La ragazza di 10 isolati più in là

Mi è capitato di ascoltare una definizione che pensavo fosse confinata agli anni ’90: la ragazza della porta accanto. Un concetto che mi è sconosciuto: non vivendo in un condominio ma in una strada di villette familiari e palazzi di massimo 3 piani, la densità abitativa diminuisce ed è meno probabile fare incontri interessanti. Credo dovrei spostarmi di un paio di chilometri, altro che porta accanto.

Ho un vicinato, inoltre, abbastanza noioso. Anche perché viviamo in un contesto dove ognuno si fa i fatti propri ed è estremamente riservato. Per quanto ne potrei sapere, qualcuno potrebbe avere un cadavere nel congelatore o uno schiavo legato alla catena in cantina, stile Danny the Dog.

C’è la vicina zitella nubile over 40 che mi vede e scappa. Proprio così, l’avevo già accennato. È in giardino a stendere i panni, curare le rose, qualsiasi altra attività, ti vede uscire e puff! scompare più veloce di Speedy Gonzales.

Nel palazzo di fronte ho due signore anziane (una vedova e l’altra divorziata) e, all’ultimo piano, la famiglia principesca. Quelli che negli ultimi tempi si son stufati del loro anziano cagnetto e hanno preso un pastore tedesco con tanto di pedigree, più adeguato al loro rango. Il cagnetto stanno aspettando che tiri le cuoia, hanno così tanto interesse per lui che a volte lo dimenticano fuori al cancello e me lo ritrovo quando rientro la sera tardi che vorrebbe infilarsi dentro casa mia.

Abbandonando la mia noiosa strada, una storia buffa è invece quella del mio migliore amico. Lui ha realmente trovato la ragazza della porta accanto, difatti le loro case sono confinanti. Tanto che, in passato, credo le famiglie siano anche state in lite per questioni di balconi o che altro. La cosa che la rende buffa è che in 23 anni non si erano mai incrociati sotto casa, si son incontrati in tutt’altro posto e in tutt’altra occasione.

Adesso invece fanno tutto assieme, probabilmente per recuperare il tempo perduto. In 7 anni pensavo ne avessero già recuperato abbastanza, ma non è così. La scena per me più divertente è in occasione delle partite di calcio. A me il calcio, se devo seguirlo da solo, tedia. Mi piace commentare, contestare, fomentare, quindi guardo le partite a casa del mio amico. La scena è questa: uomini (io, lui, fratello, cugino, padre) in una stanza a guardare la tv, donne (fidanzata di lui, fidanzata fratello, sorella, madre) in un’altra stanza a fare conversazione, sbucciare fagioli o quant’altro. Mi sembra un’immagine di altri tempi, Italia del boom economico, 600 Fiat, Carosello.

Ultimamente stiamo giocando a calcetto, con cadenza quasi settimanale. La scena si ripete: uomini in campo (io, lui, fratello, cugino, cognato del fratello) e donne a bordocampo (fidanzata di lui, fidanzata fratello, sorella, fidanzata cognato).

Mancava la chiusura del cerchio e si è provveduto: giovedì scorso abbiamo giocato con uomini e donne misti in campo.

Secondo me quando andranno a vivere insieme si sposeranno andranno pure al bagno insieme.

È tutto molto bello, per carità. È probabile che amore sia quando puoi metterti le dita nel naso in sua presenza. Ma io la prossima ragazza che trovo non me la voglio portare dappertutto, né voglio ammorbarla stando ovunque vada lei. Sì, mi va bene la ragazza di 10 isolati più in là.

(Il tutto mi ha riportato alla mente questo film francese esilarante. Dialogo al min. 51:40)

56 Pensieri su &Idquo;La ragazza di 10 isolati più in là

  1. Anche io abito in un quartiere residenziale, di villette separate e di palazzi con massimo 4 appartementi, ognuno con giardino. Oltretutto ognuno si fa i fatti suoi, come dici tu, potrebbero essere tutti dei serial killer per me. Non mi sarei stupita se l’attualissimo serial killer delle prostitute di Firenze fossero venuti a pescarlo nella mia via. Quindi quando vedevo nei film americani, vicini che portano biscotti e crostate, vicine che bussano e vanno a parlare con gli altri, ragazze e ragazzi della porta accanto che pomiciano e sono fighissimi, sono stata sempre un pò invidiosa. I vicini della mia età non mi portano biscotti e non mi salutano quando passano in macchina. Ma soprattutto, sono brutti e antipatici.

