Chiedere è lecito, rispondere costa fatica

La settimana scorsa ho inviato qualcosa come 25 mail ad altrettanti professionisti o presunti tali, chiedendo delle informazioni (e non certo l’elemosina o un rene per un trapianto).
Mi hanno risposto in 3. E due risposte valgono per una sola, perché venivano dallo stesso studio, dove evidentemente non si parlano perché mi hanno scritto due persone diverse dicendomi due cose opposte.

Mi chiedo come ci si faccia ad ammantarsi di professionalità se non si perdono neanche due minuti (perché questa è la perdita di tempo richiesta) per rispondere a una mail. È un atto di educazione e rispetto, due cose che nel mondo del lavoro credo non esistano, grullo io a illudermi.

E con questo voglio rivolgere un pensiero anche a quei due pipponi che mi hanno fatto un colloquio, rassicurando che tutti sarebbero stati avvertiti, indipendentemente dall’esito. Certo. Sto ancora aspettando due righe da parte vostra, fenomeni.
È evidente che è chiedere troppa cortesia una email che ti dica almeno “Spiacente, ritenta e sarai più fortunato”, specialmente quando la paranoia ti spinge a portare il cellulare anche al bagno perché non sia mai chiamino in quel momento (Legge di Murphy sulla telefonia mobile).

Poi dicono che uno si sveglia carico di odio e disprezzo.
Buon lunedì.