Del vento e altri sospiri

Se è vero che, sintetizzando lo schema di Edward Lorenz, il battito d’ali di una farfalla può cambiare il tempo che farà, un sospiro può generare una turbamento umorale da qualche altra parte.
Persone, gusci di emozioni, vagano portatori di instabilità e tormento, ma ognuno vive nei propri universi di egoismi, domanda e offerta non si incontrano, il mercato è in crisi.

Solo le donne sono capaci di una così rapida fioritura di forze, di un così rapido sviluppo di tutti gli aspetti della propria anima. Come se la donna sentisse la vita che passa non di giorno in giorno, ma di ora in ora. E ogni ora, la più piccola esperienza, appena percepibile, il più piccolo caso che sfreccia, come un uccello, davanti al naso di un uomo, una ragazza lo afferra con straordinaria rapidità: segue il suo volo lontano e la curva descritta dal volo le resta nella memoria come un segno indelebile, come un’indicazione, una lezione. Là, dove per l’uomo bisogna mettere un cartello stradale con una scritta, per la donna è sufficiente il rumore del vento, una scossa, un tremore, nell’aria, appena percepibile dall’udito.
[Ivan A. Gončarov – Oblomov]

Chiesi se tu fossi felice, hai detto sì abbassando e rialzando gli occhi, l’analisi del volto l’ho lasciata stare, non sono mai andato forte in questo e ho sempre scelto una traccia alternativa per il compito in classe non è acqua, e come acqua vorrei scorrere e disperdermi.
La fioritura di un’altra età, hai una vita, faccio cose vedo gente, io invece vedo e conosco ma in realtà non mi conosce nessuno.

Lasciai andare, come le foglie d’autunno al vento, che poi qui l’autunno mi sembra farlocco, le foglie sono verdi e le mie t-shirt sono agli straordinari, guardo una foto che giusto ieri mi ha inviato Sacchan e mi perdo a immaginare storie di riti e guerrieri tinti di acero per le ferite del cuore.

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Dum sospiro, spero.