Chi rade il barbiere?

Chi rade il barbiere? Ci si domandava in un celebre paradosso di Russell.

A prescindere che si rada da solo o meno, il barbiere è da secoli una figura cardine della società. Confessore laico, nella sua bottega accoglie clienti di ogni età ed estrazione sociale, ascoltando senza proferire giudizi i discorsi del cliente di turno sulla poltrona.
Non che egli resti in silenzio tutto il tempo, anzi: il barbiere conosce le parole giuste per intervenire in qualsiasi discussione.

Ricordo quando gli raccontai della mia tesi di laurea, che comprendeva uno studio su Città della Scienza (rip) e la riqualificazione di quell’area; lui ci pensò su e poi disse: ah…ma è dove stanno quegli scheletri di capannoni alti alti che fanno impressione, che sembrano usciti da quei fumetti di fantascienza perché sembra che stai in un’altra dimensione?
Qualcuno potrebbe sorridere per questa definizione, io invece non avrei saputo dir di meglio. Non l’avevo mai analizzata come un trip lisergico. Pensiero laterale.

Esiste una regola non scritta nella bottega del tonsor: è uno spazio per uomini. Le donne non entrano, i bambini piccoli o vengono accompagnati dal padre/nonno oppure le madri li lasciano lì, vanno a fare le loro commissioni e dopo passano a riprendersi i pargoli. Non è chiusura o altro. È più una questione di intimità.

Ecco, stamattina un giovane maschio fresco maturando ha violato tale intimità, presentandosi con giovane fanciulla a fargli compagnia. Mentre pensavo a qualcosa di caustico da scrivere poi sul blog (quando mi annoio osservo e commento il mondo), il nuovo giovane assistente del barbiere richiama la mia attenzione tozzoliandomi* sul ginocchio, perché era il mio turno. Sarò stato appunto colpevole, forse, di non essere stato molto attento, fatto sta che il giovane padawan, sicuramente fresco di allenamento con delle pecore, mi sottopone a una tosatura veloce e violenta, manovrando la macchinetta come un decespugliatore. Il trattamento migliore l’ho avuto sul finale, quando ho poi chiesto di rifinirmi la barba: con la lametta a secco e contropelo mi ha strappato via l’epidermide dal collo in un paio di secondi.

Morale della favola: esiste il karma. Volevo ironizzare su uno che si porta la ragazza dal barbiere, sono stato punito. Perciò, non fatelo mai.

Per finire, un altro insegnamento morale (questa volta un po’ più serio)!

Non ha senso, quando ci si alza dalla sedia del barbiere, guardarsi allo specchio e passarsi la mano sul capo, esaminando il taglio dei capelli e la diversa pettinatura, e invece all’uscita da una lezione e dalla scuola non guardare subito in se stessi per apprendere se l’anima abbia deposto qualche peso soverchio e superfluo e sia divenuta più leggera e più dolce. (De recta ratione audiendi, Plutarco)

* voce del verbo tozzoliare. Immaginate qualcuno che vi tocchi facendo pat pat per richiamare la vostra attenzione. Ecco, quella persona vi sta tozzoliando.