Un viaggio parte dal punto in cui hai lasciato te stesso l’ultima volta

Ancora qualche giorno e mercoledì poi volo a Barcelona. Destinazione Primavera Sound. Cos’è il Primavera Sound? Secondo me sarà tipo il gay pride degli hipster. Non lo dico in senso dispregiativo, è bello che ci sia una manifestazione dove possano riunirsi, esternare la loro hipsteria, toccarsi la barba a vicenda. Gli hipster sono persone come noi e non vanno discriminate. Io poi penso di essere metrohipsterosessuale: non sono hipster, ma ho la barba* e le camicie a quadretti come un hipster e frequento posti da hipster.
* Ci tengo a precisare che la barba la taglio stile Wolverine: meglio passare per nerd puro e semplice che per un indieman.

Io ci vado per i seguenti 5 motivi:

Queens of Stone Age
Arcade Fire
Pixies
Slint
Nine Inch Nails

Il resto, a parte qualche cosa che mi incuriosisce, fottesega, come dicono a Parigi. L’indie ha preso generalmente a darmi sui nervi. Ne ho piene le tasche di gruppi da due PLIN PLON in croce, la voce lagnosa tipica di chi ha appena scoperto che i jeans preferiti sono ancora stesi ad asciugare e una tastiera rarefatta, col delay che suoni una nota oggi e campi di rendita per 3 concerti.

Eh, però son geniali!
Per cortesia, allontanati, mi provochi un rash cutaneo.

Noto che una particolarità dell’epoca in cui viviamo è la facilità con la quale si concedono le etichette di “arte” e “genialità”. A me piacerebbe premiare cotanto talento in questo modo:


L’altro motivo di interesse per me sarà rivedere Barcelona, che mi piacque quando ci son stato 2 anni fa. Mi sentivo a casa. È una città simile a Napoli, per clima (anzi, fa più caldo e piove meno), carattere delle persone e quant’altro, però più sviluppata e organizzata. Lo dico con un pizzico di mestizia.

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Roarrrr…sput sput – Parc Güell 2012

Non andrò da solo, saremo in 6. Confesso che, in realtà, non mi sento tanto motivato. Provo nostalgia di un viaggio in solitaria. Sarà che mi sono abituato a viaggiare da solo e soltanto di recente ho viaggiato in compagnia. Quando non ero single non sono mai riuscito a fare un viaggio con lei. Io per sua madre ero un bravissimo ragazzo, serio, educato e bla bla. Tranne quando si trattava di fare un viaggio in coppia: lì – immagino – io perdevo tutta la mia serietà e dormire insieme era da maleducati. Tra l’altro, son discorsi che lasciano il tempo che trovano, perché tanto comunque non è che si possa impedire a due persone di passare del tempo da sole. In fondo, però, come si dice: occhio non vede…occhio non vede. Ma lasciamo perdere.

Viaggiando da solo, dicevo, ho sviluppato ritmi e abitudini non conciliabili o conciliabili solo in parte con un viaggio in comitiva:

  • Mi piace l’idea del distacco totale e l’immersione in un’altra realtà.
  • Mi piace mandare all’aria i programmi e orientarmi a sensazione. In realtà sono il tipo che scrive tutto nel dettaglio, compresi mezzi da prendere, zone, ecc., ma poi, una volta arrivato, il programma si dilata, diventa elastico, va a parare altrove.
  • Mi piace fermarmi a guardare un quadro in un museo per tutto il tempo che voglio.
  • Mi piace all’improvviso sedermi su una panchina sotto un albero semplicemente per godere dell’ombra, del vento, del profumo del mare/dei prati, senza dover rendere conto a qualcuno.
  • Mi piace, per una mera questione di sopravvivenza, essere “costretto” a parlare con gli sconosciuti, in un’altra lingua.
  • Mi piace poter osservare. Cogliere dettagli della vita di una città diversa dalla mia, senza essere distratti da qualcuno.
  • Mi piace fermarmi a riflettere davanti a un tramonto, una lapide, un paesaggio, una qualsiasi cosa che mi sia d’ispirazione.
  • Mi piace visitare i parchi cittadini, controllare se c’è uno specchio d’acqua e guardare che pesci vi nuotano dentro.

Un giorno vorrei farmi inghiottire da un posto qualsiasi nel mondo e non tornare mai più.

