Venditori di assicurazioni

Periodicamente, il mio amico mi propone di partecipare, qualche volta, alle attività di volontariato che lo tengono impegnato presso una comunità missionaria. Garantisce che si lavora e basta, senza implicazioni mistiche o tentativi di coinvolgimento religioso (conosce bene le mie idee in proposito).

La cosa che non mi convince è che lui ha cominciato così, lavorando e basta, ora va a fare le riunioni in cui si parla di Gesù e partecipa anche ai ritiri spirituali; va detto che lui è sempre stato un fervente devoto, quindi era un percorso naturale. Ma ciò che mi tiene lontano da questi ambienti è proprio questo: le persone impegnate spiritualmente sono come dei venditori di polizze assicurative, quando vedono un potenziale cliente gli si fiondano addosso, cominciando a chiedergli perché non ha una polizza, se ha mai pensato di averne una, se ha pensato ai vantaggi, se ha pensato ai rischi di non averne una, ecc..

A me, sinceramente, piacerebbe impegnarmi in qualche attività di volontariato, anni fa, ad esempio,  scrissi al WWF perché avrei voluto partecipare a qualche loro attività: loro mi invitarono a contattare la sede regionale, la sede regionale mi disse di contattare l’oasi più vicina, l’oasi mi disse che dato che, dato che era estate, le loro attività erano ridotte e, quindi, se ne sarebbe parlato a settembre e mi invitarono a scrivere di nuovo. Poi, a settembre, cominciai la magistrale e non ci pensai più.

Ecco, io parteciperei pure alle attività proposte dal mio amico, in fondo si tratta di mettere cose (aiuti umanitari) nelle scatole, spostarle e spedirle, tutto qua, un onesto lavoro. Ma so già che, non sarà il 1° giorno, non sarà il 2°, ma di sicuro arriverà qualcuno a propormi una polizza. Magari sarà proprio il mio amico a volermi fare il contratto! Allora, no, grazie.

Mi viene in mente una citazione di un bel libro che lessi tempo fa, si chiama Autostop con Buddha – Will Ferguson, è il racconto di un viaggio dal Sud al Nord del Giappone, inseguendo la fioritura dei ciliegi. Ecco, nella citazione ci son le auto usate al posto delle polizze, per il resto il pensiero è quello:

I cristiani dichiarati mi mettono a disagio. Sono sempre di gran lunga troppo amichevoli e troppo sorridenti. È chiaro che ti usano per propagandare la loro fede, non vogliono essere davvero tuoi amici, vogliono solo convertirti. Ho sempre pensato che parlare con i propagandisti del cristianesimo sia come parlare con i venditori di auto usate. Magari sono cordiali e complimentosi, ma tutto ciò che vedono quando ti guardano è un contratto in più.

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Si accettano miagolii

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