Nonciclopedia e l’umorismo fascistoide

Su Nonciclopedia campeggia oggi una battuta su Simoncelli che evito di riportare per non fare ancor più pubblicità (tanto oramai è nota a tutti e divulgata nella rete).

Mettendo un attimo da parte questa battuta (sulla quale tornerò dopo), volevo scrivere una considerazione su Nonciclopedia che avevo in serbo da tanto tempo; su questo portale ci sono alcune pagine ben fatte ed anche divertenti, ma molte, bisogna constatare, fanno ridere poco e niente. Sono equiparabili alle scritte sul muro nei bagni della scuola, del tipo “Gino puzza” o “Gina è una zoccola”. Possono anche far ridere, ma non sono molto intelligenti; chi non partecipa a questo bullismo virtuale, è accusato di essere un rosicone, un bimbominchia, una persona senza senso dell’umorismo. Sinceramente, sembrano più da bimbominchia alcune battute.

Gli autori si giustificano dicendo di far satira, dimenticando che la satira è diretta contro il potere e contro i potenti; prendersela con le vittime, con i deboli, è umorismo fascistoide, è un atto prevaricatore e violento, è bullismo, chiamatelo come volete. E non possono giustificarsi parlando di humor nero, anche perché vorrei capire quanti degli autori di Nonciclopedia siano degli esperti della risata che possano permettersi di fregiarsi del titolo di umorista e trincerarsi dietro di esso.

Scriveva a tal proposito Luttazzi:

L’umorismo è sospensione del sentimento e può arrivare fino al grottesco più cinico; ma se sei cinico a spese di una vittima e ne prendi in giro la sofferenza, fai umorismo fascistoide, cioè eserciti una violenza.

Tutto ciò non vuol dire che non si possa fare umorismo su avvenimenti tragici: ma la differenza la fa il bersaglio della risata. La battuta su Simoncelli è diretta verso la vittima del fatto tragico, non è umorismo, è solo un atto fascistoide. Allora non si possono rompere dei tabù? Sì, si possono rompere, ma, per l’appunto, dipende dal bersaglio. La vignetta di Vauro sul terremoto in Abruzzo (che riporto più sotto) fece scandalizzare tanti benpensanti, ma non prendeva in giro né rideva delle vittime. Quella era una satira contro il Governo, è questa la differenza.

Chissà se tutti gli autori di Nonciclopedia abbiano ben chiaro la differenza su cosa sia umorismo e come vada fatto.

Quando esplose il caso di Vasco Rossi contro il portale, che portò all’auto-oscuramento di Nonciclopedia, io me la presi con il cantante, in quanto non ne condivido i modi (oltre a non avere simpatia per la sua persona); ma dirò, sinceramente, che se domani Nonciclopedia dovesse chiudere, non me ne dispiacerà affatto, non ne sentirò la mancanza, l’umorismo non ne perderà, anzi, forse ne guadagnerà. Per quanto mi riguarda, i suoi autori possono tornare a scrivere sui muri dei bagni delle scuole.

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