Il rumore del silenzio

Sono tornato al punto di partenza come nel gioco dell’oca e di oche qui in effetti ne vedo tante, si spostano come nell’elementare principio del calcio ignorante: Tutti dietro la palla. E allora via un calcio e tutti a inseguire, questo posto si svuota e se ne riempie un altro che fa più trendy, ma chi è che materialmente dia calci non si sa. E io in verità, in verità vi dico che vi prenderei sì tutti a calci, donne e uomini, non vi conosco e mal vi tollero, vi farei volare via con i vostri bicchieri e le vostre sigarette, che con quello che spendete ogni anno di alcool e tabacco potreste finanziare la ricostruzione de L’Aquila, anzi, ne potrebbero costruire due-tre, uno stormo intero di aquile. Ehi tu, aquila, senti un po’, ma cos’hai davanti? Primo, io sono un gatto, secondo, sì è il mio mezzo litro di birra e ne ho bisogno per carburare e farmi piacere tutto questo, sto bene con tutti e con nessuno perché mi manca il silenzio, ma non il silenzio semplice. A me manca il silenzio che ti fa rumore nella testa non quello che sa di vuoto come un frigorifero abbandonato. Dove sei, silenzio? Silenzio. Nessuno che mi risponda. E fa freddo, qui.