Se li conosci…devi sopportarli

Nel mondo c’è troppo odio, ognuno di noi, nel proprio piccolo, dovrebbe sforzarsi per essere più tollerante e comprensivo.

Ciò nonostante, ci sono categorie di persone che mettono a dura prova i miei esercizi (mal riusciti) di calma zen.

Eccoli, in ordine crescente di fastidio

10) Il mujahid vegetariano/vegano. Massimo rispetto per le scelte di vita delle persone. Ma tu che devi menarla a tutti perché mangi il pasticcio di seitan e tofu alle 12 erbe di aiuola della rotonda autostradale sottolineando il tutto alla faccia di voialtri poveri carnivori, sei pessimo.

09) L’ingombrante. È difficile far rientrare in una sola categoria l’ingombrante, dato che quelli della sua risma sono specializzati in diversi settori. Per dare l’idea, l’ingombrante è quello che occupa due posti auto parcheggiando; oppure, è quello che, in compagnia di altri ingombranti, cammina fianco a fianco al gruppo occupando tutto il marciapiede e anche la carreggiata stradale. L’ingombrante è quello che non comprende un concetto semplice come quello di “lasciare scendere prima di salire” e che, a scuola/all’università/in ufficio, ha una concezione hitleriana di “spazio vitale”, occupando con fogli, penne e cianfrusaglie varie anche l’altrui zona.

08) L’audioleso. Quello che deve far sapere a tutti che in macchina ha montato un impianto audio dalla potenza sonora che andrebbe bene per il  Wembley Stadium.

07) I padri che seguono gli eventi sportivi dei figli. Ho detto tutto. E talvolta le madri sono anche peggio.

06) Il liceale in treno. Anello di congiunzione tra l’odore di ascella e quello di piedi, palesa tutti i caratteri comportamentali tipici dei Primati inferiori. Innanzitutto, ha difficoltà a stare seduto composto, preferendo scalciare, saltare, appendersi alle maniglie esibendosi in esercizi ginnici, prove di forza per le femmine del branco che osservano. La componente olfattiva sembra essere preponderante, ogni gruppo sociale emana un diverso afrore, il che lascia pensare che l’individuo rintracci i propri simili dalle scie di odore. Il liceale manifesta attenzione per suoni ritmati sgradevoli, condivisi a tutto volume col proprio smartphone, che ha imparato a usare evidentemente scimmiottando qualcun altro. La comunicazione tra i componenti della stessa specie è articolata in urla e sghignazzi vari.

05) L’agente ansiogeno. È un individuo ansioso che, invece di starsene per fatti suoi in un angolo a torcersi il colon in preda alla tensione, desidera rendere partecipe gli altri delle proprie preoccupazioni, inoculando ansia come un aspide iniettò veleno nella tetta di Cleopatra. Tu, universitario, ne sai qualcosa: sei lì, pensando al tuo esame da sostenere, all’improvviso si gira questo individuo di fronte che ti chiede: ma tu te lo ricordi il nome del fondatore della casa editrice indicata sul retro di copertina del libro? E se poi lo chiede? Zac! Sei stato infettato.

04) Il complottista. Tu sei evidentemente un Rettiliano pagato dalla CIA e da Antonino Cannavacciuolo, oltre che un povero ignorante – SVEGLIA! – disinformato. È questa l’opinione comune che il complottista medio  ha di te, che osi mostrare senso critico invece di credere ciecamente a tutto ciò che ti dice. A giudicare dalla quantità di complotti e mistificazioni che ci circondano, il complottista dovrebbe essere una persona che vive da solo in cima a una montagna, col proprio orticello e privo di qualsiasi oggetto tecnologico. Poi, invece, ha pc, smartphone, internet (ma non ci spiano?), va a votare (ma non sono tutti degli Illuminati?), mangia le peggiori schifezze (ma non le usano per controllare le nostre menti?), va dal medico quando è malato (ma non ci propina farmaci per dare il via al piano di sterminio di massa?) e frequenta donne (ma non sono la rovina della società da quando hanno deciso di smettere di stare chiuse in casa a fare la calza?).

Per i tre posti del podio si accettano proposte! 😀

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35 Pensieri su &Idquo;Se li conosci…devi sopportarli

  1. Ahahahahahaha… grandissimo!!! 😀 L’agente ansiogeno l’ho conosciuto. Solo che, al tempo, ero di teflon e non mi hanno mai contagiato. Anche perché alla loro domanda bastarda, rispondevo seraficamente: “ma tanto se l’hanno chiesta a loro, non la chiedono a me”. Discussione chiusa 😀

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  2. Quelli che, pure se stai al telefono, in macchina, al semaforo, ti si accostano, ti fissano finché non sei costretto a guardarli anche se non vorresti, e ti chiedono un’informazione. Come se nulla fosse. Con quel cazzo di indice in su che si insinua nel tuo spazio vitale e la voce stridula che irrompe:

    “Scusi…”.

