Cosa è successo

In questo periodo è capitata una cosa di cui avrei voluto parlare quando sarebbe più stabile e definitiva; ma, visto che ormai l’esperienza procede verso una conclusione anticipata, tanto vale vuotare il sacco e raccontare tutto. Andiamo con ordine: circa 40 giorni fa vengo contattato dall’Ufficio Tirocini della mia Università, che mi comunica di essere stato selezionato per un tirocinio MAE-Crui, al Consolato d’Italia a Barcellona, presso cui avevo fatto domanda. Mi danno 3 giorni di tempo per decidere, non è pagato, non c’è un rimborso spese, l’alloggio anche debbo cercarmelo da solo. Ok. Io pondero i pro e i contro e poi decido di partire, pensando:

– avrò qualcosa da scrivere sul CV;

– è un’esperienza formativa;

– potrò perfezionare la lingua (anche se avendo studiato il castellano, forse Barcellona non era proprio la meta precisa, ma tant’è).

Quindi decido di fare quest’investimento: il 13 gennaio parto per Barcellona, alloggio in un ostello/albergo in attesa di trovare casa, mentre il tirocinio parte il 16. Ma già dopo il primo giorno mi rendo conto di che aria tiri: il Consolato è praticamente sotto organico, è oberato di lavoro, ci sono pratiche che si accumulano e non c’è manodopera sufficiente; i tirocinanti, quindi, sono una boccata di ossigeno per loro. Dopo pochi giorni di pensieri e ripensamenti,  giovedì 19 comunico al Console (mio tutor) la mia intenzione di andar via, lui mi dice di completare la settimana e pensarci: tempo sprecato, perché dopo due giorni sono ancor più convinto di andar via. Ieri gli ho comunicato la decisione irrevocabile e lunedì dovrebbe lasciarmi libero (già questo me le fa girare, perché io avevo l’albergo prenotato sino a domenica e speravo mi avesse lasciato libero subito).

La prova del fatto che qui siamo solo manodopera a costo zero l’ho avuta nel momento in cui ho lasciato il suo ufficio: ha convocato l’altra tirocinante che stava nell’ufficio dove stavo io, dicendole che da lunedì si occuperà anche delle mie mansioni. Tutto ciò cosa vuol dire? Che noi siamo qui perché c’è del lavoro da fare e che altri non fanno, altro che esperienza formativa. Io pensavo di arrivare qui e lavorare per me stesso, invece lavoro per il Consolato (c’è una sottile differenza), gratis, anzi, pagando perché è tutto a spese mie: questo scherzetto (che sarebbe durato 3 mesi), mi sarebbe venuto a costare come minimo 4-5000 euro (e non dandosi certo alla pazza gioia, io ad esempio ho pranzato con 7 euro e bevuto acqua di fontana per risparmiare). Oltretutto, non tutti i ragazzi hanno alle spalle una famiglia che può permettersi tale esborso: e allora cosa  fanno, si attaccano? Niente esperienza formativa per loro? Solo io la trovo una vergogna e una discriminazione?

È semplicemente assurdo lavorare gratis, il problema è che siamo in pochi a pensarla così: fin quando noi ragazzi saremo disposti a lavorare gratis (o addirittura pagando), questo sistema continuerà ad esistere, tanto pensiamo vabè faccio esperienza, vabè almeno non sto con le mani in mano, vabè vado all’estero…vabè il cazzo, questa è una VERGOGNA.

Io dal canto mio non farò più nulla gratis, faccio lo schizzinoso? Che ci volete fare, sono viziato, mi sento un principino, voglio essere pagato per il mio lavoro, abbiamo tutti le nostre cattive abitudini.

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Si accettano miagolii

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