Vicino a te non ci sto più

Ovvero, quelle persone che ci si ritrova come vicini di posto o durante un viaggio (in treno, autobus, aereo) o quando assistiamo a uno spettacolo e che ci allietano (più o meno) il tempo trascorso in comune. Ecco una lista degli esemplari più interessanti (e anche fastidiosi, in certi casi).

Sapore di male – Quello con l’alito pugilistico in grado di stendere perfino Mike Tyson. Anche con la bocca chiusa riesce a far avvertire alle vostre narici il flusso malefico del cavo orale. Potete avere certezza, inoltre, che aprirà bocca per chiacchierare con voi.

Profumo di male – A fare il paio con il tizio di sopra (a volte si tratta di un’unica persona) ci pensa l’individuo con una poco invidiabile flora batterica ascellare che sparge il proprio afrore nei dintorni, allenando gli altri a battere record di apnea. Con invidiabile disinvoltura alzerà di tanto in tanto le braccia sventolando la pezzatura degli abiti proprio sotto al vostro naso.

Rocchetta – Legge di Murphy vuole che la persona che sarà seduta all’interno dovrà alzarsi più e più volte per andare al bagno, costringendovi a interrompere qualsiasi cosa stiate facendo. Gli attacchi diuretici si intensificheranno appena vi sarete assopiti. Dopo, voi non riprenderete più sonno, mentre il disturbatore, espletate le formalità urinarie, si addormenterà beato.

L’autobiografico – Questa è la mia vita, come cantava Ligabue e come il nostro passeggero ci tiene a far presente. Senza che nessuno gliel’abbia chiesto inizia a raccontare la propria storia personale, con dovizia di particolari. Spesso si tratta di persone anziane e, va detto, è anche piacevole e istruttivo ascoltare i loro racconti. Ma quando incontrate un 45enne single che vuole sapere da voi perché la ragazza che frequenta da un paio di mesi gli dice che devono vedersi solo quando dice lei e lui non ne capisce il motivo, la cosa diventa alquanto imbarazzante. True story.

Il fatto quotidiano – Partendo da un qualsiasi pretesto come può essere il ritardo del treno o dei lavori in corso, comincerà a discorrere di attualità e politica in maniera critica, polemica e pungente. La vostra opinione sarà del tutto irrilevante: in effetti, i suoi discorsi somigliano più a un lungo monologo.

Ciccio di Nonna Papera – Quello che o dorme e russa pesantemente producendo il rumore di un reattore o mangia in maniera scomposta e sguaiata durante il viaggio, spargendo briciole dappertutto, ovviamente anche sui vostri vestiti.

Qui, Quo, Qua – Ovvero, l’allegra famigliola numerosa i cui bambini allieteranno il viaggio non stando mai fermi un solo minuto, urlando, saltando, schiamazzando, rovesciandovi addosso bevande e cibo e tirandovi anche qualche calcio, il tutto nell’assoluta imperturbabilità dei genitori, i quali fingeranno di volerli tenere a bada richiamandoli all’ordine ma in realtà staranno segretamente gongolando perché penseranno che una volta tanto i graziosi pargoli si sfogano rompendo i maroni a qualcun altro.

Libera uscita – Cosa c’è di peggio dei bambini descritti sopra? Un’intera scolaresca, of course. Se non siete muniti di tappi per le orecchie, preparatevi a uscirne storditi a causa dell’interminabile vociare scassatimpani.

Mary Poppins – Una qualsiasi donna di questo pianeta. Durante il viaggio la vedrete  tirar fuori l’impossibile dalla propria borsa o zainetto di dimensioni ridotte. Comincia col lettore mp3, poi prende un libro, poi la merenda, poi l’acqua, poi un altro libro, poi un cappello, poi un maglione…mentre voi starete bestemmiando perché non riuscite a rimettere a posto il pacchetto di gomme che avete preso dallo zaino. La genialità dell’ottimizzazione degli spazi.

