Fare i conti senza l’hostess

Mi hanno richiamato a lavorare, anche se solo per un part time pomeridiano. Da lunedì prossimo Da fine febbraio sino a fine maggio.

Il mio primo pensiero è andato ai 600 € dati ad Alitalia: sono assicurato e la polizza, a meno che l’italiano non sia un’opinione, testualmente afferma che copre i casi di “licenziamento o sospensione dal lavoro (mobilità o cassa integrazione) dell’Assicurato o sua nuova assunzione“. Mi sincerai della cosa anche chiamando il call center, l’operatrice non pareva molto esperta ma mi rassicurò.

Speriamo in bene.

D’altro canto, cosa faccio, rifiuto il lavoro perché è solo un part time? Di questi tempi è una follia. E poi guardiamo il lato positivo: potrò continuare la mia vita sex, drugs & rock ‘n roll (…), tanto la mattina posso dormire e arrivare a lavoro fresco e riposato.

Ora, nel frattempo, sto continuando a pensare al Giappone: fermo restando che fin quando non mi tornano indietro i soldi non programmerò assolutamente nulla, pensavo a che data rinviare la partenza. L’estate è esclusa, a meno di non voler scegliere se farsi un bagno (nel proprio sudore, causa il caldo e, soprattutto, il tasso d’umidità) o una doccia (sotto una pioggia monsonica, per l’arrivo del Tsuyu). Per non far mancare nulla, tra agosto e settembre c’è qualche tifone.

Quindi resterebbe solo ottobre come periodo migliore. Mettendo in preventivo, ovviamente, che non si sa cosa possa accadere da qui a 9-10 mesi e, quindi, col “rischio” (oh, finché si lavora non è un brutto rischio) di ritrovarsi di nuovo a dover annullare il viaggio.

Altrimenti, a voler sfidare la sorte climatica ci sarebbe inizio giugno per partire (ammesso e non concesso di trovare voli a prezzi ragionevoli: sto facendo i conti senza l’hostess).