Fenomenologia sessuale del traffico stradale

Il traffico è una gigantesca competizione sessuale. Siamo lì, tutti a lottare per primeggiare. Uomini, donne, invischiati in questo fiume di latta e scariche adrenaliniche.

Osservate lo svincolo della foto. Voi siete la macchinina nel cerchietto e dovete arrivare all’uscita indicata sulla freccia. Alla vostra destra, una rampa d’ingresso.

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Immaginate di non essere soli, intorno a voi ci sono molte altre macchinine che devono raggiungere quell’uscita: alcune provengono dalla vostra stessa direzione, altre dalla rampa alla vostra destra.
Come si procede? Due file incolonnate che avanzano, risposta giusta.

Poi, arriva quello che ha fretta. Quello che pensa di essere più furbo degli altri, sorpassa tutti e si pone alla sinistra della testa della colonna. Il problema è che lui non sa di essere il sassolino che rotola dalla cima della montagna innevata, trasformandosi in gigantesca palla di neve procedendo a valle. Non sa cosa stia scatenando.
Al suon di “e che sono fesso io?”, altre macchinine si accodano dietro di lui. Adesso abbiamo tre file.

Non finisce qui. Com’era quell’aforisma? Genialità è vedere possibilità dove gli altri non ne vedono (l’avrò detto sicuramente male). Ecco, dal fondo della fila appare un genio, che pensa che dove ci sia spazio per tre, ci sia spazio anche per quattro. Vrooom, sorpassa e si affianca agli altri. Due secondi e ora abbiamo 4 colonne.

Siccome i cojòn van sempre in coppia, viene imitato da un altro genio. Cinque colonne.

Il risultato è che all’uscita si crea un gigantesco imbuto: si avanza al ritmo di un metro al minuto. Voi, macchinina del cerchietto, impiegate mezz’ora per raggiungere la freccia. Siccome avete rispettato l’ordine, ora dovete fare attenzione a non venire schiacciati nella morsa di due Suv.

Ah, come non citare quello che suona nervosamente il clacson. Come se quel suono fosse capace di far scomparire le auto davanti. Lo so perché lo fanno, è per reagire al senso di impotenza. Sei lì, bloccato, devi sfogarti in qualche modo. Io proporrei alle case automobilistiche di inserire una palla antistress nel volante.

Il più misterioso, per me, è quello che sorpassa giusto per sopravanzare solo la tua auto. 100 auto in coda, dalla posizione 100 arriva alla 99, tanto sforzo per rimanere come prima. Mi ricorda la Regina di Cuori ad Alice: qui devi correre più che puoi, per restare nello stesso posto.
Cosa gli cambia, vorrei chiedere.
Cambia che ti ha scavalcato, ha vinto la sua lotta con te.
Darwin diceva che esistono due tipi di competizione sessuale: quella basata sulla scelta effettuata dalla femmina, che seleziona il compagno in base al fenotipo (esempio classico: i pavoni), e quella intrasessuale, basata sulla lotta tra i maschi per primeggiare. Ecco, il traffico funziona esattamente in quest’ultimo modo: lotta di tutti contro tutti per arrivare all’agognato svincolo, metafora dell’apparato femminile.

E io?
Io mi son votato all’ascetismo. Lascio sfogare gli altri, li osservo e rido (di me).

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