Edward mani di frolla – La persona che è in grado di far cadere qualunque cosa che passi dalle proprie mani. E fin quando si tratta del cellulare, di una bottiglietta d’acqua e così via…ma quando dovrà prendere il trolley che è parcheggiato proprio sopra di voi, suderete freddo. Occhio inoltre a quelli che hanno in mano bevande bollenti.

Il Führer – Quello che, come Hitler, ha bisogno del suo lebensraum e tende a invadere la vostra zona. Prima comincia con l’occupare il bracciolo come la Germania fece con parte della Cecoslovacchia e voi pensate Beh, pazienza, in fondo era suo in precedenza e poi a me resta comunque l’altra parte. Mettere in atto una tollerante politica di appeasement è un madornale errore. Dal bracciolo passerà a sconfinare nella vostra zona con il gomito ossuto puntato ai vostri fianchi, mentre le gambe attaccheranno dal basso invadendo anche la zona riservata ai piedi e, in poche mosse, il blitzkrieg sarà compiuto. A quel punto, non lo farete più indietreggiare a meno di non entrare in conflitto aperto.

Il confuso – Chiede se il mezzo sia quello giusto, quali siano le fermate, quale sia la destinazione, se il biglietto che ha vada bene, cosa dovrà fare una volta arrivato e tante altre domande ancora. Vi farà compassione e, una volta che sarete scesi, vi chiederete se riuscirà a raggiungere la meta o finirà a Chi l’ha visto nell’elenco dei dispersi.

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Il commento tecnico – Come un vero opinionista sportivo, sente il bisogno di commentare in maniera inutile e superflua cose ovvie ed evidenti durante la proiezione di un film o la visione di una partita. Di ciò che dice a voi non fregherà proprio nulla, anzi, preferireste che stesse zitto e sperate che non dandogli corda e limitandovi ad annuire si plachi. Non sarà così. Hai fatto bene a sottolinearlo, Fabio (cit.).

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63 Pensieri su &Idquo;Vicino a te non ci sto più

  1. ho fatto l’ultimo viaggio Roma – Lecce in compagnia di una single cozzara appartenete alla categoria “l’autobiografico” che, complice proprio il concerto di Ligabue a cui era stata, ha raccontata tutta la sua vita (inclusi i sordidi dettagli) al romanaccio seduto accanto a lei e difronte a me … a volte ci vorrebbe davvero il napalm, eh

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  2. Bravo, Gin. Mi mancava leggere e mettere tick su tutto ciò che succede anche a me. Comunque hai dimenticato una categoria fondamentale, di cui ti lascio immaginare l’appellativo: quello che ci prova. Che speri scenda a Firenze, invece tira avanti fino a oltranza con te – che ovviamente non puoi scappare.

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  3. Ho fatto un “celo, manca” mentale e praticamente mi mancano solo i bambini rompicoglioni. Ho viaggiato con bambini rompicoglioni, eh, ma rompevano un po’ a tutti i passeggeri con urla e corse forsennate, senza prendersela con nessuno in particolare.

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  4. Chissà se la tua Mary Poppins ero io 😉 in genere, viaggiando in treno, in borsa faccio entrare l’inverosimile: computer, caricabatterie, ipod, cellulare, libro di lettura, libro di studio, penne, evidenziatori, sciarpa “che se c’è l’aria condizionata poi t’ammali”, maglia, fazzoletti, un maggiordomo, un coniglio bianco, un buon non compleanno… 😉

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  5. oddio io sarei qui, quo, qua…con l’unica differenza che non so se sarebbero più fastidiose le mie sgridate al quattrenne o le sue pestifere azioni!!!

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  6. Scrivete già tutti gli articoli che vorrei scrivere iooooo!! X(. il viaggio in treno è davvero un’ esperienza antropologica fantastica! Sono splendidi i tipi umani che ho incontrato.. Io da curiosa non mi sono mai risparmiata.. Anzi una volta.. ma ero fidanzata.. colpo di fulmine sul treno.. Adoro i treni.

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Si accettano miagolii

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