    “Scusi un cazzo. Ma non lo vedi che sto al telefono!?”

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  3. Al terzo posto metterei lo skillato, l’onnipresente, l’onnisciente, l’onnipotente.Quello che se tu eri grancassa della brigata Alpina Cadore, lui suonava il basso tuba nella fanfara Taurinense e l’ottavino nella banda d’affori. Quello che se tu sei andato in Angola, lui ha vissuto per 2 anni a Luanda. Quello che se tu hai comprato il set per farti la birra in casa, lui taglia il nastro all’Octoberfest. Quello che se tu hai fatto il volontario per il soccorso alpino, lui è stato portato in elicottero per riparare il gatto delle nevi incagliato a -24° di notte sulle Pale di san Martino.

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    • mi sento una donna compresa.
      io li chiamo autoreferenziali/presenzialisti. è un pò un corollario a quello che dici te. secondo me.

      quelli che quando, per un ingenuo errore, provi a coinvolgerli – che so condividendo un dilemma lavorativo, o anche una idiota domanda tipo rucola o valeriana – annuiscono e, ai fini di un saggio apporto alla risoluzione del tuo problema esordiscono con ” per esempio Io nel caso xyz mi è successo che….” riducendo a bazzecola inutile e noiosa la tua questione (cioè stracatafottendosene).
      in sostanza, non capisci come sia potuto accadere che da una tua domanda il discorso sia poi finito su quando il suddetto autoreferenziali/presenzialista ha compiuto cinque anni e la torta di compleanno faceva pena. per dire.
      e quando provi a introdurti con un “si vabè ma quindi?”, l autoreferenziale presenzialista si stranisce pure. castri cioè il suo flusso di pensiero.

      che ne so. magari l’autoreferenziale/presenzialista ci ha qualche deficit di accudimento. qualche trauma infantile che tenta, irrimediabilmente, di tirare fuori oscurando infine qualunque ignaro simile che tenti di intraprendere una proficua conversazione. in due, beninteso.

      volevo dire che non sono vegetariana.

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  4. Aggiungerei quelli che hanno la patente ma non vogliono guidare per non spendere soldi, che sono una specie da abolire, anche se non è da podio. E mi accodo per quelli che montano le luci allo xeno e ti accecano mentre guidi felice di notte.
    Per i vegetariani che ti vogliono intortare, io rispondo “Tu non ti senti in colpa? Hai appena ucciso una pianta per nutrirti” e controbatto a qualsiasi loro tentativo di conversione. E per quelli che ti vogliono mettere ansia: “Guarda, non ho studiato quella parte. Sono qui solo a tentare” (anche se è palesemente falso).
    Penserò a un podio adeguato, ma aggiungerei quelli che fanno finta di essere ubriachi e quelli che fanno finta di non capire cosa stai dicendo.

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    • Secondo me quello patentato ma scrocca auto altrui è una sottospecie di ingombrante. È quello che ti occupa fisicamente spazio nella vita, perché devi considerare anche lui. Vai a una festa? Vengo anche io, ma…mi passi a prendere?

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  5. Dunque dunque… le prime 4 categorie mi sono indifferenti quindi le sopporto senza problemi… Il numero 6 già mi richiede un certo sforzo di sopportazione (ma neanche troppo) mentre la 4 e la 5 li sterminerei a vista!!!

    Io ci aggiungerei una categoria molto in voga ultimamente: L’ anti-italiano pigro.
    Cioè quelli che continuano a lagnarsi dalla mattina alla sera che l’italia è un paese di merda, e non c’è niente, e non ci sono possibilità, e la mentalità fa schifo e bla bla e non solo non alzano un mignolo per cambiare la situazione, ma addirittura, nonostante siano anni che dicono di volersene andare “all’estero”, non lo fanno. Forse perchè non hanno le palle, o forse perchè all’estero richiederebbero competenze (in primis una buona conoscenza della lingua) che loro non hanno e nemmeno hanno sbatta di farsi.

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  6. Verissimo, ho le stesse avversioni che hai tu. Vogliamo metterci anche chi lascia il motore acceso in sosta temporanea, chi lascia i suoi figli a rompere le pallea gli altri dopo la mezzanotte, chi ti guarda per vedere si hai visto il suo hi phone, chi gira con la ventiquattrore perché altrimenti si sente nessuno, chi fa un maschio e una femmina perché “vuole la coppia”, chi racconta i cazzi suoi a tutti i passeggeri del treno mentre sta telefonando, chi ti spinge sull’autobus perch<è vuoe sedersi prima ti di te, chi dice "è straniero ma è bravo" e altro, altro, altro ancora….. Un saluto.

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Si accettano miagolii

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