora non sono più la stessa.
    L’anno dopo mi riscattai con D’Artagnan, vestito riciclato da mio fratello. Lui si era vestito da mostro carcerato… non l’ho mai battuto con i travestimenti.

    “Si fa per dire, comunque. Non voglio certo fare l’eroe. Tanto per cominciare non ne ho la stoffa, quindi non posso farmici il vestito. Di tessuto ne ho giusto un quadrato, al massimo potrei ricavarci un fazzoletto.

    È tutto quello che ho da offrire. Te lo porgo, se hai lacrime da asciugare. E pure se non le hai o non le mostri, tieni lo stesso il mio fazzoletto. Facci un nodo, se vuoi. Che tu possa ricordarti di me.”

    Splendida parte!

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