Censimento cosplay

No, non mi sono messo a contare i cosplayers; era solo per attinenza con la mia occupazione per i prossimi mesi: farò il rilevatore per il censimento. Ma di questo parlerò domani (quando sarà finito il corso di formazione), ora volevo soffermarmi sui cosplay che ho visto al Romics.

Innanzitutto, come al solito, continuano ad essere presenti Starnuto e One Piss; ma più dei cosplay, dominano sui banchi degli espositori: ti affaccia a guardare e trovi file intere di gashapon e figure di One Piece, a volte – siccome magari lo spazio per l’espositore è poco – trovi solo quello. Continuando coi cosplay, ho notato un’esplosione di Catwoman (sarà l’arrivo di Batman Arkham City e i rumors su The Dark Knight Rises?) e, soprattutto, di Vocaloid. Hatsune Miku e, molto gettonata, Luka Megurine.

Un paragrafo a parte meriterebbero i cosplay softcore, che mi sembrano in aumento rispetto ad altre fiere nel passato. Sinceramente, secondo me, ci sarebbero personaggi che, dato il loro abbigliamento (o non abbigliamento) sarebbero da lasciare solo sulla carta e sulle pellicole e non da portare dal vivo: io non metterei la mano sul fuoco per tutte le cosplayers per giurare che tutte lo facciano per amore del cosplay e non ci sia anche esibizionismo. Poi, certo, la malizia è negli occhi di chi guarda. Però poi mi dovrebbero dire che c’azzecchi con una fiera di fumetti/animazione/videogames una coniglietta di Playboy (ed era la più vestita rispetto alle altre).

No, non era Haruhi Suzumiya che pubblicizzava la Brigata SOS (immagine a destra), era solo una coniglietta.
O anche Lady Gaga, la regina delle smutandatrici: a me già sta sul cazzo quella battona della musica, me la ritrovo anche alle fiere.

Per il resto, tutto molto bello (come direbbe Pizzul), la Fiera di Roma mi sembra una buona location, per lo meno nei capannoni c’era aria condizionata. E, inoltre, uscendo da un capannone avevi comunque possibilità di non stare al sole (pareva agosto, un caldo tremendo e un sole bollente). L’unica cosa è che, come al solito, il treno di collegamento tra la Tiburtina e la Fiera di Roma c’ha messo un’eternità (all’andata): è bello constatare che i treni regionali, in qualunque parte d’Italia, funzionino (o non funzionino) allo stesso modo. L’Italia è unita e uniforme, almeno in questo. Altra cosa, è che avevo fatto i biglietti solo per il viaggio d’andata (ho pasticciato con la macchinetta automatica, invece di fare il biglietto per 2 persone andata e ritorno, ho fatto il biglietto per 4 persone): ho pensato, vabé, quelli per il ritorno li farò alla Fiera: che illuso, alla fermata Fiera c’erano solo i binari e i marciapiedi, null’altro. O sono cieco io che non ho visto dove li vendessero o lì veramente non c’era niente. Capisco che non sia zona abitata e che quindi ci sia solo gente che và lì e ritorna e non gente che dalla Fiera va a Roma (e che quindi ha necessità di acquistare i biglietti), ma almeno una macchinetta automatica? Mah. Sono salito senza biglietto. Io, comunque, 3,60 euro a Trenitalia (la cifra complessiva per l’andata e il ritorno) lì ho dati (si veda il pasticcio con la macchinetta).