Incomunicabilità

Oggi mi ha telefonato la Niña. Voleva raccontarmi quel che faceva, i posti che ha visto, un episodio che l’ha fatta pensare a me, solite cose.
E dire che ieri avevo pensato io di chiamarla. Volevo soprattutto sentire la sua voce.

Raccontami.
Raccontami sempre, di capelli e di salsedine, di una cicatrice sul gomito e di un gatto vagabondo, di vestiti e di bimbi felici.
Mi interessa.

Sì, perché per me la Niña non sarà mai una persona comune. La guarderò sempre in modo speciale. A volte mi chiedo se lei sia conscia di ciò. Forse lo sa e magari ne è spaventata. Forse sono io a essere spaventato all’idea che lei sappia.

Mi sembra, in questo modo, di vivere in uno stato d’impasse. Io vorrei che le fossero chiare le mie sensazioni, in maniera assolutamente tranquilla, senza implicazioni. Se mettesse in chiaro che il passato oramai è come un libro di vecchie foto e non possiamo cedere ai sensi né  stare insieme, per me andrebbe benissimo. Le mie emozioni sono a un livello granitico di maturità, mi manca solo renderle visibili, aperte liberamente alla consultazione.

Magari, invece, ci perderemo di nuovo di vista.
E poi ci incontreremo nuovamente.

Per allora, spero di dire le parole che non ho detto.

Senza titolo-1

Annunci

L’arte della felicità

Stavo scrivendo uno dei miei soliti post stupidi, quando su fb mi hanno linkato questo trailer

Si tratta del lungometraggio animato di Alessandro Rak (disegnatore, animatore e ora anche regista) appena presentato alla 70ª Festival del Cinema di Venezia.

L’arte della Felicità è semplicemente il racconto di una storia.La storia di due fratelli che una volta suonavano insieme e che oggi si sono separati. Uno chiuso nel suo taxi, per le strade di Napoli, l’altro tra gli incensi di un tempio in un’ oriente immaginato, poco importa che sia su un monte sperduto in Tibet o tra le radici senza tempo dei templi di Angkor Wat (XL-Repubblica)

«Ho isolato un momento di “bruttura” della città, un suo scorcio in un momento di massima defaillance, legato alla percezione del protagonista. Volevo creare un piccolo quadro degli abissi in cui le persone possono precipitare solo attraverso la loro percezione. Perché poi basta un cielo che si sgombra a far posto a pensieri completamente diversi» (Adnkronos)

Nei cinema sarà presente da fine ottobre.