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35 Pensieri su &Idquo;Un viaggio parte dal punto in cui hai lasciato te stesso l’ultima volta

  1. Ecco ora ho voglia di andare a Barcellona!!!!

    (per quanto riguarda i viaggi….. io non amo quelli in “compagnia” e proprio da sola non mi piace, del resto son portata alla condivisione. Se potessi scegliere i miei viaggi sarebbero sempre a due, ma non a due “coppia”, ma a due “amici”

    (aspettiamo reseconto, a meno che un posto non ti ighiotta :* )

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  2. Gin! Tu che vai a vedermi un festival. Gin! Tu che vai a vederti i QOTSA. Gin! Tu che non mi hai citato i Kvelertak nonostante la mia promozione ossessiva! ahahahah.
    A parte questo, beh, non proprio a parte, attendo il report delle giornate spagnole e del festival.
    Anche io ho i miei ritmi nel viaggiare. Li adatto a quelli della persona che viaggia con me, anche perché spesso condividiamo lo stesso modo di viaggiare e muoversi. Non c’è grande difficoltà perciò!
    Intanto ti auguro di divertirti Gin! 😉

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  3. Non vorrei deluderti, ma anche in ampia compagnia sembri vivere “un distacco totale e l’immersione in un’altra realtà”.
    Lo spagnolo un’altra lingua??? Basta aggiungere una “s” finale all’italiano e il gioco è fatto.

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        • “Io preferisco immaginarmi come colei che osserva l’essenza”

          Giusto così, diciamo definizioni modeste e umili!

          Secondo me sarebbe divertentissimo un viaggio insieme!…E mi fa paura allo stesso tempo

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          • Non apprezzo la falsa modestia e nemmeno chi spacca il cazzo con l’esigenza di umiltà.
            In compenso tu sei un cagacazzi bastian contrario al quale da fastidio tutto, senza una fondata ragione. Quindi non scagliarmi la prima pietra che di sicuro ti torna indietro.

            Sarebbe divertentissimo coglierti quello sguardo perso nel vuoto e ricordarti, invece, che esisti.

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      • ahahahah scontro tra due civiltà e visioni di vita diverse…no ma ce ne è più di una, comunque. Un bicchiere è un vaso. L’aceite è l’olio, uscire è salir. Ma ce ne stanno tanti di falsi amici.

        Però a me lo spagnolo piace. Come suono, proprio. Cioè, anche se dici Plaça de catalunya, con quella voce profonda, sembra tu stia dicendo a una donna “vieni con me e fuggiamo insieme” 😀 (evvai, facciamo del luogocomunismo, un po’ come dire che a parlare tedesco sembra che tu stia sempre incazzato XD)

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          • Mai stato in Spagna… bah… probabilmente ci andrò anche, un giorno, forse, se ho voglia… ma prima cerco di andare dove il sole dura più ore che la notte e viceversa.

            Bah, non è che i teteski non si facciano capire in maniera gentile… solo che devi tarare la tua percezione di gentile Gin! Eheheh

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  4. sul fatto di fare un viaggio in coppia pre-matrimonio la storia non mi risulta nuova. se dovessi inventarmi di uscire una notte intera, ok, va bene. magari gliela fai sotto il naso, dai! ma un viaggio no. è assurdo. mi ricorda la storia di una ragazza che la madre non la faceva mai uscire con le amiche per paura che stesse con qualche ragazzo. poi la mattina a scuola tirava buca e se ne andava a zonzo con un suo compagno di classe…… strana la cosa,no?
    che poi sta storia di hipster l’ho già sentita da jax…secondo me se ci trovi Suor Cristina, li a Barcellona, non ti meravigliare!

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    • Tu pensa, comunque, che i primissimi tempi la madre non voleva che lei uscisse quando appunto la sig. madre non era in casa. Cioè, immagino, paura che ci si infilasse di soppiatto in camera?!

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      • pur volendo basta che si calcolano i tempi, i genitori escono, il ragazzo passa a casa della fidanzata, una mezz’oretta e il gioco è fatto. o sbaglio? tutto dipende dalla fiducia che dai ad una figlia. se sai che non ne è capace, basta lasciarla libera e guai non ne combina!

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  5. “maleducati” è un interessante eufemismo :-/
    oibò, sarai a barcellona, ghìn. io anche, ma mi sa che arrivo quando tu torni, se la tua permanenza corrisponde con le date che ho trovato in rete del primavera sound. peccato, sarebbe stato molto buffo un incontro blogger in catalugna.

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  6. Qualche brivido di ribrezzo per il ritrovo barbahipster l’ho avvertito. Pensa che ho appena finito un corso di letteratura con un prof barbahipster. Magari lo trovi a Barcellona!
    Dei QOTSA è una vita che mi dico di ascoltare qualcosa, ma ancora non l’ho fatto. Consigli?

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    • Corso di letteratura con barbahipster. Ok. Fai conto io ti stia dando in questo momento una pacca di comprensione e solidarietà sulla spalla.

      Dei QOTSA ti consiglio Songs for the deaf. È il miglior album uscito nel decennio 00

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Si accettano miagolii

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