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  2. Il mio vicinato è tranquillo quanto il tuo… ho solo una coppia, della casa di fronte, che a volte da di matto ed incomincia a sparare i suoi problemi in edizione stereofonica. Il resto è tutto tranquillo. Ho anche io un vicino che ha dei problemi di identità: quando siamo sulle scale di casa mi saluta, quando siamo fuori dalla porta del condominio non mi riconosce. A volte ho la sensazione di avere indosso un paio di baffi posticci e gli occhialoni con il naso che non mi fanno riconoscere. Boh.
    Il resto è algida “facciamoci gli affari nostri” di tedesca natura. E non sai quanto ringrazio.

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  3. Io vivo in un condominio, ma anche qui non c’è nessun ragazzodellaportaaccanto (ahimé): solo vecchietti e famigliole.
    Quindi, speriamo nei 10 isolati! 🙂
    (che poi mi sono sempre chiesta: quanto è un isolato?!)

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  4. giammai fare tutto insieme, Gintoki-chan!
    Anzi, consiglio partner con interessi spaiati ma seguiti con passione, onde aver terreno facile per occuparsi dei propri. Della porta accanto? Troppo vicino. Meglio di un’altra città, magari comoda d’autostrada e di treno.
    Anche da sposati…

    scherzetto!

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  5. I miei vicini? Sul mio pianerottolo un frocio d’antan raffinatissimo sui 75 anni, fuma quanto me, strapieno di amici e amiche, esce tutte le notti, talvolta ci incrociamo nel portone alle 3 e viene da me per “l’ultimo caffettino”. E’ la mia fotocopia al maschile, abbiamo anche gli stessi gusti in merito ai giovini.
    Sotto c’è il milanese che parla a raffica e che deve sempre essere d’aiuto in qualcosa per chiunque. Sopra famiglia madrepadrefigliofiglia tutti con la testa sulle nuvole, distratti e strambi. Al secondo piano c’è Luigi, un ragazzo del sud con un B&B, probabile frocio, ma dice che ancora non lo sa bene e intanto dipinge dipinge dipinge. Al piano ammezzato il dentista russo, bell’uomo, che a fine giornata esce con la birrozza in mano e il caVello biondo spettinato.
    Non ce n’è uno normale qua in mezzo. E andiamo tutti d’accordo. E’ il palazzo mio.
    Il russo me lo farei, anche il figlio della famiglia di sopra.

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    • Ahhhhhhhh.. Roma mi chiama, confermo.. Qua ci si annoia. .Vicini intromxxxxxx.. eccetto un fringuello stupendo plurisposato con prole. E io non sono una rovinafamiglie. Già è rovinata la mia. . Quartiere perbenista ..e abbastanza ignorante il mio. Io sono certamente il personaggio più interessante 😉 – se escludiamo la madre alcolista che dà di matto… C’abbiamo però una vip buzzicona che è stata ad Amici.. (Ma le manca proprio le physique du role per fare carriera secondo me ).
      Ecco quando prova le cover della Pausini, se proprio non mi metto a vocalizzare a finestra aperta, l’ accompagno almeno coi Testament o con roba da suicidio.

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  6. Ho dimenticato il peruviano con il barboncino al piano terra: ci incontriamo per strada di notte e a casa sua c’è un continuo viavai di peruviani/e che spesso parlano al cellulare per giornate seduti sui gradini prima dell’ascensore perchè dentro casa non prende.
    Poi c’è il dirimpettaio del cortile che dal balcone mi guarda dentro casa e quando vede che me ne accorgo finge di stare al cellulare.
    E Cristina, la portinaia rumena cui pago il pizzo per sapere i cazzi altrui.

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  7. Io sto in un condominio con una sessantina di appartamenti, giardino comune su cui si affacciano i giardini di quelli che stanno al piano terra. Quasi tutte famiglie con bambini piccoli, come noi, giovani coppie o attempati (ma non anziani) genitori delle suddette coppie. E tutti sanno i cazzi nostri, mentre noi poco ci curiamo dei loro. Quando però il vigile che è venuto per la residenza ci ha detto “Non mi riconoscete? Sono quello dell’appartamento all’angolo del palazzo!” abbiamo raggiunto il colmo…

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  8. mh io per mantenere il mio anonimato, cioè essere solo un cognome senza faccia orari umani e còse simili, quando l’ascensore è già occupato dai vicini del palazzo, faccio sei piani a piedi, per dire.

    una volta l ho fatto con sotto il braccio destro scatola ikea con dentro attaccapanni, e mano sinistra sporta della spesa stracolma.

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Si accettano miagolii

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