Voodoo Girl

Va bene, ci ho preso gusto. Tim Burton non mi ha denunciato per aver messo mano alla sua poesia, quindi ci riprovo senza l’obbligo stavolta di doverne fare un soggetto cinematografico realizzabile. Ho scelto la poesia Voodoo Girl, di cui ho anche recuperato il testo dalla versione ufficiale italiana (Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie, traduzione di Nico Orengo, Einaudi):

ImmagineLa sua pelle è un panno bianco
ricucito da ghirigori di fili neri,
molti spilli colorati
nel suo cuore son puntati.

Ha un bel paio di occhioni
che usa per intontolire
i ragazzoni.

In sua malia
ha molti intronati
uno persino in Algeria.

Eppure anche lei è preda
di un maleficio da superstrega,
un sortilegio che non può
spezzare: se qualcuno le
si avvicina gli spilli si
fanno spina e nel cuore
vanno ad affondare.

Ho tratto spunto per l’idea e ne ho fatto un breve racconto.

Voodoo Girl

Le storie di questo genere iniziano sempre con uno stravagante scienziato un po’ folle che si costruisce un assistente. Oppure con un geniale ragazzo introverso che come rimedio alla solitudine si inventa un amico artificiale. Ma quella che narro non è una storia di questo tipo. Questo, è un racconto che nasce dall’odio e dalla vanità.
___Patty la Rossa e Cindy la Bionda non erano andate d’accordo sin dal primo sguardo. Anzi, da ancor prima che si guardassero negli occhi. Nate lo stesso giorno, dentro la propria culla del reparto di ostetricia della clinica di Greenwood l’una scalciava nella direzione dell’altra. Se la prima piangeva, la seconda strillava più forte. Se una taceva all’improvviso, l’altra si quietava a sua volta, per non apparire una frignona. Più che due bambine, Greenwood vedeva nascere una rivalità che avrebbe diviso due famiglie.
___I litigi delle due erano all’ordine del giorno e in città erano l’argomento principale di conversazione. Non che ci fosse qualcos’altro di eclatante di cui parlare, di solito. “Patty ha tirato una bambola nell’occhio di Cindy!”, “Cindy le ha dato un morso sul braccio!” erano queste le frasi che avreste sentito passando fuori il principale bar del paese. Che, tra l’altro, fungeva anche da aula per le assemblee cittadine, dato che il proprietario era anche il Sindaco di Greenwood.
___Divenute adolescenti, le ragazze non avevano cessato di farsi la guerra. Rivaleggiavano in qualsiasi campo: Patty era la stella della squadra di volley femminile, Cindy il capitano di quella di atletica. Nello studio i loro voti si rincorrevano, quando l’una prendeva una A al compito in classe l’altra otteneva una A+, sopravanzata dalla A++ che la nemica avrebbe preso alla prova successiva. Gli scherzi e i tiri mancini che le due si facevano erano originali e crudeli. Come quella volta che Cindy chiuse una puzzola nell’armadietto di Patty. O come quando Patty versò un richiamo liquido per cani da caccia sulla gonna di Cindy. Quella volta la Bionda venne rincorsa per tre interi isolati dai levrieri di Greenwood.
___La situazione divenne tragica quando iniziò a entrare in gioco il fattore R. R come ragazzo, R come Ricky Richardson, elemento di spicco della squadra di baseball del liceo. Se vi steste chiedendo quante squadre potesse mai avere un paesino poco rilevante come Greenwood, la risposta è: tante. Ogni studente era tenuto ad associarsi a un club sportivo, a meno di motivate e giustificate inabilità allo pratica agonistica. Più squadre voleva dire più sovvenzioni statali per il liceo. Ma torniamo a Ricky. Era l’oggetto del desiderio di Patty e Cindy, che se lo contendevano. Patty aveva fatto per prima la propria mossa, riuscendo a farsi invitare da lui a un party esclusivo. Peccato che alla stessa festa ci fosse anche Cindy, che in un momento di distrazione della propria nemica si avvicinò a Ricky per conversare e lanciargli sguardi ammalianti. Quando Patty tornò dal suo cavaliere era troppo tardi. Era già intento a scambiarsi affettuosità con l’odiata rivale.

fine prima parte – riposa gli occhi!

seconda parte – sei pronto? Vai avanti!

