Niente cavallo, l’ex principe azzurro viaggia in treno

Capita, durante un viaggio in treno, di trovarsi seduti di fronte a una ragazza carina, interessante, o che colpisce per qualche particolare, come, ad esempio, il libro che legge in quel momento. In queste occasioni provo a immaginare chi sia, che vita faccia, trovandomi a vivere una sorta di amore platonico che dura fino a quando lei non scende dal treno, momento in cui la memoria ram del mio cervello si riazzera.

Mi succede solo con alcune tipologie di ragazze, con un qualcosa che mi spinge a pensare che siano delle romantiche sognatrici: è solo un’impressione, ovviamente, l’apparenza – si sa – inganna. Ma tanto, comunque, si tratta di una finzione, quindi potrebbero benissimo essere così o non esserlo contemporaneamente, è un gatto di Schrodinger.

Romantiche, sognatrici e in attesa del principe azzurro che le porti via dalla loro quotidianità e le salvi. Anzi, basta col principe azzurro: innanzitutto, è ridicolo andare vestiti con quel colore, in secondo luogo, basta coi nobili, spazio alla meritocrazia. L’eroe dovrà essere un cavaliere errante, neanche tanto senza macchia e senza paura; sarà un antieroe, uno che impreca quando qualcosa va storto e che ruba le mele da un frutteto per fare uno spuntino. Agisce per suo interesse, ma è capace di sorprendenti gesti d’altruismo spontanei. Ecco, è questo l’eroe che la solitaria pendolare vedrà apparire un giorno, nell’affollato vagone del treno.

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by Ken Andrea Federico