Campagne di sensibilizzazione

Sarà il Natale che ci rende tutti più buoni (ma quando mai), ma sento il bisogno di usare il mio blog per alcune comunicazioni sociali.

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MESSAGGIO SOCIALE N°1
Attualmente sempre più giovani tra i 20 e 30 anni (e a volte anche oltre) contraggono una malattia diffusasi negli ultimi anni: l’hipsteria. L’hipsteria provoca immediate reazioni nell’organismo infetto, come la crescita incontrollata di peli sul volto (per gli uomini) e l’improvvisa comparsa di camicie di flanella nell’armadio. Inoltre si ha un progressivo abbassamento della vista e il ricorso a occhialoni quadrati neri che negli anni ’80 sarebbero valsi atti di bullismo indiscriminato verso la propria persona.
L’hipsteria è altamente contagiosa, ma è CURABILE. Per questo, quando vedi un hipsterico non abbandonarlo. Lui ha bisogno di te. Ma stai attento e ricorda:

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MESSAGGIO SOCIALE N°2
Con l’approssimarsi delle festività natalizie centinaia di Babbi Natale vengono appesi ai balconi delle abitazioni, legati per le mani, per le gambe, per la vita e a volte anche per il collo e costretti a rimanere esposti al pubblico ludibrio e alle intemperie, come nella più crudele delle torture medioevali. È ora di dire BASTA alla violenza sui Babbi Natale. Se noti che il tuo vicino di casa compie atti di sevizie su un Babbo Natale, non esitare a chiamarci: gli riserveremo lo stesso trattamento.
addobbo-babbo-natale

MESSAGGIO SOCIALE N°3
Ogni giorno la nobile livrea di un leopardo viene ricopiata per decorare scarpe, borsette, leggings, cappottini e altri indumenti usati da donne dai dubbi canoni estetici.
Giovane donna che sei in ascolto, non compiere anche tu lo stesso errore. Ogni volta che indossi tessuto leopardato, l’eleganza si avvicina sempre più all’estinzione. Nel mondo restano oramai pochi esemplari femminili eleganti, sottoposti al continuo rischio di venire risucchiati nel vortice della pacchianeria. Se hai un cuore, un fegato, un pancreas e altre viscere, condividi.

MESSAGGIO SOCIALE N°4
Ciao, sono un telefono cellulare e sono qui per dire una cosa molto importante: la Vigilia di Natale e l’Ultimo dell’anno io vengo usato per inviare sms in blocco di auguri preconfezionati . Utilizzando la funzione di invio a più destinatari e sfruttando le tariffe speciali delle compagnie telefoniche, intaso l’etere con messaggi a persone di cui al mio proprietario non frega una mazza e che hanno come unico peccato quello di essere presenti nella rubrica telefonica.
Quest’anno usa la testa: non inviare sms con il solito stucchevole aforisma che sembra scritto da un Fabio Volo sotto effetto di Xanax. Se hai qualcosa di tuo di importante da dire a qualcuno a cui tieni, scrivilo. Altrimenti, taci per sempre.

ps, se avete altri messaggi di utilità sociale da condividere, suggerite 😀

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27 Pensieri su &Idquo;Campagne di sensibilizzazione

  1. Ahahahahahahahahaha… grandissimo. Ho mandato fuori il mio veleno con i miei Basta! ma vediamo di aiutarti in questa campagna 2014… una campagna al regresso verso situazioni di normalità:

    una cosa che mi sono dimenticato: oh tu, uomo o donna che, con fierezza, portate in maniera disinibita tatuaggi enormi, ingombranti, stucchevolmente rivolti all’utilizzo di lingue straniere, vi prego una cosa: cercate quanto più possibile di studiare la lingua che state per utilizzare. Ci sono troppi casi di persone che portano sul loro corpo un messaggio come “Ordino 4 involtini primavera e uno schiaffone in pieno volto” in ideogrammi giapponesi o cinesi. Non lo sanno neanche loro. Basta, diciamocelo, basta a questo maltrattamento del dizionario. Capisco l’utilità sociale di andare in giro con il menù del ristorante preferito, ma non è utile ai fini da te perseguiti. Se notate siffatti personaggi che vagano, senza meta, in piena città… vi prego fin da ora di prenderli per mano, accudirli in maniera amorevole e portarli al primo mattatoio per finire le loro sofferenze. Soprattutto per la seconda parte della scritta… ricevono schiaffoni non preventivati e questo distrugge il loro amor proprio.
    Siamo a Natale: aiuta uno svantaggiato sociale! Fai qualcosa di buono.

    Con affetto,
    Zeus

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  2. Colta da un’improvvisa idea, proporrei una pubblicità regresso per quelle ragazze che si dipingono l’unghia dell’anulare in maniera diversa rispetto altre altre. Non riesco a capire cosa mi significhi, soprattutto quando c’è una sorta di tono su tono (verde scuro rispetto al verde acqua).
    No, vi prego, riacquistate una dignità e cercate di essere donne eleganti.
    Però rilancio sempre con sottocategorie, quindi questa volta mi impegnerò a pensare a qualche gruppo sociale degno di aiuto natalizio.

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  3. Vorrei che il classico grog natalizio fosse una bevanda calda, piacevole e con un gusto diverso per ognuno.
    Il mio saprebbe di cioccolato e cannella.
    E poi vorrei che questo grog avesse il potere di far dire alle persone sempre e solo la verità.
    La vigilia di natale, a scambiarsi doni, cibi, brindisi e verità. E vediamo che succede.
    E poi vorrei che i cellulari si smaterializzassero e che potessimo solo scambiarci delle lettere.
    Proprio quelle di carta, scritte con le biro.
    Ecco, in questo modo vorrei sensibilizzare l’universo mondo.

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  4. Sono stato traumatizzato da piccolo da Zia Assunta Iannantuono Quagliarulo in Cacace, zia della Tata. e da allora, quando vedo un vestito leopardato mi si rizza il pelo sul collo. Te lo appoggio con forza questo appello, perchè anche Tarzan col costumino leopardato mi diventa il ragionier Fantozzi.

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  5. Anch’io ho adorato questo tuo post e la cosa davvero MERAVIGLIOSA è che sono vittima io stessa della tua Pubblicità Regresso. Innanzitutto- lo ammetto- possiedo una sciarpa leopardata (che io mi ostino a chiamare “panterata” perché sono masochista e amo farmi correggere ogni volta). A mia discolpa posso dire che quest’anno, in un impeto di singletudine powa, avevo il bisogno di sentirmi sexy. Avevo azzardato anche con un maglioncino, acquisto pessimo -me lo dico da sola- che ho provveduto a regalare all’Humana dopo un commento veramente chic di mio fratello (facilmente immaginabile). E poi, appartengo anche alla categoria dell’anulare dipinto in maniera diversa. La mia motivazione è semplice: mia mamma mi ha buttato i pennarelli anni fa e quindi sfogo la mia creatività repressa sparandomi glitter, adesivi, microsfere (che fa tanto Quark) e qualsiasi altro improbabile orpello sulle unghie. Ma non su tutte…Zan zan zan…Anche la tamarria ha i suoi limiti, voglio dire, quindi solo sull’anulare (e a volte, ahimé, anche sul pollice). Bene, quindi ricapitolando: hai una fan tra i candidati alla riabilitazione! Un saluto, Téverde*

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