Dopo quella serata Patty decise che era ora di chiudere i conti una volta e per sempre. In soffitta aveva recuperato un vecchio libro di sortilegi e incantesimi appartenuto a una sua bisnonna, sospettata di praticare la stregoneria. Si raccontava che avesse trasformato in una gallina una donna che aveva tentato di rubarle quello che poi sarebbe stato il bisnonno di Patty. Erano solo dicerie, ma il fatto che in casa della bisnonna ci fosse a tavola brodo di gallina proprio il giorno della scomparsa della seduttrice, diede non poco da pensare.
___Seguendo le indicazioni del manoscritto, Patty sera dopo sera cucì e mise insieme una bambola con le fattezze di Cindy. Affinché la magia facesse effetto, era necessario che il manichino voodoo fosse il più somigliante possibile. Patty decise a tal proposito di farne uno di dimensioni naturali, della stessa statura della nemica. All’interno del petto la ragazza vi pose un cuore di stoffa e lana, infilzato da decine di spilli. Non appena il sortilegio sarebbe stato ultimato, Cindy avrebbe dovuto soffrire ogni volta che avrebbe visto il proprio amato Ricky, fino a che non sarebbe stata costretta a lasciarlo perdere per sempre a causa del dolore.
___Un lungo capello biondo di Cindy, legato alla testa della bambola, avrebbe permesso il trasferimento del maleficio. Quando fu tutto pronto, Patty si preparò a compiere l’ultima importante azione: recitare la formula per attivare la magia.
___Nel momento stesso in cui Patty disse l’ultima parola della formula, i grandi occhi della bambola presero vita e cominciarono a roteare per guardarsi intorno. Quando vide la ragazza, la Cindy-voodoo si sollevò per alzarsi, ma cadde in modo goffo battendo il volto sul pavimento. Patty lasciò cadere il libro e strillò, ma in casa non c’era nessuno che poteva sentirla. La bambola alzò la testa e cominciò a muoversi gattonando verso la propria creatrice, che indietreggiava cercando con le mani qualcosa con cui difendersi. Lanciò la lampada da scrivania, colpendo giusto in mezzo la fronte la creatura, che mugolò qualcosa di incomprensibile. Del resto, aveva le labbra cucite e non avrebbe potuto esprimersi in altro modo. L’attacco non la fermò, sembrò anzi animarla ancor più.
___Mentre Patty era arrivata ormai fuori la porta della propria stanza, la Cindy-voodoo si era alzata in piedi e si reggeva sulle proprie gambe. Non aveva impiegato molto per imparare a camminare. Si slanciò con le braccia di pezza per afferrare la ragazza, che tentò di divincolarsi e scappare. Una scarpa slacciatasi nel momento meno opportuno fece inciampare la povera Patty, che volò giù dalle scale, rompendosi il collo e anche qualche altro osso.
___La bambola restò in cima alle scale a fissare stranita il cadavere di Patty. Quando udì il rumore delle chiavi nella toppa, segno che qualcuno stava arrivando, tornò con le proprie gambe malferme nella cameretta, da dove fuggì gettandosi dalla finestra. Essendo fatta di lana e stoffa, non si procurò alcun danno nel cadere. Si allontanò indisturbata dalla casa, mentre le urla disperate della madre di Patty facevano accorre l’intero vicinato.
___Non è ben chiaro cosa fosse realmente successo. Forse l’odio che Cindy nutriva per Patty era così forte da trasferirsi nella bambola, che per questo avrà tentato di aggredire la propria creatrice. O, forse, le magie andrebbero lasciate a persone pratiche della materia.
___La notizia della morte di Patty fu un trauma per la cittadinanza. L’intera Greenwood era presente ai funerali, compresa Cindy, che fu vista in lacrime. È probabile che piangesse perché qualche ora prima aveva scoperto che l’amato Ricky Richardson aveva utilizzato tutto il suo fattore R per tradirla con Joanna la cheerleader. Per la depressione non si riprese più, i suoi voti cominciarono a peggiorare e la sua dieta si fece sempre più sregolata, tanto da farle perdere il posto nella squadra di atletica. Non riuscì ad avere la borsa di studio per il college e finì a lavorare in un locale notturno.

___Nessuno seppe mai della bambola. Il capello che la legava a Cindy era caduto via quando si era lanciata dalla finestra e l’incantesimo avrebbe dovuto quindi sciogliersi. Eppure c’è chi giura di aver visto, di notte, una figura femminile camminare barcollando per le campagne di Greenwood. Pare che, delle volte, questa si sieda su un grosso masso e passi la notte a fissare la Luna. Poggia una mano sul proprio petto e lo stringe, come se soffrisse.
Forse anche voi l’avrete intravista. Dicono che quel dolore sia una malattia. Lo chiamano amore. Ma questa è, come al solito, un’altra storia.

(se non mi vedete scrivere più è perché mi sarà arrivata qualche diffida dagli States)

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27 Pensieri su &Idquo;Voodoo Girl

  1. Mi piace Gin. Hai un modo di esporre il tutto che è fantastico. Non so, mi prende e non mi lascia più staccare gli occhi. Ah, scusa, avevo ancora addosso quei maledetti cosi da Arancia Meccanica. Dicevo… ho letto il racconto e mi piace. Ha proprio quel feeling goticheggiante da Burton.
    Bravo.

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