I’m a Time Lord

È quando la lancetta si aggira intorno alle 2 della notte che vengon fuori le conversazioni più interessanti. Tutte snodate intorno a un bicchiere, perché in fondo l’intera anima di una persona potrebbe entrare in un calice, in un flute, in un tumbler e così via a seconda del tipo di liquido. Siamo tutti fluidi che scorrono. C’è chi procede verso una direzione, chi in un’altra, chi si propaga a macchia, chi si blocca congelandosi, chi si mescola.

È in tal modo che viene fuori che ci sono anche altre persone che vivono la mia medesima sensazione di vivere di continuo il passato mentre compiono qualcosa nel presente. Sentire lo stesso senso di vergogna, inadeguatezza, per errori e sbagli, come se l’azione si stesse svolgendo in quell’esatto momento davanti a noi. Il più delle volte si sostituisce l’immagine della situazione (o della persona) del presente con quella del passato.

Ma io, che cerco sempre di distinguermi dalla massa (e anche dal peso, come dicono i chimici), vado anche più avanti. Oltre a vivere in contemporanea passato e presente, vivo anche il futuro. Vedo le conseguenze delle mie azioni, le reazioni degli altri, gli sviluppi.

Sono un Signore del Tempo, vivo immerso in passato, presente e futuro. E riesco a gestire tutti i pensieri in contemporanea, anche se il più delle volte sembro un gran distratto. Entro in una stanza e dimentico cosa stessi facendo, mi si presenta una persona e 2 secondi dopo il suo nome si è perso nell’oblio. Tutto perché chissà a cosa stavo pensando in quel momento.

Come si spegne la propria testa?

Ah, oggi ho fatto conquiste. Forse vittima del mio charme, questa pulzella incontrata per caso mi si è attaccata addosso. Però ho dovuto spezzarle il cuore, le ho detto che viviamo troppo lontano mentre io ho bisogno della micinanza. E poi i tuoi occhi verdi, seppur bellissimi, non si intonano con me.

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